Villaggio Intergenerazionale, Coldrerio, Svizzera | Alberto e Giovanni Manfredini

Coldrerio / Switzerland / 2015

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“Villaggio intergenerazionale” è riuscitissima metafora di un tipo di città inclusiva in grado di superare un modello di welfare ormai insostenibile. E’ un passo verso un welfare di comunità, proiettato sì verso il futuro, ma debitore di quanto di meglio la città europea ha saputo esprimere nel corso della sua storia. La ricchezza e complessità delle funzioni da insediare nel “Villaggio” devono trovare un abito architettonico in grado di renderle percepibili, desiderabili e fruibili, con una sorta di rilettura del ruolo che l’antico “broletto” ha svolto nella struttura urbana di tante città padano-lombarde: uno spazio pubblico raccolto ma attraversabile, in cui la varietà degli usi facesse da cornice all’affermarsi e all’esperirsi del senso civico di una comunità.
La presenza di strutture pubbliche ai due estremi dell’area di progetto invita a immaginare una Main Street, moderno broletto, in grado di collegarle e di supportare una serie di attività ulteriori, a forte richiamo di pubblico. La Main Street si sviluppa in maniera sinuosa, seguendo il naturale andamento digradante del terreno da ovest a est, collegando l’area del Municipio e della Scuola Elementare (quota 348,20) con la zona della scuola dell’infanzia e del campo sportivo (quota 344,40). Si pone come linea di struttura di tutti i flussi pedonali, superando un ruolo solo metaforico per divenire strada urbana a tutti gli effetti, seppure nella variante di ambiente chiuso, fruibile in tutte le stagioni. Su questa potente linea di struttura si innestano, secondo una logica plug-in, quattro corpi di fabbrica trasversali, orientati sulle linee di massima pendenza in direzione nord-sud. I livelli terreno dei quattro corpi sono a quote diverse, collegati da brevi tratti di scale e da rampe a bassa pendenza. L’esperienza di percorrenza della Main Street ha un carattere autenticamente urbano, frutto della presenza e della concatenazione di tanti temi collettivi (servizi sanitari, farmacia, attività commerciali varie, ristorazione, eventi, biblioteca, doposcuola, asilo nido, associazioni sportive e di volontariato, spazio di meditazione spirituale), alternati a scorci e sorprese spaziali di natura tridimensionale, anche con carattere di “piazza”, che scandiscono e rendono uniche e riconoscibili le varie parti. La frammentazione volumetrica in quattro corpi rende più “domestica” la percezione della struttura dall’esterno, ad esempio lungo la via Campo Sportivo, o per chi arrivi da via Bongio.
La casa per anziani si sviluppa al livello superiore, dove l’illuminazione naturale è più efficace, pur nella vicinanza dei corpi di fabbrica, ed è integrabile zenitalmente. Anche a questo livello è perfettamente leggibile la linea di struttura est-ovest, al di sopra della Main Street, lungo la quale sono disposti i collegamenti verticali principali e gli spazi comunitari delle quattro unità. Ad accentuare l’effetto “broletto”, tutti i soggiorni comuni delle quattro unità di cura si affacciano (pur con diaframma vetrato) sulla sottostante Main Street, come pure il percorso ad anello che lega tutti gli spazi comuni in direzione est-ovest. A questo livello i quattro corpi di fabbrica sono collegati a due a due sull’estremo nord, realizzando due percorsi ad anello anche nelle parti più propriamente residenziali. Le 40 unità residenziali singole (come le 3 per ricoveri temporanei), sono organizzate per offrire diverse opzioni nella configurazione degli spazi interni, con elevata modulabilità nella separazione fra zona giorno e zona notte. Ma soprattutto offrono agli ospiti una gamma ampia di opzioni crescenti nella partecipazione alla vita comunitaria. A partire dagli spazi strettamente privati di fruizione individuale (la stanza singola), si hanno due zone di transizione, sorta di “Espace plus”: verso l’esterno una loggia coperta individuale, per il contatto con l’aria aperta o per un momento di sollievo dei parenti; verso l’interno un piccolo spazio semipubblico di conversazione, ricavato nell’ansa di ingresso alla stanza, sorta di riproposizione dell’ancestrale usanza della sedia a presidio della porta di casa. Si ha così una moltiplicazione di occasioni di contatto informale e spontaneo fra gli ospiti, arricchito dalla variabilità dell’architettura interna degli spazi di circolazione (zone con illuminazione zenitale alternate a zone con vetrate affacciate sulle corti interne). Sino ad arrivare alle zone di incontro vere e proprie: soggiorni comuni al piano, affacciati sulla Main Street e, per chi voglia scendere, fruizione completa e condivisione degli spazi e servizi pubblici in essa accolti. Le stesse scale principali di collegamento alla Main Street (convergenti verso la reception di piano terra) sono intese come strumenti di arricchimento della percezione spaziale, in una teatralizzazione dello spazio pubblico tutta basata sul gioco sottile fra il “guardare” e l’”essere guardati”, che si attua nei plurimi affacci dai piani superiori.
Il dislivello naturale del terreno fra ovest ed est, con la complanarità della casa per anziani sull’ultimo livello, consente la creazione, nei soli due corpi più ad est, di un livello intermedio principalmente destinato all’unità abitativa protetta (Nucleo Alzheimer). La corte interna fra le due ali residenziali accoglie un giardino pensile più riservato, con percorso perimetrale ad anello. Il collegamento fra i due corpi a nord consente di replicare una percorribilità ad anello anche degli spazi interni di circolazione a questo piano.
Nell’intento di privilegiare l’attrattività, la permeabilità e la godibilità degli spazi pubblici di piano terra, si sono concentrate le attività di servizio a livello interrato, unitamente all’autorimessa da 50 posti. E’ per eliminare il maggior numero di barriere alla libera circolazione di piano terra nelle varie direzioni che si è anche trasferita l’area gioco della scuola elementare sulla copertura del corpo più ad ovest, con collegamento aereo al livello sottotetto della scuola, vista la compatibilità delle quote altimetriche.
In questa fase si è però attribuita minore importanza alla rete delle percorrenze pedonali esterne, proprio per dare il massimo accento al ruolo di protagonista assoluto che la Main Street assume in questa proposta progettuale.
In tema di aspetti costruttivi e impiantistici, in questa fase è sufficiente affermare un ovvio intendimento di attuare e raggiungere “The state of the art”. Per le implicazioni figurative e, in un certo senso, di linguaggio architettonico si può però già affermare che la costruzione sarà di tipo massivo, con involucro ad elevata inerzia termica; attento controllo dell’irraggiamento solare mediante frangisole esterni; coperture piane con tetti verdi.

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    “Villaggio intergenerazionale” è riuscitissima metafora di un tipo di città inclusiva in grado di superare un modello di welfare ormai insostenibile. E’ un passo verso un welfare di comunità, proiettato sì verso il futuro, ma debitore di quanto di meglio la città europea ha saputo esprimere nel corso della sua storia. La ricchezza e complessità delle funzioni da insediare nel “Villaggio” devono trovare un abito...

    Project details
    • Year 2015
    • Main structure Reinforced concrete
    • Cost 26,3 milioni CHF
    • Status Unrealised proposals
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Town Halls / multi-purpose civic centres / Neighbourhoods/settlements/residential parcelling / Nursing homes, rehabilitation centres / Multi-purpose Cultural Centres / Concert Halls / Libraries / Hotel/Resorts / Bars/Cafés / Pubs/Wineries / Restaurants / Leisure Centres / Private clubs/recreation centres / Day-care centres
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