Studio Calesini

Rome / Italy / 2012

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progetto architettonico e direzione
ida capra |gianluca graziani | cristiana sarapo architetti


“L’architecture est un mèlange de nostalgie et d’anticipation extrème “
Jean Baudrillard



DESCRIZIONE
Oggetto dell’intervento e’ il piano nobile di un edificio ad angolo ubicato nel cuore del centro storico di Roma in un immobile di pregio storico e artistico caratterizzato da una decorazione molto ricca del soffitto a cassettoni di epoche diverse, la parte più antica delle quali risale al ‘500.


L’intervento di ristrutturazione ha previsto l’intera riorganizzazione degli spazi adeguandoli e ‘piegandoli’ alle nuove esigenze funzionali e tecnologiche dovute alla nuova destinazione d’uso, uno studio dentistico attrezzato anche per interventi ambulatoriali di chirurgia odontoiatrica.
Lo studio si sviluppa su una superficie complessiva di circa 450 metri quadri ed è suddiviso in due zone funzionali: una dedicata allo spazio attesa, amministrazione e studio privato dei medici, l’altra quella operativa dove trovano posto sette studi, la sala sterilizzazione e gli spazi di servizio dedicati al personale.
Partendo dalle richieste tecnico funzionali del committente sono stati progettati percorsi e spazi su misura ed a misura di paziente, in grado di agevolare l'accoglienza, l'attesa e al tempo stesso la possibilità di colloqui riservati.
La zona reception definita da spazi multipli in cui si svolgono sia funzioni amministrative che diversi livelli di comunicazione con il paziente è il cuore dello studio, area nevralgica tra la zona extra-clinica di ingresso-attesa e quella clinica delle sale operative.
Dal punto di vista distributivo un doppio ingresso ha reso possibile differenziare i percorsi dei pazienti da quelli riservati a medici e personale permettendo di organizzare e ottimizzare spazio e funzioni anche nell'area dedicata allo staff.


L’INTERVENTO DI RESTAURO
Il ‘riuso’ di un edificio storico per un’attività che richiede una forte presenza tecnologica ed impiantistica con implicazione sanitarie, climatiche ed acustiche ha comportato un’attenta riflessione ed una cura particolare per preservarne l’aspetto storico che e’ il reale valore dell’immobile.


Nella prima fase dell’intervento sono state rimosse tutte le superfetazioni, le partizioni murarie più recenti, le controsoffittature che in parte occultavano la decorazione dei soffitti; sono stati rafforzati i solai in considerazione dei nuovi carichi che avrebbero dovuto sopportare e sono stati aperti nuovi varchi tenendo presente la nuova distribuzione interna; infine grande accuratezza e’ stata dedicata al restauro della decorazioni sui soffitti.
L’intervento di restauro dei soffitti lignei vista la preziosità dell’apparato decorativo ed il discreto stato di conservazione dei materiali originari è stato di tipo conservativo, così da esaltare la varietà stilistica delle opere sottoposte a restauro accrescendone al tempo stesso il valore di testimonianza storica.
Dopo le operazioni di consolidamento delle superfici degradate, la pulitura e l’asportazione dei depositi superficiali, il consolidamento della pellicola pittorica, la sigillatura e stuccatura si è proceduto con le reintegrazioni cromatiche e la ricostruzione di porzioni dipinte lì dove ritenute indispensabili alla percezione del motivo decorativo.
I prodotti impiegati hanno permesso di bloccare la naturale degenerazione dei materiali costitutivi, in modo da ristabilire l’originario equilibrio tra le tecniche pittoriche e il loro supporto; il restauro ha dunque avuto l’obiettivo di ristabilire l’unità stilistica dell’opera, limitandosi a ricostituire ciò che l’incuria ma non il trascorrere del tempo aveva rimosso.
Durante l’esecuzione dei lavori e’ venuto alla luce un apparato decorativo nelle stanze che appartenevano all’ala più antica dell’edificio. La decorazione e’ stata restaurata e, laddove risultava lacunosa o perduta, reintegrata.
L’intervento di restauro eseguito ha portato al recupero delle porzioni originali di decorazione nascosta da stratificazioni soprammesse. Le operazioni di recupero sono state condotte in parallelo alla rimozione meccanica di malte e di stuccature eseguite in precedenti interventi e non idonee.
L’integrazione pittorica delle lacune stuccate è stata realizzata con colori ai silicati, limitandosi ad un abbassamento di tono, in modo da restituire unitarietà alla vibrazione cromatica e continuità al tessuto pittorico originale.
In questi due ambienti l’intervento di restauro ha incluso anche le tre porte lignee preesistenti sulle quali una volta recuperato il disegno e la struttura originaria, si è operato un raccordo cromatico delle specchiature e riproposta la doratura in foglia d’oro delle modanature.



GLI IMPIANTI TECNOLOGICI
Il progetto degli impianti segue i principi dell’impiantistica integrata e del risparmio energetico; è stata prevista una gestione coordinata e computerizzata degli impianti tecnologici, delle reti informatiche e di comunicazione, allo scopo di migliorare flessibilità di gestione, sicurezza, comfort e controllo dei consumi all'interno dello studio.


Spegnimento automatico delle luci negli ambienti in assenza di persone, regolazione della luce in funzione del contributo della luce naturale, gestione del riscaldamento e/o della climatizzazione in base alla presenza, blocco del riscaldamento o condizionamento nel caso di finestre aperte, termoregolazione suddivisa a zone, controllo delle veneziane con regolazione delle lamelle, sono alcune delle principali funzioni programmate e programmabili.
Lo scopo è stato quello di realizzare una gestione semplice e completa, ma che non dovesse risultare dispersiva nell’uso, la logica seguita è stata quella di distinguere stanza per stanza più che per funzioni, con scenari trasversali che coinvolgono tutti i sistemi, come luci, automazioni, climatizzazione ed audio.
Il controllo intelligente si estende a tutti quei componenti che l’utente non vede e non gestisce direttamente, ma che ci sono e consumano: pompe, sistemi di ventilazione e altri apparati che solitamente funzionano più del dovuto, mentre con l’automazione si azionano solo se e quando serve.
Integrare significa quindi ottimizzare i costi massimizzando la resa degli investimenti sostenuti, poiché gli impianti che prima svolgevano una sola funzione adesso ne svolgono contemporaneamente più d’una, come i sensori dell’impianto antifurto che ora informano la caldaia circa la necessità o meno di scaldare gli ambienti o le luci riguardo alla necessità di restare accese o di spegnersi.
Tale controllo consente di risparmiare in media un 30% dell'energia elettrica utilizzata per l'illuminazione in funzione della stagione e delle condizioni meteorologiche.
Inoltre la visualizzazione centralizzata dei parametri più importanti, la segnalazione dei guasti e dei problemi ed un sistema di controllo da remoto consentiranno di ridurre in maniera significativa tempi e costi di gestione e manutenzione.


ILLUMINAZIONE
Il progetto illuminotecnico da un lato mira a sottolineare i valori e contenuti storico-architettonici e dall’altro a rispondere efficacemente alla necessità di realizzare un’illuminazione modulabile e funzionale per le necessità di utilizzo. 


Progetto in cui la flessibilità e dinamicità degli spazi e la personalizzazione degli stessi sono importanti esattamente quanto lo è la quantità di luce necessaria; da questo la gestione di scenari luminosi, ovvero la regolazione e il controllo costante del livello di luminosità attraverso la rilevazione della presenza.
La configurazione mirata e misurata della luce naturale e artificiale è in grado di aggiungere al progetto un ulteriore elemento di fusione tra forme e differenti funzioni.
Particolare cura e’ stata posta all’illuminazione artificiale quasi sempre indiretta a led o con sistemi lineari dimmerabili. Micro led integrati nei cassettoni offrono una illuminazione efficace nella quale la fonte di luce risulta non immediatamente percepibile, l’uso della luce artificiale a basso consumo, calda e indiretta, installata nelle gole dei controsoffitti o incassata nelle armadiature divisorie fornisce un illuminazione otticamente non invasiva e contribuisce alla definizione di uno spazio architettonico accogliente e distensivo per pazienti e personale.


PARTIZIONI MATERIALI
Particolare attenzione nella progettazione e nella realizzazione è stata prestata al rispetto ed alla conservazione delle preesistenze, alla valorizzazione della luce naturale, ad un uso attento di quella artificiale, alla scelta dei materiali.


L’orientamento è stato quello di un linguaggio essenziale e minimale che lavora con linee e superfici materiche, lasciando il compito di identificare gli spazi a pochi e sostanziali elementi architettonici.
Alla divisione funzionale degli ambienti corrisponde un uso diverso dei materiali: la quercia del parquet con disegno Versailles, l’ottone brunito, la seta delle tende, nella zona operativa diventano acciaio scotch-brite, cristallo ultrachiaro trasparente o satinato e corian nella zona clinica.
Nell'insieme la sintetica riduzione dei materiali scelti è giustificata dalla nobiltà degli stessi, legno critallo ottone o acciaio e marmo, materiali che rispondono alla vibrazione delle luci ed ai riflessi, definendo trasparenze che alternate ai pieni moltiplicano la percezione dello spazio.
L'inserimento di pareti vetrate per modulare gli spazi ha consentito che le divisioni pur mantenendo l'ampiezza e la luminosità degli ambienti, preservassero la memoria delle proporzioni storiche e dell'apparato decorativo dei soffitti.
Al centro della zona clinica una parete di cristallo a tutt'altezza racchiude la sterilizzazione lasciata volutamente a vista così da avere una visione partecipe delle attente procedure che garantiscono la massima igiene per la sicurezza e il benessere di pazienti e personale.
Lo studio dei materiali è stato punto di partenza e di arrivo per integrare i nuovi elementi progettuali e l’involucro preesistente portando ad una scelta di colori e materiali naturali come calce, legno e pietra.


Gli intonaci e le malte utilizzati sono prodotti con materiali traspiranti a base di calce idraulica, pozzolana, cocciopesto, e come le tinte sono stati scelti nel rispetto della presistenza ma con attenzione particolare alle prestazioni dettate dalla nuova funzione dell'immobile.
Le pitture utilizzate nell’area clinica e non, sono tinte ecologiche ai silicati di altissima qualità, costituite da legante e pigmenti inorganici derivanti da prodotti naturali assolutamente privi di solventi o sostanze nocive alla salute, con resistenza allo sfregamento e con caratteristiche fotocatalitiche di riduzione delle sostanze inquinanti e abbattimento degli odori sgradevoli.
Per i pavimenti e i rivestimenti dei bagni la scelta progettuale è stata quella di utilizzare un marmo pregiato caratterizzato da rare macchie fiorite e venature dorate su uno sfondo color crema, ovvero il botticino classico.
Un marmo utilizzato fin dall’antichità anche per la sua resistenza, indicato nel caso specifico per l'estrema compattezza, in quanto i bassi valori di assorbimento e porosità ne determinano caratteristiche meccaniche di resistenza alla compressione, alla flessione e all'usura, requisiti sostanziali per questa destinazione d’uso che hanno permesso di unire esigenze tecniche ed estetiche.
Nelle pavimentazioni il botticino è montato a correre lì dove il trattamento a calce delle pareti mantiene gli stessi toni cromatici del marmo, così da caratterizzare in maniera uniforme l’involucro nella sequenza pavimentazione-pareti. Uno zoccolo perimetrale incassato nellle murature perimetrali segna il passaggio orizzontale/verticale, occultando ove presenti le scatole di derivazione all’interno dei singoli ambienti di lavoro.


Pianta sacra per romani, greci e celti, la quercia per secoli è stato il legno per eccellenza simbolo di virtù, forza e perseveranza, qualità che si rispecchiano in questo materiale adattabile e duraturo.
Esitono diverse qualità di quercia, il rovere è una qualità di quercia molto dura di colore bruno giallastro con venatura caratteristica, un legno resistente con buone proprietà meccaniche, ricco di tannino e per questo meno attaccabile dagli agenti atmosferici dunque materiale nobile e naturale che al tempo stesso garantisce facilità nella pulizia e nella manutenzione quotidiana.
Dunque per ragioni anche tecniche il rovere si ripete nei diversi ambienti declinandosi nelle varie armadiature, boiserie, porte e arredi fissi sia della zona clinica che di quella extra clinica.
L’ottone nella zona extra-clinica e l’acciaio scotch-brite nella zona clinica riflettono la scelta di differenziare, pur nella continuità del segno, le diverse funzioni. L’ottone scelto per i suoi valori estetici che uniscono tradizione e innovazione è stato proposto con una finitura quasi antichizzata, una variazione tonale calda ed elegante che non è il risultato di una colorazione ma di un processo chimico naturale di autoprotezione, richiama leghe di questo tipo che costituiscono il materiale più antico impiegato dall’uomo per forgiare armi ed utensili di particolare pregio, passando per i serramenti dei palazzi e delle cattedrali del rinascimento, fino agli edifici ed arredi più contemporanei.
Nella zona clinica nelle vetrate di partizione le proporzioni restano simili ma all’ottone si sostituisce l’acciaio scotch-brite ovvero acciaio inossidabile resistente alla corrosione e ad alcuni agenti chimici con una finitura satinata che grazie all’opacità uniforme dona ai telai delle vetrate di partizione un aspetto prettamente tecnico, pulito e pulibile.
La scelta di utilizzare l’acciaio per i nuovi interventi e’ dovuta alle caratteristiche di lucentezza e alla volontà di stabilire, nell’evidenza delle differenze, un dialogo con la costruzione originale.
Particolare cura progettuale hanno richiesto la partizione delle stanze originarie caratterizzate da grosse finestrature e dal soffitto a cassettoni decorato.
L’intervento gioca sul controllo delle dimensioni e lo studio delle proporzioni degli inserimenti, sulla contrapposizione dei materiali e sulla successione di elementi trasparenti ed elementi opachi.
Nell’intento di valorizzare lo spazio originario, le partizioni che definiscono gli ambiti di lavoro sono staccate percettivamente dai soffitti superiori, ne lasciano intravedere la loro continuità, attraverso l’utilizzo di grandi vetrate in cristallo extrachiaro ritmate da infissi in metallo su disegno, mentre la loro porzione inferiore risulta essere opaca per inglobare gli elementi a supporto delle poltrone dei riuniti: il microscopio, la lampada scialitica, il radiografico e lo schermo per la proiezione delle lastre.
I nuovi oggetti che si inseriscono, sono improntati all’idea della distinzione e dell’accostamento; la contemporaneità esplicita dell’intervento sta nella opposizione tra l’irregolarità dell’involucro caratterizzata dalla sua uniformità cromatica e la precisione geometrica degli oggetti.


impianto elettrico/automazione: fc automazioni
impianto meccanico: fp impianti
arredi: brancalab
restauri: garcès restauri
verifiche strutturali: ingegnere angelo rago
consulenza illuminotecnica: valentina ribeca obor srl
fotografie: francesco galli


 

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    Project details
    • Year 2012
    • Work finished in 2012
    • Contractor rediwdesign
    • Status Completed works
    • Type Offices/studios
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