Riqualificazione ed ampliamento del polo fieristico

3° classicato al concorso di Riqualificazione ed ampliamento del Polo Fieristico Riva del Garda / Italy / 2006

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STUDIO VALLE PROGETTAZIONI (capogruppo)

Gruppo di Progettazione
Responsabile della progettazione: Prof. Arch. Tommaso Valle
Design Team :
Arch.tti: Paolo Vacatello (Capoprogetto), Gianluigi valle, Alessandro Amoroso, Carla Carletti, Massimiliano Celani , Manuela De Berardinis , Francesca Di Giovanni , Marco Garofalo, Marta Scuncio, Gianluigi Valle .

ARCA ENGINEERING S.R.L. (mandante)
Progettazione delle strutture ed impianti:
Ing. Michele Groff

Consulenti progettazione architettonica:
Arch. Giorgio losi, Arch. Andrea Rigo, Arch. Alessio Trentini.

STEAM S.r.l. (mandante)
Progettazione degli impianti:
Prof. Ing. Mauro Strada
Ing. Gianluca Calace


RELAZIONE ILLUSTRATIVA
L’intervento si inserisce in un contesto industriale-artigianale degli anni 60, dai contorni netti e regolari, i cui spazi interstiziali sono saturati da scorci di territorio che alternano all’orizzontalità della piana la sinuosità scenografica dei pendii.
L’approccio progettuale al tema fieristico è stato condotto ricercando una “qualità percettiva” suggerita dalla lettura del luogo e sviluppata attraverso la dialettica di binomi tematici: unità – singolarità; continuità – discontinuità; organicità – geometria.

Unità – singolarità
Se il progetto è stato concepito in termini di “unità” di immagine, così pure il singolo manufatto è stato ideato quale “sotto–unità” autosufficiente, con propria dotazione di accessi, servizi e parcheggi, in grado di consentire lo svolgimento di un singolo evento ovvero di una serie simultanea. L’immagine che ne consegue è quella di un’architettura versatile, in cui il concetto di flessibilità non deve intendersi esclusivamente in termini di autonomia del singolo manufatto bensì anche di trasformabilità della sua destinazione d’uso: fieristica, sportiva, musicale.

Continuità – discontinuità
La conformazione del sito e la dislocazione delle aree di intervento (“MM”, “A”, “B”, “C”, “D”, “E”, “G”) ben si adatta al concetto di scomposizione dell’unità fieristica e alla sua potenziale fruizione “per parti”; tuttavia, per consentirne una fruizione non “settorializzata” bensì “complessiva”, si rende necessaria un’operazione di sutura e ricomposizione.
Data la natura urbanizzata dell’area di progetto, è stato disegnato, traendo inspirazione dal contesto naturalistico di inserimento, un tracciato la cui sinuosità contrasta volutamente con la regolarità del tessuto, e che, divincolandosi tra i manufatti esistenti e il sistema della viabilità, collega le estremità nord e sud dell’area di intervento consentendo un accesso in quota agli spazi espositivi.
Il percorso, pedonale, sorta di nastro morbidamente ripiegato in curve e contro-curve, muta la propria consistenza divenendo ora quinta, ora fronte degli stessi manufatti
. Se pur concepito quale elemento unitario di ricucitura, appare costantemente in bilico tra omogeneità e disomogeneità nell’alternanza di pieni e di vuoti, di scorci di paesaggio urbanizzato e non, di opacità e trasparenze, di volumi e quinte. Appare, pertanto, un elemento formalmente complesso, che si libera nel vuoto sovrastando la viabilità principale di scorrimento, sorretto da una sequenza di cavalletti, segnali luminosi che diventano, al tempo stesso, segni misuratori del contesto e di continuità di immagine del Polo Fieristico.
La funzione statica e formale del cavalletto si accompagna alla divulgativa e mediatica, data la possibilità di utilizzo in qualità di supporti su cui apporre pubblicità inerenti l’attività del Polo Fieristico.
Il tema della continuità – omogeneità formale, si sviluppa ulteriormente nella ricerca condotta sul disegno delle facciate del complesso fieristico, esistente e di nuova progettazione.
L’immagine complessiva che ne consegue appare caratterizzata da una chiarezza formale e compositiva, nonché da un forte impatto di identità visiva.

Organicità – geometria
I volumi atti ad ospitare le manifestazione fieristiche appaiono diversificati in due distinte tipologie: taluni disegnati da contorni geometrici e netti ( “A”, “B”, “C” ), altri da morbide curve che accompagnano il percorso di distribuzione (zone “G”, “D”). Il binomio organicità-geometria diviene criterio di diversificazione dei manufatti, fatta eccezione per la zona “MM”, i cui volumi si distinguono per la regolarità geometrica delle chiusure verticali e per l’andamento sinuoso del manto di copertura, divenendo una sorta di soluzione intermedia tra il rigore delle forme dei padiglioni “A”, “B”, “C” e le facciate curvilinee delle zone “G” e “D”.

PERCORSI, INGRESSI, GERARCHIA E PROVENIENZA
Lo studio dei percorsi è stato condotto in funzione della fruizione del complesso fieristico nella sua totalità ovvero “per parti”, sia in relazione alla complessità dell’area sia in relazione al contesto urbanizzato.
A questo proposito la tavola 1, relativa alla mobilità, propone una possibile soluzione di collegamento tra l’area del polo fieristico Baltera e Palancongressi con una metropolitana di superficie che, con apposite stazioni all’interno dell’area urbanizzata, risponde a due problematiche: frequenza di collegamenti da e per le strutture ricettive occupate nei periodi delle fiere/congressi e mitigazione del traffico veicolare indotto.
La nuova strada di circonvallazione consente l’accesso alla fiera attraverso una rotatoria che smista il flusso dei visitatori verso la zona “MM” o verso la zona “G”, entrambe con dotazione propria di parcheggi.
Gli addetti ai lavori seguono un percorso differenziato che, dalla via Baltera, si convoglia poi in un sistema di rampe esistenti elicoidali di accesso al parcheggio per il personale, ubicato in copertura dei padiglioni “B” e “C” e collegato direttamente con il nuovo padiglione “D”.
Alla viabilità carrabile si sovrappone il percorso pedonale in quota, vero elemento di cerniera tra i diversi manufatti, che solo sporadicamente è intervallato da un sistema di collegamenti verticali con il livello terra. Il suddetto percorso, indispensabile per consentire una fruizione generale o parziale dell’evento fieristico o del complesso di eventi, appare scandito da una sequenza di cavalletti di sostegno e di accessi, microscopici e macroscopici elementi di misurazione dell’insieme. Il sistema di ingressi è ubicato in corrispondenza dei punti di massima o minima concavità della sinusoide che disegna l’andamento del percorso in quota. In corrispondenza della zona “D”, si colloca l’edificio destinato a ingressi per visitatori di maggior rappresentanza, segno visivo per coloro che si apprestano ad accedere al nuovo Complesso Fieristico.

LE PRE-ESISTENZE – ZONA D
I manufatti esistenti, prospicienti la rotatoria di accesso al sito, sono costituiti da tre blocchi (“A”, “B”, “C”) realizzati tra il 1960 e il 1970 e con precedente destinazione d’uso artigianale e industriale, ora adibiti a padiglioni espositivi. Articolati su più livelli fuori terra, appaiono collegati a livello del piano interrato, a livello strada da percorsi pedonali esterni e, infine, attraverso delle passerelle aeree esistenti. Il padiglione “A” usufruisce di un accesso autonomo, posto in asse rispetto al punto di massima concavità del percorso pedonale in quota.

IL NUOVO INGRESSO VISITATORI E IL PADIGLIONE D
Il nuovo ingresso dei visitatori si colloca in posizione baricentrica rispetto al complesso fieristico. La facciata nord-ovest appare disegnata dalla sinuosità del percorso pedonale. Il volume, articolato su tre livelli fuori terra, ospita i servizi di supporto agli spazi espositivi limitrofi: caffetteria, servizi igienici, biglietterie, uffici per servizi agli espositori, servizi di accoglienza ai visitatori, sala polifunzionale, ristorante e un roof garden in copertura per consentire un ottimale inserimento nel contesto ambientale su cui insiste.

ZONA G – PADIGLIONE G
Il padiglione, ubicato all’estremità sud – ovest dell’area, presenta, anch’esso una continuità di fronte rispetto all’andamento del percorso aereo di distribuzione. La rete di acciaio inox, elemento di continuità rispetto al rimanente complesso, è sorretta da una maglia strutturale di supporti metallici appartenenti al percorso stesso che, lungo il lato ovest, disegnano e supportano la facciata del manufatto. Ad altezza unica e con destinazione d’uso esclusivamente espositiva, ospita un parcheggio interrato, su due livelli. Il vuoto interposto a nord-est tra la suddetta zona e l’area servizi e ristoro del padiglione “B”, viene saturato con l’inserimento di un ulteriore spazio espositivo, aperto e coperto, che offre una soluzione di continuità del percorso espositivo che dall’area “G” , si espande in direzione nord-est verso i padiglioni esistenti. La soluzione adottata, a pianta libera con gli spazi per i servizi collocati ai lati e il sistema della mobilità verticale in connessione con il percorso pedonale aereo e il sistema di accessibilità autonomo a piano terra, consente di trasformare il padiglione in Sala Congressi/Sala Spettacoli senza alcuna necessità di interventi addizionali se non l’allestimento.

ZONA MM – PADIGLIONE POLIFUNZIONALE ED ESPOSITIVO/COMMERCIALE
All’estremità nord dell’area di progetto, è ubicato l’intervento edilizio consistente in due manufatti che, se pur dimensionalmente dissimili, sono accomunati da una geometria di facciata regolare, con manto di copertura dall’andamento curvilineo. Appaiono, pertanto, rispondenti ad una soluzione compositiva che media il rigore della geometria dei padiglioni esistenti con l’andamento organico del percorso pedonale e dei “segni” del contesto paesaggistico.
Una barriera visuale vegetale isola nella maniera più incisiva possibile l’area fieristica dalla zona residenziale privata che si trova immediatamente a nord e mitiga il disturbo connesso alle emissioni acustiche.
I volumi si contraddistinguono, inoltre, rispetto ai rimanenti del complesso fieristico, per la versatilità di utilizzo e per la dotazione interna di una molteplicità di funzioni eterogenee: la sala polifunzionale, ubicata nell’edificio più a nord, con una dotazione di 3.060 posti a sedere, ospita, occasionalmente, manifestazioni sportive, fieristiche, congressi ed eventi musicali; Il manufatto ubicato più a sud, formalmente analogo al precedente ma di dimensioni più ridotte, destina parte del suo spazio ad un’area espositiva e il rimanente a un’area commerciale. Attorno alla sala polifunzionale, inoltre, gravitano una serie di ambienti con spazi di supporto (biglietteria, foyer, caffetteria, salotti).
I volumi, collegati tra loro attraverso una passerella sospesa che converge verso spazi di sosta in quota da cui si prospetta la visuale interna dei padiglioni, ospitano dei box dalle dimensioni standardizzate, 4x4 m. Per il padiglione “MM” si è proposta un’altezza sottotrave di 12.50 ml, in analogia con quanto previsto nel bando per il padiglione “G”, soluzione in grado di consentire lo svolgimento di tornei e gare a livello nazionale e internazionale, rendendo ancora più ampia l’offerta in termini di dotazione di spazi.

PADIGLIONI “A”, “B”, “C” ED “E”
La nuova gerarchia dell’accessibilità all’area, con conseguente revisione degli ingressi al Polo fieristico, i nuovi ingressi dall’edificio “D” impongono alcuni adeguamenti funzionali nel padiglione esistente “B”. E’ previsto il nuovo accesso sul fronte ovest, verso l’edificio “D”, con lo svuotamento di un primo tratto di solaio a tutta altezza, per dare un’immagine più significativa all’ingresso, la traslazione della zona servizi e il recupero delle superfici in luogo del vuoto esistente.
I padiglioni esistenti, sorti con una destinazione d’uso diversa da quella fieristica, sono ridefiniti formalmente impiegando una “facciata filtro” che permetta una omogeneità di lettura leggera, che emana una particolare vibrazione in relazione al materiale impiegato: la rete di acciaio inox sostenuta da montanti verticali ancorati alle strutture esistenti. Analogamente per le strutture delle coperture, a meno dell’edificio “E”, la proposta indica l’adozione di un sistema di “pergolati” che permettono di mascherare le piastre di copertura, in parte utilizzate a parcheggio (“B” e “C”), e se ritenuto opportu-no, ampliare la zona espositiva con aree all’aperto parzialmente protette. Questo sistema consente un buon inserimento ambientale, in particolare per le viste dall’alto (si pensi alle viste dai vicini percorsi stradali e pedonali di montagna), ed efficacemente si integra con il sistema adottato per le coperture dei nuovi padiglioni “MM” e “G”.
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