Riqualificazione architettonica dei prospetti dell'hotel barion

Bari / Italy / 2006

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RELAZIONE GENERALE


Mentre le comunità umane vanno organizzandosi secondo forme di vita sempre più complesse e dinamiche, al contempo è innegabile il tentativo di ricercare nuove forme di ospitabilità alberghiera che sottraggano l’ospite al frastuono della città e gli offrano quiete, isolamento, contatto con la natura e possibilità di sentirsi se stesso, di ritrovarsi come individuo al termine di una giornata in cui non è stato che numero fra i numeri


1. PREMESSA
Pur occupandosi questa breve relazione del progetto proposto per l’Hotel Barion, è necessaria una premessa che poi è la giustificazione del progetto stesso.
Senza voler fare la storia dell’edificio-albergo, ci piace ricordare come in passato le locande e le pensioni hanno rappresentato un importante e vitale punto di riferimento per i viandanti e i viaggiatori, e in un certo senso costituivano un rifugio sicuro dal buio della notte e dalle intemperie.
Già nell’antica Roma cesarea ritroviamo le “mansiones”, un primo antenato del Grand Hotel, scaglionate lungo le vie consolari, attrezzate per il cambio di cavalli dei servizi di posta e riservate a viaggiatori di rango elevato. Accanto a queste sorgevano alberghi di minor lusso, “diversorii” e “stabularii”, aperti a tutti, ma organizzati in modo da evitare promiscuità tra i clienti di diversa condizione sociale.
Con il declino di Roma queste forme di ospitalità scompaiono e dopo la parentesi barbarica lasciano il posto al moltiplicarsi di locande e bettole, per lo più di infima specie, gestite da tedeschi. Inoltre in quel periodo avveniva la trasformazione in alberghi dei castelli feudatari caduti in bassa fortuna; il termine “albergo” deriva infatti da Herrberg = monte del signore = castello del signore.
Nel tardo Medioevo e nel Rinascimento, grazie all’impulso dato dai locandieri tedeschi, si sviluppa l’industria alberghiera italiana: al Trecento risalgono i due più famosi alberghi del Rinascimento, quello dell’Orso a Roma e quello del Bo a Padova.
La industrializzazione del settore alberghiero, sviluppatosi soprattutto nel XVIII secolo, ha portato poi ad una continua evoluzione del mercato del turismo, inteso nel senso più ampio del termine, grazie al progredire della tecnologia, alla evoluzione dei mezzi di locomozione, alla facilità e velocità degli spostamenti, e soprattutto al modificarsi del contenuto e del significato stesso del “bisogno turistico”.
E’ in questo periodo che il servizio alberghiero, divenuto sempre più complesso, assume il carattere di una scienza vera e propria: si codificano le funzioni e la gerarchia del personale, e ogni settore della conduzione viene assoggettato a vere e proprie normative; dalle varie tradizioni alberghiere nazionali nasce una tradizione unitaria e completa, con valore universale.
Tali elementi hanno determinato profonde ripercussioni sia negli schemi operativi delle aziende alberghiere moderne, sia nei modelli di consumo della domanda nazionale ed estera, tali da spingere gli operatori del settore a proporre alberghi qualitativamente e funzionalmente competitivi anche negli anni a venire, e che soddisfino i bisogni e le aspettative dei futuri turisti e ospiti.
A differenza degli alberghi ubicati in zone interne anche se prettamente turistiche, giova considerare che gli alberghi situati nei pressi di arterie di grande comunicazione, possono puntare sia su una clientela definita tecnicamente “turismo di soggiorno”, che ha una permanenza media di due settimane, ed è interessata ai servizi complementari, ricreativi e sportivi offerti dall’albergo, sia sulla clientela dei “viaggiatori”, che si ferma in albergo per periodi brevissimi, interessata invece principalmente alla funzione ristorativa e a quella dell’alloggio (camere confortevoli, presenza di balconi o terrazzini).
E’ quindi evidente che l’operatore potrà trovarsi di fronte a particolari od eccezionali situazioni ambientali e di mercato che richiedano la trasformazione o l’adattamento della propria struttura per adeguarla ad ogni richiesta del mercato e che gli suggeriscano di operare una “personalizzazione” del proprio impianto alberghiero, tramite soluzioni tecniche e progettuali adeguate.
Probabilmente è grazie a tale spinta innovativa che nasce nel committente la esigenza di migliorare lo standard qualitativo del proprio albergo, sia decidendo di dotare le camere sul prospetto principale di balconi, sia ponendosi il problema più generale di migliorare esteticamente la facciate dell’edificio.

2. DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO
L’’Hotel Barion è ubicato sulla strada statale n. 16, a sud di Bari, e rientra nel territorio del Comune di Mola di Bari; è di categoria “3 stelle superiore” e si sviluppa su un piano interrato, sul piano terra e su sei piani superiori. Costruito nei primi anni settanta, non si caratterizza particolarmente dal punto di vista architettonico, se non per la presenza di rivestimenti in piastrelle colorate, anche se recentemente è stato oggetto di lavori di manutenzione per la sostituzione degli infissi esterni e per la realizzazione di un sistema di scale di emergenza sul lato sud.
Questo breve studio di fattibilità tecnico-economica si è occupato quindi sia dell’aspetto tecnico della realizzazione dei balconi e della loro architettura, sia del corretto inserimento di tale intervento puntuale in quello più ampio di riqualificazione delle facciate: sono stati di seguito analizzati pertanto gli aspetti più salienti relativamente agli interventi proposti e alle scelte progettuali effettuate.

2.1. Gli aspetti autorizzativi
L’intervento è soggetto, sotto l’aspetto normativo urbanistico, all’approvazione del progetto da parte degli Uffici Tecnici Comunali, previo presentazione di richiesta del permesso a costruire come variante di prospetti, sia per l’ampliamento delle attuali finestre, sia per la realizzazione dei nuovi balconi.
Inoltre, dovrà essere effettuato, prima dell’inizio dei lavori, anche il deposito dei calcoli delle strutture metalliche relative ai balconi, eseguiti in osservanza delle recenti normative nazionali sulla classificazione delle zone sismiche, presso l’Ufficio Struttura Tecnica Provinciale di Bari (Genio Civile).

2.2. Il rivestimento delle facciate
Al fine di caratterizzare fortemente l’edificio dal punto di vista dell’immagine si è subito pensato alla adozione di un sistema di rivestimento in pannelli per facciate architettoniche ad alta valenza estetica; tali sistemi, che coniugano la semplicità di installazione con un migliore isolamento termico di tutto l’edificio, sono già da diversi anni impiegati all’estero e in particolare in Francia, dove sono noti come “vetures”.
In particolare si è pensato di realizzare il rivestimento delle testate lato nord e sud dell’edificio, modificandone l’attuale geometria, conferendo loro l’immagine di due “quinte sagomate”; lo stesso tipo di rivestimento, ma di diversa colorazione, è stato previsto sulla facciata principale, in modo da evitare la rimozione dei rivestimenti in piastrelle ceramiche esistenti. Sull’ultimo livello, per mascherare il torrino scale-ascensore che emerge in posizione decentrata rispetto al prospetto, sarà realizzata una sorta di grande cimasa centrale, che ripristina la simmetria della facciata.
Il sistema individuato è della ditta PIZ (Zecca Prefabbricati) ed è costituito da pannelli in malta cementizia fibro-rinforzata modificata applicati su lastra di supporto isolante in Polistirene Espanso Sinterizzato (PSE) e fissati alle pareti per mezzo di appositi profilati metallici.
Il paramento cementizio, garantito per fornire un’adeguata resistenza alle sollecitazioni meccaniche (urti, vento e intemperie) e la permanenza nel tempo delle caratteristiche fisiche ed estetiche, presenta sui bordi inferiori e superiori una scanalatura idonea ad accogliere i profili di montaggio in lega leggera.
In corrispondenza degli infissi esterni sarà realizzata una cornice perimetrale in alluminio naturale che fungerà da battuta per i pannelli di rivestimento.
Il sistema proposto quindi costituisce un “sistema integrato”, e presenta i seguenti vantaggi:
 Velocità di montaggio
 Economicità di realizzazione
 Facilità di manutenzione
 Durata e affidabilità nel tempo
 Possibilità di messa in opera senza esecuzione di opere murarie
 Possibilità di eseguire i lavori necessari senza interferire con le attività alberghiere

2.3. Le opere murarie, gli infissi esterni
Gli interventi più pesanti che sicuramente incideranno sull’attività alberghiera anche se per un tempo limitato, sono costituiti dalla demolizione dei parapetti delle attuali finestre.
Questi dovranno saranno eseguiti dall’interno delle singole camere, programmati e concordati con la direzione dell’hotel.
Sia i lavorazioni di demolizione, sia il montaggio dei pannelli di rivestimento dei prospetti, potranno essere svolte con l’ausilio di una o più piattaforme elevatrici collocate direttamente sul terrazzo del sesto piano.
I nuovi infissi saranno realizzati in profili di alluminio naturale e vetro-camera, con suddivisione asimmetrica delle partiture: anta piccola apribile ad anta ribalta per consentire all’occorrenza l’aerazione della camera, e anta grande apribile a battente per l’accesso sui nuovi balconi.
Sulla facciata nord, gli infissi dei corridoi saranno sostituiti da nuovi serramenti di forma circolare, che caratterizzano in modo particolarmente gradevole la testata dell’edificio.

2.4. Piccoli terrazzi blu
Ispirati alla forma originaria della tolda delle navi passeggeri, piccoli terrazzi di acciaio e vetro blu punteggiano il prospetto est verso il mare, inserendosi ritmicamente nel rivestimento della facciata.
La realizzazione dei terrazzini riguarda quattro livelli (piani dal secondo al quinto), con esclusione del primo piano in quanto sarebbero risultati troppo in aderenza al solaio di copertura del piano terra.
Ogni terrazzino, di forma semicircolare della dimensione di circa m6 di lunghezza e 2.20m di profondità massima, è posto a cavallo di due camere, per cui è dotato centralmente di un divisorio in vetro di sicurezza opaco, per consentire la privacy ad ospiti che occupano camere attigue.
La struttura portante, costituita da mensole in profili di acciaio zincato a caldo, è fissata su una piastra metallica anch’essa zincata a caldo, e ancorata con barre filettate alla trave di bordo in cemento armato dell’edificio.
Verso l’esterno, un piatto in acciaio posto parallelamente, ma arretrato rispetto al parapetto, lega gli irrigidimenti trasversali e segna con uno spessore unitario il fronte anteriore del terrazzino.
A tal proposito si precisa che lo schema strutturale riportato nel particolare costruttivo del balcone è indicativo del sistema di attacco ed ha solo validità “prestazionale”; in sede di progetto esecutivo strutturale, successivamente al dimensionamento dei profili, all’effettivo posizionamento dei bulloni e delle piastre, potrà essere modificato in tutto o in parte, a seconda delle risultanze derivanti dal calcolo, anche in funzione delle recenti normative nazionali sulla classificazione delle zone sismiche.
Il piano di calpestio, costituito da pannelli in lamiera grecata con getto integrativo in calcestruzzo armato con rete elettrosaldata, sarà rivestito superficialmente con pavimento in doghe di parquet in legno marino.
L’intradosso dei terrazzini potrà essere controsoffittato con pannelli in lamiera di alluminio preverniciato del tipo microforato (per evitare il verificarsi di eventuali fenomeni di condensa), predisposti per l’alloggiamento dei corpi illuminanti.
Un tubolare di acciaio verniciato serve da corrimano sui balconi lungo tutto il perimetro; lateralmente la chiusura è affidata ad una serie di profili tubolari disposti inferiormente, mentre il parapetto anteriore, realizzato in vetro curvo stratificato temperato colorato, dona all’insieme trasparenza e leggerezza.

2.5. Le scelte cromatiche
L’ubicazione della struttura in posizione abbastanza prossima al litorale Adriatico, ha stimolato l’impiego di forme e cromatismi propri della cultura mediterranea.
Così nei rivestimenti delle testate dell’edificio ritroviamo il colore giallo ocra del tufo carparo, e sul fronte principale il bianco della pietra locale.
Nei piccolo terrazzi, già descritti precedentemente, è stato riproposto per le balaustre in vetro, il colore blu del cielo e del mare di Puglia.
L’adozione di tali riferimenti cromatici, in armonia con il clima e il luogo in cui l’edificio è inserito, oltre a conferire all’intervento carattere di “matericità architettonica”, assume anche un ruolo simbolico, anzi ne diviene l’attore principale e costituisce l’aspetto fondamentale della “identità architettonica” dell’edificio stesso.





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    Project details
    • Year 2006
    • Client hotel barion
    • Status Unrealised proposals
    • Type Hotel/Resorts
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