Tea pavilion in private villa

San Felice del Benaco / Italy / 2015

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Along the lake of San Felice del Benaco, we can find the holistic centre BeQui, surrounded by a remarkable environment and landscape...


The idea of realizing a small Tea pavilion, in order to welcome the ceremony for the customers of the centre, comes from the meeting between the owner and director of this centre, Alice Ranzanici, and the team o9_architecture.


Since the very first time you see this place, you feel like placing the pavilion in an isolated part of the garden, not visually connected to the lake. This facilitates the introspection process, which is a distinguishing feature of the Tea ceremony and the Japanese culture.


You will listen to the lake, instead of looking at it, helping the intervention of the other senses, which nowadays are often forgotten; against the dominance of the vision.


First you pay attention to the pathway that, from the holistic centre leads you to the pavilion: a wooden ramp of 6 meters passes through 2 poplars, a male one and a female one. Just like in an interior research, you can reach the inner part of the pavilion, freeing yourself among the trees and catching sight of the entry.


We can observe two elements in the project, both from a compositional and matter point of view: the first one is the chestnut ramp that, by coming in the pavilion and inclining, is no longer a pathway, but a place where you can stop. The second element is the external skin, made of strips of larch, designed as a temporary element, that could be replaced or changed in the course of the years.


By doing this, a part of the architecture has been designed to remain and the other has a different relationship with the time, so that it can change according to the commission, just like a dress.


The skin in strips helps those who take part in the ceremony choose the degree of attention they can pay to the surrounding environment: focusing on the inside, the pavilion gives a protection and concentration feeling; focusing on the surrounding landscape, you directly find yourself in the nature of the park.


This project has been realized with participants of the workshop #w9_01:


Barbara Bergamaschi, Annamaria Caronna, Marco Faravelli, Silvia Faravelli, Linda Ferrero, Federico Olivari, Silvia Pozzi, Thomas Tellarini, Andrea Temponi, Francesca Tiberi.


 


Co-Owner: Prof.Arch. Paolo Mestriner


Co-Operator Architect: Arch. Mariapia Gervasi
Supplier: Guerra Imerio SRL
Customer: BeQui


 


[IT]


Sul lungo lago di San Felice del Benaco, immerso in un contesto di notevole pregio ambientale e paesaggistico, sorge il centro olistico BeQui.


Dall’incontro tra la proprietaria e direttrice del centro Alice Ranzanici e il team di o9_architecture nasce l’idea di realizzare un piccolo padiglione del Tè che possa ospitare la cerimonia per i clienti del centro.


Fin dal primo sopralluogo la sensazione comune è quella di collocare il padiglione in un angolo appartatodel giardino che non abbia diretto contatto visivo con il lago.


Questo favorisce il processo di introspezione caratteristico della cerimonia del Tè e della cultura giapponese.


Il lago non dovrà essere visto, ma ascoltato, favorendo così l’utilizzo degli altri sensi che nell’odierna società vengono sempre più spesso dimenticati.


Contro l’egemonia della vista.


In primo luogo l’attenzione è stata posta al percorso che, dal centro olistico, conduce fin dentro il padiglione: una rampa in legno della lunghezza di 6 m passa attraverso 2 pioppi, uno maschio e l’altro femmina.


Come in un percorso di ricerca interiore, districandosi tra gli alberi e scorgendo l’ingresso, la persona giunge all’interno del padiglione.


Nel progetto si distinguono, sia dal punto di vista compositivo sia materico, due elementi:


Il primo è la rampa realizzata in castagno che, entrando nel padiglione e inclinandosi, diviene ,da percorso, luogo di sosta.


Il secondo è la pelle esterna, realizzata in listelli di larice, pensata per essere un elemento temporaneoche possa essere sostituito e variato negli anni.


In questo modo una parte dell’architettura è stata concepita per rimanere e l’altra per avere un rapporto differente con il tempo e quindi variare a seconda dei gusti della committenza , come fosse un abito.


La pelle, realizzata in listelli, consente, a chi svolge la cerimonia, di poter scegliere che grado di attenzione dare al paesaggio circostante: mettendo “a fuoco” l’interno, il padiglione trasemette una sensazione di protezione e raccoglimento; mettendo “a fuoco” il paesaggio circostante si è proiettatti nella natura del parco.


Il progetto è stato realizzato dai partecipanti del workshop #w9_01 curato dall’Architetto e Professore Paolo Mestriner.


 


 

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