Interni

Architettura d'Interni e non solo. . . Varie / Italy / 2020

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Queste sono alcune riflessioni che solitamente affrontiamo con chi si rivolge al nostro Studio avendo intenzione di costruirsi una casa per viverci in armonia. Spesso chi non riconosce le proprie esigenze, si rifugia in ciò che altri prima di lui hanno realizzato e che l’abitudine visiva gli ha permesso di credere una sua necessità. Succede quindi spesso che si finisce con il vivere in casa d’altri. L’idea che lo Studio Architettonica cerca di condividere con il Committente si potrebbe sintetizzare in uno spirito comune. Lo Spirito Minimalista. Questo Spirito esprime l’anima libera e giocosa, ironica ed anticonformista. Senza orizzonti precostituiti o necessariamente riconoscibili. Si viaggia senza bussola e senza limiti come un arcobaleno, che non si sa dove abbia inizio e fine. Arcobaleno che racchiude tutte le tonalità cromatiche dello spettro solare, per giungere alla definizione di oggetti o di volumi e spazi che hanno un carattere indipendente e tuttavia aperto ad interagire con qualsiasi altro stile e linguaggio. Spazi dove luce, colore, trasversalità, leggerezza e giovinezza sono i comuni denominatori di situazioni diverse quanto lo sono i protagonisti che li hanno pensati e quelli che li dovranno abitare, o meglio, vivere. Ma dietro tale spensieratezza esiste un rigore geometrico che pensa ambienti veri, realizzati pazientemente con l’impiego di tecnologie industriali e con i materiali più innovativi per durare nel tempo. Lo Spirito Minimalista nasce da una semplice intuizione: la leggerezza, l’eleganza, la semplicità. Si, la sua ricchezza è proprio la semplicità che deve risiedere nell’anima del progetto, condiviso tra noi ed il Committente, e racchiudere la complessità dell’armonia, della bellezza, dell’eleganza e della funzionalità. Lo spazio deve levitare in aria armonizzato da strutture in alluminio satinato, piani in laminato, materiali hi-tech ed un sapiente uso del colore. C’è una vecchia storia che parla di un cieco che chiedeva l’elemosina senza ottimi risultati. Un giorno una persona girò il cartello posato vicino al cappello sul marciapiede dove c’era scritto: “fate la carità ad un povero cieco” e scrisse una frase. Da quel giorno il cappello era sempre pieno di monete. Il passante aveva scritto: “oggi è primavera ma io non posso vederla”. A volte cambiare punto di vista modifica le cose con una semplicità inaspettata. Noi cerchiamo di realizzare insieme questa idea, sentendoci in armonia per vedere la primavera.

CASA A POSILLIPO

Dal porticciolo di Mergellina costipato di barche, cominciamo a salire per via Orazio. Il caldo umido che odora di mare lascia lentamente posto a un clima fresco; a quei colori e quegli odori tipici della vegetazione collinare di Posillipo. A metà strada il nostro sguardo, chiuso in un percorso antropizzato, si spalanca in una prospettiva che costella la curva del golfo con le isole di Capri e di Ischia chiudendosi con la sinuosa e maestosa sagoma del Gigante Vesuvio. Città a strati, dove la storia ha sovrapposto popoli e culture. Città senza regole, dove la bellezza ha sempre la faccia del più e del meno. Città di Piazze e Vicoli, di Palazzi e Case. Continuiamo a salire. Da quest’altezza tutto pare rarefatto ed irreale. Non si odono né rumori né voci. Non si distinguono le strade, le persone e si possono solo immaginare quei quartieri dove convivono ricchezza e povertà. Progettare in questi luoghi vuol dire confrontarsi con un groviglio di passioni e di tensioni. Progettare in questi luoghi insegna a confrontarsi con gli ossimori. Quando poi si progetta una casa, come gli architetti d’Alessandro & Sgariglia fanno da vent’anni, si entra in un mondo nel mondo; nella sfera privata di una famiglia dove gli equilibri di genere, in un contesto generazionale diversificato, si miscelano al ruolo sociale da voler rappresentare. Per trasformare i contrasti in opportunità il guscio protettivo deve trovare un equilibrio tra interno ed esterno. Avere la possibilità di creare volumi dal nulla agevola; diversamente trasformare ambienti già pensati da altri pone, il progettista, dinanzi alla sfida della rinascita. Solo un intervento radicale può modificare l’anima più intima di una casa, permettendole di adeguare spazi e forme alle esigenze dei nuovi ospiti. Per realizzare una casa c’è bisogno che l’architetto ascolti per capire; condivida e non imponga; guidi le scelte consapevole, però, che in quegli ambienti non sarà lui ad andare ad abitare. Proprio di una casa, rinata da una ristrutturazione così condotta, vogliamo parlarvi. Entriamo in un parco, in un palazzo, percorriamo ambienti rifiniti con materiali pregiati accostati con gusto. Saliamo al terzo piano in un ascensore dorato. Si apre la porta di casa. Che si tratti di un grande appartamento lo si intuisce subito perché qui, gli architetti d’Alessandro & Sgariglia, hanno reso immediatamente visibili 80 dei 280 metri quadrati complessivi. L’ospite viene avvolto da colori caldi esaltati da corpi illuminanti soffiati a Murano che improntano percorsi ed oggetti con luce bianca e algida. Calpestando un parquet Doussié Africa, protetto ma non nascosto da tappeti Persiani, si passa attraverso uno stilizzato “portale ribassato” rifinito con stucco veneziano ocra, centro virtuale del grande ambiente contenitore di funzioni liberamente dislocabili. Troviamo la zona salotto come quella per il gioco del Burraco; gli spazi musica e pranzo si affacciano su ampie balconate. Gli arredi in stile classico non contrastano, anzi ben si accostano agli ambienti disegnati e realizzati con linee razionali. Collegata troviamo la cucina, anch’essa suddivisa in diverse zone: uno spazio relax, uno spazio destinato al pranzo e alla preparazione e conservazione pasti, il tutto illuminato da un’ampia vetrata. Da qui si accede ai locali dedicati al personale domestico che riescono a mantenere autonomia e privacy. Sempre dall’ambiente d’ingresso si passa al corridoio attraverso due filtri, contenenti uno dei quattro bagni, armadi a muro, cappottiera, ripostiglio. Superati i filtri, contrassegnati dall’inserto di greche in Panga Panga nel parquet e da porte in cristallo temperato e sabbiato, si giunge al lungo corridoio la cui pavimentazione intarsiata specchia un soffitto modellato con pieni e vuoti retroilluminati. Su questo affacciano, oltre ad armadi e librerie incassati, le porte in massello di Noce Nazionale che conducono ai restanti ambienti. Oltre alla camera per gli ospiti con terrazzo, troviamo due ampie camere per i ragazzi. Infine, come fosse una suite, scopriamo la camera da letto servita da spazi a lei unicamente dedicati: disimpegno, guardaroba e stanza da bagno. Da questa camera si accede a un terrazzo, dal quale si spalanca una prospettiva che abbraccia l’intera curva del golfo. Siamo nella città delle emozioni, Napoli.

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    Queste sono alcune riflessioni che solitamente affrontiamo con chi si rivolge al nostro Studio avendo intenzione di costruirsi una casa per viverci in armonia. Spesso chi non riconosce le proprie esigenze, si rifugia in ciò che altri prima di lui hanno realizzato e che l’abitudine visiva gli ha permesso di credere una sua necessità. Succede quindi spesso che si finisce con il vivere in casa d’altri. L’idea che lo Studio Architettonica cerca di condividere con il Committente si potrebbe...

    Project details
    • Year 2020
    • Client Vari
    • Status Completed works
    • Type Apartments
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