Rizzi parrucchieri

Cosa sognano i fiori? Sassuolo / Italy / 2001

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Progettare uno spazio, osservare le cose con occhi visionari, assimilare i bisogni di chi lo vivrà veramente, privilegiare il metodo "lost and found", il percorso transitorio, di pochi attimi, magico, con il cuore con la suggestione, mentre tutto, intorno, corre veloce, si modifica, svanisce e poi ritorna.


Realizzare un'idea prima che s'allontani, tagliare il volume con pochi elementi, linee definite, senza curve, nemmeno diagonali, leggere le geometrie e trasparenze sottili.


Decorare i pensieri, collocare frammenti fugaci nella memoeria visiva, di chi oltrepassa o si sofferma, penetrare i sensi per mezzo della luce che illumina ed afferma, che sottolinea o nasconde, che ammorbidisce. Decisiva.


Definire funzioni che si presentano per un tema, quello trattato, ricco di vincoli tecnici e di natura psicologica: trovare un luogo dove i bisogni diventano desideri, dove seduce la tentazione di esistere.


Prestare grande attenzione alla comunicazione esterna: schermi vetrati a tutta altezza con inserite immagini di fiori disegnate e poi modificate dal computer, che durante il giorno si trasformano lentamente, cambiando i colori e i profumi, grazie al variare della luminosità fino a quando con il buio si può percepire con chiarezza un unico significato simbolico, quale pensiero preferito per un amore?


Scoprire protagonisti i fiori come l'anima femminile, nel suo immaginarsi, tra il sovrapporsi di morbidi effetti estetici, lisci, ondulati, moderni innegabili segni distintivi.


Completare la traccia all'interno con alcuni classici importanti (arrivano al cuore), che collaborano alla realizzazione di un ambiente distaccandosi definitivamente dall'abitudine: questa volta un lampadario di Verner Panton ritrovato in una vecchia fabbrica, le poltrone di Bertoia, i tavolini di Saarinen, ma anche una chaise longue in plastica, trasformata, appoggiata, diventata scultura da ammirare dove finalmente si riesce a sfidare la gravità, ultimo legame con la realtà, prima del sogno.


Chi ha mai sentito parlare i fiori?

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    Progettare uno spazio, osservare le cose con occhi visionari, assimilare i bisogni di chi lo vivrà veramente, privilegiare il metodo "lost and found", il percorso transitorio, di pochi attimi, magico, con il cuore con la suggestione, mentre tutto, intorno, corre veloce, si modifica, svanisce e poi ritorna. Realizzare un'idea prima che s'allontani, tagliare il volume con pochi elementi, linee definite, senza curve, nemmeno diagonali, leggere le geometrie e trasparenze sottili. Decorare...

    Project details
    • Year 2001
    • Work started in 2001
    • Work finished in 2001
    • Status Completed works
    • Type Showrooms/Shops / Interior Design
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