6 alloggi dotati di sistemi domotici

Progetto vincitore del concorso per la realizzazione di 6 alloggi dotati di impianti domotici in località Borgo La Martella Matera / Italy / 2005

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Il progetto si propone di interpretare gli elementi del vocabolario e della sintassi dell’architettura del territorio di Matera.
La condizione di partenza è quella di vicinanza fisica, ma anche in qualche modo di analogia di obiettivi, con l’intervento portato a termine nel secondo dopoguerra con l’esperienza architettonica neorealista al borgo La Martella.
Analogamente a quella che è stata l’operazione concettuale dell’insediamento rurale a La Martella (progettare case per persone fino ad allora vissute, bene, nei sassi) si è proceduto ponendo particolare attenzione agli elementi peculiari di quell’architettura essenziale e scabra che si è generata dalla interazione tra risorse a disposizione, clima, cultura e quindi bisogni dell’uomo. La soluzione presentata si fonda sul rapporto fra contesto naturale , storia e progetto contemporaneo. Contesto naturale in quanto grande significatività è stata data al tufo locale, impiegato per i tamponamenti; storia perché è di lì che si è partiti nella ricerca degli elementi costitutivi sui quali si fonda la “materanità”; progetto contemporaneo giacché si è praticato un processo di razionalizzazione necessario per il passaggio dalla tradizione architettonica spontanea a dei manufatti che vivono comunque nel loro tempo, e lo fanno esprimendo una modernità elementare, solare, semplificata.
Gli elementi costruttivi rinvenuti e scelti per essere fondanti del progetto sono: 1) la scala esterna; 2) il camino; 3) l’andamento scalettato della parte sommitale dei prospetti, all’attacco col tetto; 4) l’idea dello scavo.
La scala esterna, così come accade nei Sassi di Matera, oltre a consentire il collegamento al piano superiore, delimita uno spazio dal carattere semipubblico che favorisce il crearsi di rapporti di vicinato. Tutta la parte esterna degli alloggi è progettata per essere non solo luogo di
transito veloce, ma anche zona per una eventuale sosta e punto di contatto con gli altri abitanti: è una architettura che vuole innescare rapporti sociali.
Il camino, di cui ogni alloggio è dotato, si configura come elemento nodale della zona giorno ed assume il ruolo tradizionale di focolare domestico. Gli si è però voluto attribuire un valore che va oltre quello di suggestione, in quanto lo si utilizza, da un punto di vista impiantistico, come fonte ausiliaria di calore collegata all’impianto termico generale.
La scalettatura in corrispondenza dell’attacco delle falde inclinate del tetto con la muratura delle facciate è un attributo linguistico della iconografia di Matera a cui non si è voluto rinunciare e che connota fortemente l’impaginazione di entrambi i prospetti lunghi.
Lo scavo è un’operazione fisica ma anche un concetto. Matera è un insediamento interamente scavato. Scavato e costruito in tufo. Partendo da questo concetto si è “scavata” tutta la parte inferiore del prospetto posteriore attraverso una sottrazione del volume della fabbrica; stessa procedura è stata introdotta “scavando”la parte di prospetto anteriore in corrispondenza della zona del soggiorno. Intervento quest’ultimo che apre la casa all’esterno, ad ovest, favorendo il rapporto interno-esterno. E’ da notare che, al fine di offrire alloggi tutti della stessa superficie, lo scavo della parte posteriore ha determinato uno slittamento dell’alloggio superiore, che si ritrova così dotato di una piccola terrazza.
Dal punto di vista distributivo interno si è cercata una sobrietà di segni che si è tradotta nella riduzione al minimo degli spazi serventi, oltrechè proprio dell’area di tramezzatura utilizzata, quindi all’uso intensivo della superficie di ogni alloggio. Per entrambi i livelli la pianta degli appartamenti è identica, ad eccezione della geometria del camino. Ogni alloggio ha la zona giorno rivolta ad ovest e separata dalla zona notte (rivolta ad est e più introversa rispetto alla strada) da una fascia di servizi centrale contenente il locale tecnico, il disimpegno ed il bagno. Per ciò che concerne il piano superiore, la reminiscenza dell’antico pagliaio (che Quaroni ricava nel sottotetto) porta nel progetto alla creazione di un soppalco che si adatterà con grande flessibilità all’uso che l’utente finale vorrà farne. La traccia di questo ambiente accessorio emerge nei prospetti sotto forma di sottili asole orizzontali.
Il progetto denota una semplicità costruttiva a cui fa da contrappunto l’elevato livello tecnologico delle soluzioni domotiche adottate.Con la domotica il concetto di impianto elettrico evolve a quello di sistema. Il presupposto di base è il mutato atteggiamento degli utenti in rapporto alla casa. Esso non è più riconducibile a quello canonico in quanto sono definitivamente mutate esigenze ed aspettative in rapporto alle evoluzioni dei contesti tecnologici in cui viviamo. La variabilità e la flessibilità del sistema domestico devono diventare requisiti imprescindibili del progetto degli impianti, qualità rispettose e coscienti dell’imprevedibilità dei comportamenti all’interno dell’abitazione. È quindi evidente la necessità di immaginare un impianto non concepito come entità statica ed a sé stante; ciò infatti significherebbe solo imporre una sovrapposizione più o meno efficace di apparecchiature, di collegamenti e di sistemi di protezione con una scarsa leggibilità funzionale complessiva. L’ipotesi di fondo è cioè quella di creare una struttura relazionale aperta che conglobi il complesso impiantistico domestico, e che risulti idonea ad accogliere sia esigenze concrete, che necessità non necessariamente già realizzate. Nel caso in esame, l’espressività assegnata al sistema è stata calibrata mediando le due esigenze contrastanti di una buona capacità comunicativa nei confronti dell’utente medio, che deve sapere individuare le funzioni e disporre con facilità delle dotazioni della casa, e di una sufficiente complessità di gestione che consenta il controllo e l’interfacciamento in una serie di condizioni tipiche di utilizzo impiantistico. L’impianto elettrico dovrà permettere ed abilitare un layer di automazione e controllo che si sovrapponga al livello fisico della dotazione elettrica domestica. Il progetto impiantistico è essenzialmente incentrato su tre esigenze fondamentali. Anzitutto, con riferimento all’alloggio per disabili, migliorare la qualità abitativa per persone con handicap motori permettendo una gestione diretta e completa della casa con sforzi minimi; in secondo luogo gestire le emergenze secondo un facile e rapido protocollo che garantisca di porre rapidamente attenzione a situazioni di rischio più o meno generico ed a evitare pericoli di genere differente. In ultima analisi consentire l’accesso ad utenze elettriche come quelle rappresentate da elettrodomestici, sistemi di illuminazione, impianti di comunicazione, in modo da potere rendere automatica l’esecuzione delle procedure ripetitive, da gestire gli imprevisti secondo convenzioni specificate e garantite, da intervenire sul comportamento del sistema domestico anche se non ci si trova materialmente all’interno dei confini della casa.
In ciascun alloggio, equipaggiato con tecnologie di automazione, risultano assicurati comfort e sicurezza, garantito il contenimento dei consumi energetici, sono previste possibilità di comunicazione e di controllo avanzate. L’impianto nel suo complesso protegge e reagisce contro il pericolo di intrusioni e fughe di gas, regola la temperatura, gestisce i consumi degli elettrodomestici, dispone l’apertura motorizzata dei serramenti, controlla l’illuminazione in modo automatizzato, consente di gestire la casa da remoto.
Da un punto di vista infrastrutturale il presupposto fondamentale è l’utilizzo di un bus di campo cui si affaccino tutti i dispositivi da gestire; esso è infatti il veicolo unitario delle diverse tipologie di segnali di controllo. Ogni dispositivo connesso al sistema sarà dotato di un circuito di interfaccia e di una propria intelligenza (costituita da un controller programmabile) per mezzo della quale è in grado di riconoscere l’informazione a lui destinata ed elaborarla per realizzare la funzione desiderata. A parte questo, però, dal punto di vista costruttivo e funzionale i dispositivi utilizzatori affacciati sul bus non si discostano da quelli tradizionali.
Infine la flessibilità del sistema consente di trasformare alcune delle funzionalità impiantistiche senza dover effettuare opere murarie o intervenire sul cablaggio, ma semplicemente agendo sulla configurazione dei dispositivi. I vari componenti, interfacciati secondo una logica comune, si prestano infatti all’assolvimento di funzioni molteplici e ad interessanti integrazioni.
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    Il progetto si propone di interpretare gli elementi del vocabolario e della sintassi dell’architettura del territorio di Matera.La condizione di partenza è quella di vicinanza fisica, ma anche in qualche modo di analogia di obiettivi, con l’intervento portato a termine nel secondo dopoguerra con l’esperienza architettonica neorealista al borgo La Martella. Analogamente a quella che è stata l’operazione concettuale dell’insediamento rurale a La Martella (progettare case per persone fino ad...

    Project details
    • Year 2005
    • Client Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale della provincia di Matera
    • Status Competition works
    • Type Neighbourhoods/settlements/residential parcelling
    • Websitehttp://www.atermatera.it
    Archilovers On Instagram