Fabbrica delle scienze

Modena / Italy / 2015

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L’edificio si articola in quattro corpi che definiscono due ampie corti aperte, orientate verso la città storica, e che mostrano la vita interna dell’istituto universitario sia di giorno sia nell’oscurità della sera.


I Dipartimenti poggiano su un basamento compatto, alto un piano, organizzato intorno a altre due corti verdi rettangolari chiuse, sulle quali si affacciano gli spazi dedicati alla didattica.


Le corti, declinazione contemporanea del cortile degli antichi istituti universitari, non sono estranee alla città, esse sono percepibili dall’esterno attraverso gli alberi che affiorano oltre la loro sagoma e sono visibili in tutta la loro ampiezza da coloro che camminano sulla terrazza del basamento dell’edificio, vera e propria piazza pubblica soprelevata raggiungibile da via Campi attraverso una gradinata d’invito e poi di nuovo da via Braghiroli attraverso un’altra gradinata. Dalla piazza soprelevata ha luogo l’ingresso principale all’interno della sede universitaria.


L’edificio perde di staticità, l’erosione e la deformazione del blocco originario intorno al sistema delle corti, aperte e chiuse, determinano una visione sempre variata e dinamica dell’edificio per chi percorre a piedi, in macchina o in bicicletta la Via Campi, secondo una sensibilità contemporanea di percezione dello spazio e dell’architettura non schiacciato su viste frontali e statiche, ma sospinto da ottiche dinamiche sempre variate e legate al movimento.


Il basamento radica a terra l’edificio e replica i margini dell’isolato attestandosi lungo via Campi, anche se poi subisce qualche rotazione e variazione.


Su via Campi si apre il fronte rappresentativo e simbolico, scandito dal ritmo variato dei pieni e dei vuoti, le teste murate dei corpi dei dipartimenti e i grandi vuoti fra di loro. 


Le due corti volte verso la  città, più aperte e il fronte ad esse contrapposto, più chiuso, in muratura rivestita da gres di grande formato e perforato da finestre, stabiliscono con forza l’orientamento del complesso rispetto alla città storica, ai diversi orientamenti del tessuto e del territorio agricolo. Si genera così una dialettica fra parti più chiuse poste verso le aree residenziali e parti più aperte, con persianature e vetrate poste verso gli spazi pubblici delle strade di via Campi e via Braghiroli, anche il linguaggio architettonico interpreta questo dualismo, contribuendo a quello spirito di trasparenza della attività che vengono svolte all’interno del complesso.


Il sistema di corti, terrazze e scalinate si completa con le sistemazioni a verde e i percorsi che creano tutto un tessuto urbano di spazi e percorsi ciclopedonali e di relazione con l’intorno, curando anche il collegamento fra quest’area e il resto del Campus, con un’ampia permeabilità del complesso (privo di recinzioni) in modo da favorire i contatti, gli scambi e la gradevolezza delle aree di sosta e di studio. I parcheggi sono inseriti nella sistemazione paesaggistica e ampiamente dotati di spazi verdi, sono concepiti più come giardini che come aree di sosta.


 


I caratteri funzionali 


L’intervento comprende un edificio di quattro piani fuori terra e un piano seminterrato, oltre a un piano tecnico in copertura. Una parte dell’edificio rivolto a via Campi mostra un’altezza più contenuta (un piano solo fuori terra oltre al seminterrato) e ospita un sistema di scalinate, terrazze e passaggi che conducono all’ingresso principale.


Questo ingresso, ben sottolineato dalla scalinata su Via Campi, permette di accedere all’ampia terrazza al piano primo, quasi una piazza rialzata, un altro accesso, grazie alla scalinata sul fronte di Via Braghiroli si riconnette al primo tramite la medesima terrazza. Da questa terrazza si entra poi nell’edificio dall’atrio principale, sorvegliato direttamente da un front office.


Un altro accesso, al lato della scala principale e sottolineato da un arretramento della cortina muraria, permetterà di utilizzare l’ascensore che collega il piano della strada con il piano della terrazza, eliminando così tutte le barriere architettoniche. Sempre su via Campi è stato individuato un ulteriore ingresso riservato, non sorvegliato, a cui potranno accedere solo professori, tecnici e non strutturati, in possesso di badge, diretti al piano terreno; tutti gli altri dovranno utilizzare l’accesso dell’atrio principale. Un ultimo accesso è possibile sempre tramite badge dal parcheggio sotterraneo.


Al piano primo in corrispondenza dell’ingresso si trova l’atrio principale su cui si innesta un sistema di collegamento composto da una ampia galleria su due livelli per permettere il deflusso degli studenti. La galleria al piano primo è collegata alla sottostante da due grandi scale, dagli ascensori posti in prossimità dell’ingresso e da un’ulteriore scala che collega tutti i piani.


Sulle gallerie si affacciano le aule per le lezioni frontali per quasi novecento studenti, è l’unica parte dell’edificio a cui non si accede tramite un’ulteriore porta ma direttamente dalla distribuzione principale.


Il piano primo con l’entrata principale ed il front-office è complanare alla piazza rialzata, è il piano principale dell’edificio e, oltre alle aule, ospita l’amministrazione, alcuni studi e una parte dei laboratori didattici. Per motivi di sicurezza questi ultimi (con circa trecento postazioni) sono separati dal resto grazie a un accesso controllato, superato il quale gli studenti possono raggiungere, con un’altra scala dedicata e con gli ascensori, gli altri laboratori didattici che sono collocati in gran parte dell’ala sud dell’edificio, al piano terreno e secondo


Le altre parti dell’edificio che si trovano al piano interrato, terra, secondo e terzo sono servite esclusivamente dal corpo scala principale. Tali sezioni hanno frequentazioni molto minori rispetto ad aule e laboratori didattici. Al piano interrato c’è uno spazio studenti in prossimità delle grandi scale e poi aule specialistiche, depositi e spogliatoi. Al piano secondo sono posizionati gli studi dei docenti e ricercatori. Al piano terzo si trovano i laboratori di ricerca. L’accesso al quarto livello, il piano tecnico, avviene dal corpo scala principale e dal corpo scala del blocco dei Laboratori didattici, oltre che da un ascensore, tutte le altre scale costituiscono solo via di fuga in caso di emergenza. I corridoi sono ampi e tutte le porte si aprono in modo da non ridurre la sezione utile, apparecchi, quadri elettrici ed altri contenitori sono realizzati sempre al filo delle tramezzature.


Ogni sezione amministrativa in cui è suddiviso il complesso, oltre all’accesso principale, dispone  anche di una scala di sicurezza al termine della sezione stessa.


Il sistema dei percorsi è stato studiato per fluidificare il movimento degli studenti, concentrandoli ai piani bassi, e per poter dare ad ogni sezione o dipartimento una propria entrata riconoscibile e facilmente raggiungibile. Per quanto concerne il deflusso in caso di emergenza, l’edificio oltre a presentare uno schema ben riconoscibile e dimensionato di vie di fuga orizzontali e verticali ha anche ad ogni piano uno spazio calmo a cielo aperto di notevoli dimensioni.


L’articolazione funzionale segue la ripartizione amministrativa delle sezioni, ma più in generale è possibile dividere le tipologie in due categorie principali, le aree a cui accedono gli studenti, che normalmente presentano corpi doppi con gallerie o corridoi di notevoli dimensioni, illuminati direttamente dall’esterno e che affacciano sulle corti interne, e le altre sezioni, l’amministrazione, gli studi e i laboratori di ricerca, che presentano corpi tripli con corridoi centrali, illuminati per lo più artificialmente.


 


Le aule
Tutte le aule sono profonde quasi nove metri, su un lato vi sono le fonti di illuminazione naturale, sull’altro gli accessi e vani per appendere cappotti e zainetti, l’arredo è fisso con panche lineari a sedute ribaltabili e piani di lavoro ribaltabili, i banchi sono attrezzati con prese di corrente e prese dati. L’altezza dei controsoffitti è impostata a m 3,30.


Le finestre hanno oscuramenti esterni a lamelle di alluminio orientabili e impacchettabili verso l’alto, che permettono sia un oscuramento totale che una serie di posizioni frangisole tipo brise-soleil; tale schermatura ha prestazioni meccaniche nei confronti dell’effrazione paragonabili ad una saracinesca in metallo. Nelle aule più capienti sono presenti alcuni gradini che migliorano la visibilità delle ultime file. Ogni aula è dotata di predisposizione per la proiezione su schermo e di lavagne lineari alle spalle della cattedra.


Particolare attenzione è stata posta agli aspetti termoacustici: le aule sono ben schermate dall’esterno grazie ai pacchetti murari, agli infissi e agli accorgimenti sui ponti termici, ma risultano protette anche da tramezzature interne di adeguato potere fono isolante, con doppia struttura, doppia lastra sulle due facce e isolamento acustico interposto, oltre al doppio strato anticalpestio posto nei solai; i controsoffitti sono di tipo fonoassorbente e l’acustica dell’impianto di amplificazione è stata integrata nel controsoffitto con una distribuzione uniforme e senza picchi.


Al piano seminterrato sono ubicate alcune aule specialistiche, con un lato completamente aperto sull’ampia corte interna sistemata a verde. Il loro arredamento comprende banchi di lavoro ben più ampi per poter manipolare rocce e piccole strumentazioni, sul lato interno sono stati predisposti appendiabiti e alcune cassettiere per riporvi materiali e strumentazioni necessari alla didattica, tutti  incassati rispetto al corridoio di distribuzione.


 


Laboratori didattici
La sezione dedicata ai laboratori didattici nel corpo sud presenta un corpo doppio costituito dal corridoio e dalle aule stesse. Generalmente un laboratorio didattico, o due laboratori, abbinati, dispongono di un laboratorio di appoggio dove sono riposte strumentazioni e composti chimici, e dove vengono eseguite operazioni propedeutiche alle esercitazioni didattiche. Ogni laboratorio ha caratteristiche, funzioni e strumentazioni specifiche, in generale vi si trovano alcuni banchi attrezzati per esercitazioni posti centralmente alla stanza, con una postazione per ogni studente, alcune cappe chimiche, (variabili in numero, dimensioni e caratteristiche tecniche da laboratorio a laboratorio), scaffalature e armadi areati. Gli ambienti sono arredati generalmente con cappe e armadiature alte nelle tre pareti non finestrate, mentre non presentano arredi fissi e mobili sulle pareti finestrate, quasi tutte orientate a sud e schermate da persianature scorrevoli, a doghe di alluminio; non è prevista una schermatura completa anche perché non ci sarà necessità di oscuramento totale. Le caratteristiche termo-acustiche delle pareti esterne sono simili a quelle delle aule. Il controsoffitto, impostato a cm 330 di altezza, è ispezionabile ed ha un trattamento antibatterico ed una superficie liscia e facilmente lavabile. Le aperture sono tutte verso l’esterno e attestate sui tre o quattro angoli del locale. Le superfici murarie non sono rivestite, perché i banchi tecnici e le cappe chimiche presentano un frontale integrato al banco stesso e attrezzato da gas e prese elettriche e dati. Tutti gli impianti sono integrati nell’arredamento o nel controsoffitto. L’impianto di areazione è a tutt’aria e deve comunque assecondare la richiesta di immissione di aria generata dalle cappe a flusso laminare, che, per impedire ai composti chimici aerei di invadere l’aula, aspirano in continuo, mantenendo sempre l’ambiente in leggera sottopressione. All’interno dell’aula sono predisposte alcune docce lavaocchi per il pronto intervento in caso di emergenza.


 


Laboratori di ricerca
I laboratori di ricerca sono collocati al terzo piano - sotto il piano tecnico - e al piano terreno.


I laboratori del terzo piano devono avere la possibilità di essere riconfigurati con una certa frequenza per seguire le necessità sempre diverse della ricerca, perciò dal punto di vista spaziale sono stati adottati un modulo estremamente flessibile, tipologie e materiali da costruzione che consentano agili riconfigurazioni, così da segmentare ulteriormente gli ambienti o unirli in batteria in grossi openspace; dal punto di vista impiantistico, grazie alla collocazione dei laboratori proprio al di sotto del piano tecnico, sarà sempre possibile installare nuove cappe chimiche o predisporre macchinari, linee di gas o quant’altro necessiti alle nuove funzioni.


Il modulo base è costituito da un ambiente di m. 3,45x4,80, con porta ampia ad apertura verso l’esterno e una grande finestra sul lato opposto. Ogni modulo è servito da un suo quadro elettrico autonomo e da un terminale per l’immissione e la ripresa dell’aria condizionata. Abbinando due moduli base si può ottenere un modulo doppio, su cui è caduta la scelta per la maggior parte dei laboratori; tale modulo doppio ha una disposizione degli arredi fissi con distribuzione a “U” in modo da garantire in caso di pericolo la doppia uscita, servendosi di una delle due porte di cui è dotato. Nel caso di moduli singoli si è proceduto all’apertura tra due moduli contigui di una porta a doppio senso di apertura per permettere sempre l’uscita di emergenza. Ai due lati trovano posto le armadiature alte, le cappe chimiche, i lavandini e gli armadi aspirati, al centro i banchi bassi, con possibilità di essere aperti o di avere un fondo integrato con il banco.


Altri laboratori invece hanno avuto bisogno di essere collocati al piano terreno, per il tipo di lavorazione, spesso rumorosa o con macchinari pesanti, per il tipo di analisi e ricerche che vengono effettuate in cui si impiegano grandi quantità di materiale, tipo rocce e terra sciolta. Tali laboratori hanno anche bisogno di un accesso diretto dall’esterno per non dover esser costretti a trasportare materiali sporchi o potenzialmente pericolosi per i corridoi. Per materiali ed impianti, questi laboratori hanno caratteristiche simili a quelli del piano terzo, si è scelto però un modulo singolo in luogo di un modulo doppio, che meglio si addice alla singolarità e peculiarità delle varie lavorazioni.


I laboratori sono di tipologie diverse, in particolare alcuni laboratori di sezioni diverse sono stati riuniti in una sezione denominata “Laboratori Interdipartimentali” in modo da sfruttare al meglio le sinergie tra gruppi di ricerca diversi, tali laboratori risultano baricentrici nella disposizione generale.


Studi e Amministrazione
Gli studi dei docenti e gli uffici dell’amministrazione presentano caratteristiche simili, hanno lo stesso modulo dei laboratori di ricerca, le tramezzature sono le stesse adottate per le aule in modo da garantire un ottimo grado di insonorizzazione e di privacy. Tale modulo è lo studio doppio, che è stato generalmente adottato anche e soprattutto per contenere la superficie occupata da queste sezioni. Sono previsti tuttavia anche alcuni studi singoli, arretrando la parete di confine con il corridoio e ricavando un piccolo locale per fotocopiatrici, stampanti di rete o altri ambienti di servizio. Sono presenti alcuni studi quadrupli per i tecnici e altro personale. Ogni sezione ha inoltre a disposizione una sala riunioni per 12 persone e una sala comune attrezzabile con distributori automatici di cibi e bevande ed alcune sedute.


Spazi studenti
Grande attenzione è stata dedicata alla gestione dei percorsi e degli spazi per agli studenti, l’ambiente è fatto per essere vissuto durante tutta la giornata, sia con spazi adeguati all’interno della struttura che con gli spazi esterni; le due corti interne, di cui una senz’altro dedicata agli studenti, poiché vi si apre lo spazio studenti del seminterrato, e le aree esterne all’edificio, le terrazze praticabili, i percorsi pedonali e ciclabili.


Lo spazio dedicato, al piano seminterrato, è un open space per quasi cento studenti, è prospiciente alla corte interna e dotato di un angolo con distributori automatici di cibo e bevande. Gli altri spazi sono collocati sul corpo di collegamento tra l’ala sud e l’ala centrale, al secondo e al terzo piano, sono dei piccoli studi per 6-8 postazioni, pensati per specializzandi e dottorandi che di fatto staranno in dipartimento per tutta la giornata e che normalmente si ritagliano un loro spazio all’interno del laboratorio, tra macchinari in funzioni e reazioni in corso.


Depositi
I depositi si suddividono in varie tipologie: depositi esterni, depositi al piano seminterrato, piccoli depositi ai piani, piccoli depositi per le pulizie, depositi in armadi areati all’interno dei laboratori


I depositi tecnici e gas esterni, sono localizzati in due corpi di fabbrica ubicati nella parte tergale del lotto, le finiture esterne sono le stesse dell’edificio principale. Esiste anche un terzo corpo di fabbrica posizionato su via Braghiroli che funge da cabina di consegna dell’energia elettrica.


Nel deposito più grande sono presenti molti ambienti: cabina elettrica, gruppo elettrogeno, depositi di solventi e reagenti, depositi di rifiuti, deposito gas. I primi due ambienti hanno l’accesso direttamente dall’esterno e sono areati tramite finestra grigliata sul retro, gli altri ambienti non presentano finestre sul perimetro ma solo due accessi che danno su di un corridoio di servizio. Tutti i depositi sono areati attraverso una bocca di lupo interna che prende aria dal tetto ribassato del corridoio. I depositi dei gas invece hanno il disimpegno a cielo aperto, protetto solamente da un grigliato metallico tipo orsogrill, le porte stesse saranno in acciaio e grigliate, il deposito ha due accessi ed un percorso interno ad “U” tale da permettere la doppia via di fuga in caso di emergenza. I depositi delle bombole presentano un perimetro in c.a., la copertura è in pannelli di acciaio, incernierati in modo da incanalare verso l’alto la possibile fuoriuscita esplosiva dei gas.


I depositi al piano seminterrato, afferiscono direttamente alle varie sezioni o ai dipartimenti; essi, pur essendo suddivisi in 7 locali, formano un compartimento unico e vengono aerati tutti da un unico scannafosso. All’interno dei laboratori didattici e di ricerca sarà possibile stoccare alcune piccole quantità di materiale all’interno di armadi areati dotati di cappa di estrazione con aspirazione fino al tetto dell’edificio.


Autorimessa
L’accesso all’autorimessa del seminterrato avviene tramite rampa finita in cemento industriale con disegno a rilievo per aumentare l’aderenza dei pneumatici. La rampa dà accesso, tramite cancello automatico grigliato e dotato di passo d’uomo, ad un ampio spazio areato sia dal cancello stesso che da una apertura grigliata sul soffitto. Su questo ambiente si aprono 4 aperture, due carrabili di entrata ed uscita dal parcheggio e due di accesso all’edificio, una per il corpo scala secondario e una per l’accesso allo spazio studenti e quindi al corpo scala principale, tutte dotate di filtro aerato. La circolazione all’interno del parcheggio é ad un solo senso di marcia ad anello. Il parcheggio prevede quaranta posti auto, di cui uno per portatori di handicap, l’aerazione è assicurata da bocche di lupo poste sul perimetro, è previsto un impianto di spegnimento tipo sprinkler. Le vie di fuga in caso di incendio sono tre e contrapposte, due che danno sullo spazio aerato.


Il piano tecnico, i cavedi e i locali tecnici ai piani
Il piano tecnico è un’area divisa in tre sezioni che corrispondono alle tre ali dell’edificio, qui sono state posizionate le unità di trattamento dell’aria, i gruppi frigo con le loro torri di raffreddamento, i motori delle cappe di aspirazione, la centrale termica e i collettori. La struttura della copertura è in tralicci metallici leggeri e i pannelli sono in lamiera grecata, la copertura integra un sistema diffuso di pannelli fotovoltaici amorfi, accoppiati alla copertura stessa ad una distanza tale da permettere dei piccoli moti convettivi che raffreschino il pannello ottimizzandone le prestazioni. La copertura prevede una serie di piccole bucature per far fuoriuscire i cappellotti delle aspirazioni delle cappe chimiche e delle UTA, inoltre sono previsti quattro vani aperti di notevoli dimensioni per permettere di calare o prelevare apparecchiature di grosse dimensioni in fase di manutenzione, senza smontare la copertura.


Nel piano tecnico sono previsti due locali separati, uno per deposito per i manutentori e pezzi di ricambio e un altro per la centrale termica, cui si accede tramite disimpegno a cielo aperto.


Tali ambienti sono aerati direttamente dall’esterno e insonorizzati con strati fonoassorbenti nel massetto delle pavimentazioni. Alcune tamponature hanno una funzione di contenimento sonoro, di protezione delle macchine e delle canalizzazioni dagli agenti atmosferici, ma soprattutto separano le prese d’aria, tutte laterali e centralizzate sulle corti interne, dalle immissioni, tutte sul tetto, raggruppate e distanziate il più possibile dalle prese.


Le canalizzazioni dell’aria raggiungono i piani bassi tramite un sistema di grandi cavedi verticali, due per ogni ala dell’edificio, inoltre è stato previsto un ulteriore cavedio collocato in corrispondenza della scala principale che risale dalla cabina elettrica del piano terra fino al piano tecnico e che serve i vari quadri di piano. Sono anche previsti ulteriori cavedi per l’estrazione centralizzata per gruppi delle  cappe chimiche poste nei laboratori didattici.


Le sistemazioni a verde
Il progetto del verde integra l’area con il piccolo parco di vicinato di via Zanoli, prevedendo una sistemazione che valorizza le alberature preesistenti, con una quinta verso le proprietà private e l’integrazione complessiva delle alberature, dei percorsi e delle aree di sosta. All’interno dell’area è previsto il passaggio della pista ciclabile e di un sistema pedonale che connette i vari dipartimenti e le aree universitarie al resto del tessuto urbano e universitario circostante. Anche le corti dell’edificio sono sistemate a prato con alcuni alberi. Frequenti sono le zone di seduta per creare punti di sosta e luoghi di incontro. Ampi spazi a prato, zone d’ombra e per la sosta delle persone sono disposti in fregio a via Campi, il margine esterno dell’area é ben limitato e le aree a parcheggio chiaramente individuate.


Nella trasformazione sono state preservate alcune alberature soprattutto al contorno, come un filare di ippocastani lungo la ciclabile di via Campi, che è stato integrato dal progetto, e altri alberi per lo più di piccole dimensioni lungo i percorsi ciclabili e pedonali interni.


Sul lato est sono state mantenute le alberature presenti, e sono state create ampie zone prative, inglobando nel sistema il parchetto di via Zanoli, è stato inoltre integrato il boschetto esistente che si presentava in pessime condizioni di manutenzione. A nord è stata creata una quinta verde sul fronte delle case, con betulle bianche, adatte alla formazione di filari. Per il sistema dei parcheggi sono stati scelti Tigli Argentati e Aceri Campestri, secondo un disegno ordinato e capace di generare ombra sulle auto e di schermarne un po’ l’impatto visivo.


Nell’intero lotto solo alcuni punti comprendono alberi di arredo come Acer Rubrum Morgan e Cercis Siliquastrum, nel rispetto dello spirito dell’intero intervento, per il quale il nuovo disegno del verde privilegia la creazione di un sistema con ampi spazi a prato, la creazione di un margine esterno dell’area ben delimitato e diviso fisicamente e visivamente dall’intrusione degli autoveicoli, una scarsa presenza di arbusti utilizzati esclusivamente per mascherare i depositi, proprio al fine di lasciare l’intera area molto “trasparente” e vivibile.

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    Project details
    • Year 2015
    • Work finished in 2015
    • Client Fondo Aristotele - Fabrica Immobiliare SGR S.p.A.
    • Contractor CMB Società Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi
    • Status Completed works
    • Type Colleges & Universities / Research Centres/Labs
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