Insediamento integrato urbano-universitario - Bologna

Concorso di progettazione internazionale nuovi insediamenti universitari nell'area Lazzaretto di Bologna Bologna / Italy / 2001

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Tra le città italiane ed europee, Bologna rappresenta senza dubbio un caso particolare, e per più di un verso privilegiato. La sua dimensione, la sua struttura, le sue relazioni interne ed un notevole equilibrio fra le sue diverse parti, ne fanno una delle poche città – di questa dimensione – ancora dotate di un’intrinseca organicità e di un’accettabile finitezza. La città è ancora in possesso di una forma urbis in grado di essere mentalmente percepita; i tracciati urbani descrivono un insieme discontinuo, definito più dai vuoti che dai pieni, un insieme costituito da interventi autonomi privi di autentiche relazioni urbane con gli interventi contigui, con la città storica e con la periferia consolidata. Tale discontinuità ha un valore ambivalente. Se è vero infatti che essa è un elemento di separazione, che rende più difficili i contatti fra le diverse aree, è anche vero che essa finisce per favorire un forte senso d’identità urbana.
Per questi motivi, la zona urbana oggetto del concorso si è presentata come un’area-laboratorio strategica, con un ruolo futuro di decisiva importanza per l’intera città.
Per il nuovo insediamento integrato urbano/universitario nella città di Bologna il progetto si è prefisso di dar vita ad una parte compiuta di città, un insediamento complesso, dotato di vari livelli gerarchici, in grado di esprimere una sua chiara definizione morfologica e funzionale che non si risolvesse in una microcittà autosufficiente, bensì nel disegno di una realtà insediativa conclusa eppure aperta all’intorno; autonoma nelle sue articolazioni, ma anche capace di stabilire connessioni significative con ciò che la circonda e con l’intera città; forte nella sua identità planimetrica, ma anche disponibile a trovare momenti di osmosi con i tessuti confinanti.
La presenza delle strutture universitarie, inoltre, non doveva certo dar luogo ad una separazione interna di materie edilizie, ma produrre un’adeguata e variabile intersezione tra edifici universitari, residenze, attrezzature urbane, spazi pubblici, verde. Il risultato voluto è quello di una dimensione territoriale dell’architettura, non nel senso della grande scala, bensì nel senso della relazione tra la scala dell’architettura e la scala del paesaggio.
La forma del progetto, nel suo complesso, è riconoscibile come risultato dell’identità tipologica degli elementi planivolumetrici che la compongono e dell’articolazione spaziale che ne deriva, con tutte le implicazioni dovute alle caratteristiche ed ai condizionamenti del luogo.
Con il complesso a destinazione universitaria, viene affrontata la scala edilizia del progetto. I valori urbani che sono già potenzialmente presenti nel carattere tipologico dell’insediamento complessivo, sono ora concretamente esplicitati nei singoli individui edilizi-architettonici di progetto destinati alle funzioni universitarie.
Il nuovo complesso universitario di progetto, comprendente tutte le unità funzionali previste dal programma edilizio, è costituito da sei edifici distinti, destinati rispettivamente a: presidenza, biblioteca e servizi generali; aula magna e conferenze; gruppo aule; dipartimento DAPT; dipartimento DIENCA; dipartimenti DISTART e DIEM.
La scelta è quella di raggruppare questi edifici intorno agli spazi urbani principali, però in modo non chiuso, cosicché sia sempre percepibile l’intersezione delle funzioni universitarie con le altre attività della vita urbana
Nella composizione le forme dei manufatti edilizi derivano da un’associazione logica di materiali e strutture, finalizzata agli usi che sono impliciti negli impianti distributivi dei tipi edilizi: le scelte strutturali discendono quindi, in una certa misura, dalle stesse scelte tipologiche. Di qui, prima di tutto, il carattere regolare ed intellegibile degli impianti strutturali, che adottano sistematicamente il modulo di 7,20 x 7,20 m.
Le strutture, per il loro carattere sistematico e modulare, concorrono alla massima flessibilità degli spazi interni. In completa coerenza con l’impostazione architettonica, gli edifici di progetto, pur presentando un carattere specialistico determinato, nella loro concreta fruizione restano aperti ad una pluralità di interpretazioni funzionali da parte dell’utente, anche per quanto concerne il rapporto con i sistemi strutturali, che realizzano il criterio del minimo condizionamento possibile.
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    Tra le città italiane ed europee, Bologna rappresenta senza dubbio un caso particolare, e per più di un verso privilegiato. La sua dimensione, la sua struttura, le sue relazioni interne ed un notevole equilibrio fra le sue diverse parti, ne fanno una delle poche città – di questa dimensione – ancora dotate di un’intrinseca organicità e di un’accettabile finitezza. La città è ancora in possesso di una forma urbis in grado di essere mentalmente percepita; i tracciati urbani descrivono un insieme...

    Project details
    • Year 2001
    • Client Bologna Finanziaria Metropolitana
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Colleges & Universities / Student Halls of residence
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