Funghi in Città | Massimo Valente

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Questo giardino è di pertinenza all’appartamento “a misura d’uomo”.


La scelta di separarli è legata sia alla complessità dell’intervento, sia al fatto che ci iniziamo nel campo del paesaggio e non ultimo in quanto è stato realizzato successivamente alla casa, e magari eravamo perfino un po’ più maturi.


E’ ad una quota intermedia tra la casa (al primo piano) e il piano terra (pilotis) ed è ad essa connesso per mezzo di due scale: una che parte dal livello stradale e sbarca alla quota del giardino, l’altra, a prosecuzione della prima, che dal giardino porta alla casa. Questa soluzione permette di avere il parterre ad una quota intermedia risolvendo il disvlivello con due mezze rampe.


La prima cosa che dobbiamo prendere in considerazione è la relazione con la casa, il cui impianto è del tutto cambiato, ed il ruolo che assume in questa nuova distribuzione la terrazza.


Lo spazio esterno protetto e lineare, il trait d’union tra la casa ed il giardino, condivideva, prima dell’intervento, per mezzo degli accessi, il salotto buono e lo studio. Entrambe gli spazi però, hanno una temporalità di utilizzo specifica ed è bastato questo ad isolarlo dalla sua proiezione naturale: il giardino.


La mancanza di relazione ha fatto si che questo fosse abbandonato a se stesso; sicuramente spontaneo ma del tutto selvaggio.


Si potrebbe aprire una discussione sulla selvatichezza nel paesaggio ma non è questa la sede e non era questo il caso, anche se in parte l’idea di avere un’area inattraversabile a confine con la strada (come si evince dalle immagini di studio), per allontanare da questa lo spazio dello stare, è stata proposta ma non condivisa dal cliente.


Questo progetto è fatto a quattro mani con Rayna Harizanova, compagna di viaggio, e con la quale ho condiviso molti altri lavori.


La struttura distributiva del vecchio impianto, se da una parte indirizzava in nessun luogo preciso, dall’altro presentava gli spazi dello stare, che avrebbe dovuto connettere, come del tutto avulsi da un contesto con cui, fontane, tavoli e sedute in pietra, condividevano soltanto una timida patina del tempo che in qualche modo gli conferiva uno spiraglio di appartenenza.


L’impianto planimetrico rigido, risente della mano dell’architetto, mentre la scelta dei colori, delle foglie, dei profumi, e la loro collocazione è stata gestita con la sensibilità propria di una paesaggista.


La nuova distribuzione della casa, oltre a privilegiare il lato adiacente al giardino, consente di utilizzare pienamente il cancello privato su strada, trasformando questa unità immobiliare in un condominio di pregio, in una villa praticamente indipendente.


L’orientamento ed i confini determinano l’organizzazione dello spazio dove la fa da padrona il gazebo Zen della Pratic.


Questo è posizionato in corrispondenza di una pedana in decking che come un tappeto (che ne sottende la funzione rafforzata dalla proiezione della copertura), definisce nello spazio aperto un luogo specifico, al quale si accede attraverso un percorso segnalato da lastre in pietra a spacco di cava la cui scansione è calibrata sul passo antropico.


A sinistra dell’ingresso, la loro distanza è uniforme e serrata, verso destra, lo spazio compresso e meno privato, confinando su tre lati con la rampa di accesso ai box, il piano pilotis, e la strada, viene idelamente interdetto dalla cadenza delle stesse lastre, che si dilatano e sfumano verso il prato.


Nel punto di intersezione tra i percorsi (d’ingresso dalla strada, di discesa dalla casa e l’asse del giardino), sono posizionate le aromatiche con una composizione diagonale che cresce in altezza verso il confine.


L’asse del percorso, segnala uno spazio vegetale di cuscinetto tra la strada ed il giardino, che da una parte sfuma nel giardino aromatico, e dall’altra in un prato pensato a semina; qui il Rosmarinum officinalis, la Lavandula angustifolia, la Salvia officinalis, il Thymus sp., e  l’Origanum sp. da una parte, e i Teucrium fruticans potati a palla ed il secolare albero di Olea Europea dall’altra, formano uno spazio triangolare di filtro, che regolarizza la forma e spinge, quasi a volerlo vietare, lo spazio dello stare verso destra, allontanandolo dalla strada, intravista tra le foglie del Trachelospermum jasminoides.


Nonostante la mancanza di volumetrie l’asse portante è rafforzato dal grande cuscino di Myrtus communis che forma una siepe ad “L” che conduce verso l’area di soggiorno e separa fisicamente questa quota da quella del piano pilotis.


Lungo i confini dei lati restanti ci sono altre unità immobiliari la cui privacy è garantita attraverso una siepe di  Eleagnus ebbingei ed un’area che lascia aperta la porta alla messa a dimora di piante stagionali, ma che, nel frattempo, è pensato con bulbose, graminacee ornamentali, e la casetta degli attrezzi.


Lo spazio coperto sotto la terrazza, in  corrispondenza dell’area di sedime della casa al piano terra, è su pilotis e ci si accede (dal giardino) con scale e piani inclinati verdi.


E’ uno spazio di risulta che viene concepito come il grande prato per il gioco dei bambini, ed un percorso di servizio minerale rivestito con lastre di diversa cromia sulle sfumature di grigio, dove coppie di Buxus sempervirens si alternando a segnare un confine anch’esso vegetale con il piano condominiale.


La piattaforma in decking è come una zattera su un mare verde e nei suoi 30,00mq trovano spazio, come in un piccolo monolocale, due divani ed un tavolo da pranzo, ai quali possono essere abbinate sdraio per condividere lo spazio scoperto. Anche qui non manca la tecnologia domotica presente nella casa e tutti gli impianti sono gestiti in remoto attraverso l’Ipad.


L’illuminazione della Simes è puntuale e discreta, sia per enfatizzare episodi gerarchici, come l’ulivo o il percorso, sia perché l’inquinamento luminoso proveniente dalla strada rende questo spazio praticamente già illuminato.


Tra i due limoni, dietro alla piattaforma, un monolite in lastre di gres porcellanato laminato è il grande piano di lavoro, dove il lavello, la piastra in acciaio e lo spazio contentivo, rendono a tutti gli effetti questo spazio esterno, una maison en plein air.

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