Edilizia abitativa sociale: il recupero del Rione Amendola

Proposta per l'attuazione del Piano Casa nell'edilizia di proprietà pubblica Naples / Italy / 2013

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I.A.C.P. Provincia di Napoli - Settore Tecnico: ing. Francesco BELLINETTI, arch. Angelo COLONNA
Consulenti: prof. arch. Antonio Franco MARINIELLO, arch. Michele CUOMO



Il presente studio è finalizzato alla valutazione di fattibilità per l’attuazione di una proposta tecnica (architettonica-urbana) ed economica-finanziaria per il recupero del Rione Amendola, in quanto area comprendente manufatti degradati di ERP, ai sensi e per gli effetti della L.R. n.9 /2009 e s.m.i. della regione Campania e della Delibera di G.C. n.183 del 11. 02.2010 del Comune di Napoli, in conformità alle Linee Guida di cui alla Delib.n.572 del 22.07. 2010 della Regione Campania.


STATO di FATTO
Il complesso di E.R.P. detto RIONE AMENDOLA, in gestione allo IACP, è sito in Napoli in Viale Colli Aminei n.34. Il carattere che lo contraddistingue è tipico degli insediamenti abitativi popolari realizzati a Napoli durante gli anni ’50 per far fronte alla grave emergenza abitativa conseguente agli effetti distruttivi della seconda guerra mondiale nel corpo edilizio della città.
Con riferimento alla zonizzazione di cui alla vigente Variante Generale al PRG di Napoli, l’area di competenza dell’IACP ricade in Zona B (Agglomerati urbani di recente formazione): la parte edificata su cui insistono i 9 fabbricati esistenti è classificata come sottozona Ba (Edilizia di impianto), mentre la parte restante di pertinenza, non edificata, è classificata come sottozona Bb (Espansione recente).
Il complesso è composto da 9 blocchi allungati (detti anche isolati) del tipo in linea, disposti planimetricamente a raggiera, secondo un riconoscibile disegno urbano di impianto razionalista chiaro e definito. I blocchi sono posizionati come raggi affiancati in successione su terreno in pendenza, con un dislivello di ca 7 metri tra la prima e l’ultima testata. Ciascun fabbricato si sviluppa per tre piani di alloggi oltre a un piano seminterrato, per cui il primo livello degli alloggi si trova a un piano rialzato rispetto alla quota esterna di riferimento all’interno del lotto, che a sua volta è sensibilmente rialzata rispetto alla strada urbana Via dei Colli Aminei. L’intera area IACP comprende, oltre al sedime dei fabbricati e agli spazi comuni tra questi, anche un’ampia zona parzialmente piantumata utilizzata come parcheggio interno a raso per i residenti.
Il degrado funzionale e l’assenza di attrezzature comuni
Il progetto originario prevedeva abitazioni da 55 mq, già destinate ad accogliere nuclei familiari presumibilmente numerosi, ma la carenza di unità abitative (già a suo tempo insufficienti nelle drammatiche condizioni del dopoguerra) rispetto ad una sempre crescente domanda di alloggi per i ceti più disagiati, ha portato nel tempo a successivi frazionamenti delle stesse unità, così che la quantità delle unità abitative è aumentata dai 126 originari ai 140 attuali catastalmente censiti (v. schede allegate), riducendo le già esigue superfici utili originarie e compromettendo gli standard di abitabilità. La progressiva ma intensa e disordinata urbanizzazione privata (in pratica un susseguirsi di “parchi” residenziali a mosaico) nelle aree lungo la via dei Colli Aminei, già area ambientale di pregio, mentre fa risaltare per contrasto l’ordine razionale del disegno dell’impianto del quartiere, per l’assenza di spazi e attrezzature urbane di relazione tra questo e la strada urbana esterna, e per la evidente estraneità della sua sobria morfologia e semplicità tipologica alla pretenziosità dell’edilizia speculativa che lo accerchia, lo relega di fatto in una sorta di enclave separato e spaesato.
I seminterrati, molto umidi, originariamente destinati a cantinole o forse anche a botteghe, sono ora sottoutilizzati o utilizzati impropriamente. I blocchi sono privi di ascensore. Fatta eccezione per l’area parzialmente piantumata e utilizzata a parcheggio, l’insediamento è del tutto privo di attrezzature e servizi di prima necessità.
Degrado delle strutture edilizie
L’insediamento, realizzato per accogliere alloggi temporanei, fu costruito con le tecniche povere e rudimentali dell’edilizia popolare pubblica nell’emergenza postbellica, che infatti non reggono alla prova del tempo e ad altri fattori di degrado, e oltretutto sono completamente esposte al rischio sismico. Le strutture murarie in tufo a contatto con il terreno nel piano seminterrato, per inadeguatezza di insolazione/impermeabilizzazione, presentano infatti fenomeni di umidità di risalita fino agli ambienti abitati, che compromettono ulteriormente sia le condizioni igienico sanitarie degli utenti sia la resistenza statica delle strutture. Risultano perciò un’inutile spreco di risorse i diversi interventi di manutenzione straordinaria eseguiti, fino all’ultimo iniziato nel 2004 e concluso nel 2006 per il recupero di alcuni elementi costitutivi strutturali e per il risanamento di facciate ed altri elementi architettonici.
Considerate le condizioni di inadeguatezza funzionale e di degrado edilizio diffuso, gli stessi assegnatari attualmente abitanti, organizzati in un Comitato, richiedono con determinazione una radicale iniziativa di recupero per una condizione residenziale più dignitosa e in linea con gli standard di vivibilità attuali.
Obiettivi specifici della proposta e azioni progettuali conseguenti
Considerando, pertanto, da un lato l’insostenibilità di crescenti costi di manutenzione di un patrimonio edilizio tanto degradato, ma - dall’altro - anche il valore di posizione del complesso e la rilevanza sociale e la legittimità delle rivendicazioni degli abitanti, in linea con le strategie e le politiche che Regione e Comune intendono perseguire per rispondere alla crescente domanda di abitazioni adeguate e accessibili all’utenza attuale ma anche a un ceto medio che chiede buona qualità residenziale e urbana a prezzi ragionevoli, si ritiene necessaria e utile una realistica proposta che metta al centro obiettivi di:
• riqualificazione urbana e architettonica dell’area, confermando e valorizzando il disegno di impianto, dotandola di spazi e volumi da destinare ad attrezzature pubbliche di quartiere, di attività commerciali, di un parcheggio interrato (2 piani), di spazi di uso pubblico nei nuovi corpo di innesco;
• adeguamento della condizione abitativa agli standard funzionali e tecnico ambientali attuali ( con eliminazione delle barriere architettoniche, tecniche attive e passive di risparmio energetico praticando innovazione tecnologica ecosostenibile) mediante la sostituzione edilizia dell’esistente blocco per blocco realizzando due blocchi di innesco, di cui uno nella stessa area e l'altro in un'area adiacente al Viale Colli Aminei, per il mantenimento in loco degli abitanti attuali durante i lavori;
• incremento della capacità residenziale totale, mediante la realizzazione di una sensibile quantità di residenze aggiuntive (70 alloggi), per incentivare l’investimento privato legale nell’iniziativa di recupero, e agevolare al tempo stesso il mix sociale per rivitalizzare la dimensione comunitaria del quartiere al fine di migliorare la coesione sociale nel rione e nel contesto urbano immediato. A intervento compiuto, nelle stessa aree IACP saranno insediati complessivamente 210 abitazioni. Ciò sarà possibile utilizzando la capacità edificatoria residua sommata all’incremento del 50% del volume attualmente esistente . Il volume aggiuntivo totale ammissibile nell’intera area (comprendente le sottozone Ba e Bb) verrà realizzato in parte incrementando i volumi dei singoli blocchi di sostituzione, e in parte nelle nuove costruzioni di innesco (dette “torri”).


Ai fini sia della generale sostenibilità tecnica ambientale, sia della contrazione massima dei tempi di esecuzione delle opere e per una ottimale utilizzazione degli spazi di cantiere, limitando al minimo indispensabile l’impiego del cls armato, si propone l’uso di tecnologie costruttive “a secco” (strutture in acciaio per elevazioni e orizzontamenti, e largo impiego di componenti industrializzati per chiusure esterne, partizioni interne, pavimentazioni e finiture).
L’attuazione del programma funzionale e costruttivo si articolerà per fasi e cantieri che non comprometteranno la permanenza degli attuali abitanti nell’area:
FASE 1 : Opere cautelative e costruzione dei parcheggi interrati e delle torri di innesco che accoglieranno a rotazione i residenti durante la sostituzione dei blocchi esistenti con i nuovi. I corpi di innesco prevedono una capacità di 70 alloggi, con negozi ed attrezzature di uso pubblico, per poter garantire lo svolgimento dei lavori senza allontanamento dei residenti.
FASE 2 : Demolizione e sostituzione dei blocchi 1-2-3-4-5 previo trasferimento temporaneo dei residenti nelle torri.
FASE 3 : Demolizione e sostituzione dei blocchi 6-7-8-9 come in fase 2.
I tempi di esecuzione dell’intero intervento programmato sono previsti in 36 mesi lavorativi.

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    I.A.C.P. Provincia di Napoli - Settore Tecnico: ing. Francesco BELLINETTI, arch. Angelo COLONNA Consulenti: prof. arch. Antonio Franco MARINIELLO, arch. Michele CUOMO Il presente studio è finalizzato alla valutazione di fattibilità per l’attuazione di una proposta tecnica (architettonica-urbana) ed economica-finanziaria per il recupero del Rione Amendola, in quanto area comprendente manufatti degradati di ERP, ai sensi e per gli effetti della L.R. n.9 /2009 e s.m.i. della...

    Project details
    • Year 2013
    • Status Current works
    • Type Neighbourhoods/settlements/residential parcelling / Feasibility Studies / Social Housing / Building Recovery and Renewal
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