Padiglione Portogallo - Liboscopio

Venice / Italy / 2006

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La città di Lisbona conta secondo alcune stime una popolazione di quattrocentomila persone.
L'area metropolitana di Lisbona, che comprende i13,3 per cento della superficie del Portogallo, è popolata da 2,7 milioni di abitanti, vale a dire dal 27, 1 per cento della popolazione nazionale.
Ogni giorno a Lisbona arrivano fino a due milioni di persone per lavorare e per impegnarsi in molteplici dinamiche abitative che fanno entrare in città un milione di automobili.

Il sistema dei trasporti pubblici è frammentato e disperso. La progettazione della "nuova città" è interdipendente con quella della mobilità veicolare. I sistemi stradali hanno esteso e polarizzato il significato della residenza in città e hanno creato nuove centralità all'interno della nuova città estesa. È evidente che il centro di una volta è diventato periferico e che la periferia ha creato i propri centri quali entità e sistemi autorganizzati.
Questi sono i luoghi che creano una nuova opportunità per la città, considerato che proprio sul loro territorio nuove espressioni culturali stanno nascendo, rinascendo e attivandosi. La città cresce e si estende senza criteri geografici specifici quale espressione di processi molteplici, diventando luogo di residenza e di sperimentazione. I suoi limiti geografici sono espandibili sia a livello plastico che temporale, consentendo la comparsa di superfici di contatto e di trasferimento.

Il progetto della mostra consiste in un costrutto spaziale quale opportunità aperta di un'esperienza di residenza che evochi la città di Lisbona. L’esposizione concettualizza l'apertura come un'architettura dello spazio, Attraverso l'esperienza individuale dell'abitazione e della residenza, l'installazione può diventare un luogo.

L'opera è effimera e mobile. Può stabilirsi in altri luoghi, in altre città, La sua costruzione dà credito al riuso di specifici elementi materiali, che altro non sono che codici della fabbricazione di una città, È, questa, un'architettura che si adatta alla collocazione circostante, così da poter reinventare l'esperienza dei giardini della Biennale senza distruggere un centimetro della sua concretezza fisica.
Il processo di trasformazione vviene esclusivamente nell'ambito soggettivo dell'inabitabilità di tale spazio.

Il progetto di Amâncio (Pancho) Guedes e Ricardo Jacinto consiste in un meccanismo-contenitore delle idee sulla città, costruito come pezzo unico che si dischiude per rivelarsi e si richiude per viaggiare. Il contenitore comprende sia la struttura che il contenuto. Quest'ultimo, che consiste di testo e immagini, è inscritto nella sua "pelle" e nella struttura. Questa può essere uno spazio frammentato e continuo al tempo stesso teso ad amplificare l'esperienza dell' occupante.

Amâncio (Pancho) Guedes (Lisbona, 1925) e Ricardo Jacinto (Lisbona, 1975) sono due architetti che hanno iniziato la loro attività architettonica e artistica in epoche differenti, Nell'ambito dell'architettura e dell'arte portoghese e internazionale, la loro opera ha contribuito a creare una diversa concezione dello spazio, sottolineando che l'architettura è un processo senza età di creazione libera di spazi in cui vivere.
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    La città di Lisbona conta secondo alcune stime una popolazione di quattrocentomila persone. L'area metropolitana di Lisbona, che comprende i13,3 per cento della superficie del Portogallo, è popolata da 2,7 milioni di abitanti, vale a dire dal 27, 1 per cento della popolazione nazionale.Ogni giorno a Lisbona arrivano fino a due milioni di persone per lavorare e per impegnarsi in molteplici dinamiche abitative che fanno entrare in città un milione di automobili. Il sistema dei trasporti pubblici...

    Project details
    • Year 2006
    • Status Temporary works
    • Type Exhibitions /Installations
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