Scrutando l'orizzonte

Concorso di idee: Opicina / Italy / 2008

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L’attuale configurazione del luogo impedisce una lettura chiara e memore del sito quale “immagine dello spirito alpinistico dell’epoca” ma soprattutto quale accesso di rappresentanza al Parco del Carso. In un’ottica di recupero e valorizzazione della Vedetta di Opicina si desidera donare ai cittadini, un’area ideata allo scopo di spaziare con la vista dal golfo di Trieste, a tutto il Carso e fino alle Alpi lontane.

Il progetto proposto intende mediare tra il passato e le moderne tecnologie dando una nuova identificazione al luogo, non solo in senso architettonico, ma anche sotto l’aspetto sociale delineando uno spazio culturale e di incontro, dove il fruitore interagisce vivendolo.

Sottrarre dei volumi per creare aperture e tagli che determinano dei nuovi rapporti con il contesto, e al tempo stesso aggiungere degli elementi architettonici ai ruderi esistenti, dando loro una nuova lettura e una diversa percezione. In questo modo si cerca di creare un legame tra il nuovo intervento ed i resti dell’insediamento presente, negando un taglio netto tra le parti, per enfatizzare un linguaggio caratterizzato dal rapporto tra presenza-assenza.

Semplificare, sistemare, organizzare, legare: queste saranno le parole chiave degli interventi proposti. Nessuna tabula rasa: l’area viene modificata, non stravolta, per poter migliorare le connessioni e le funzioni ma anche per poter ottimizzare lo spazio disponibile. Nuovi spazi pubblici: viene creata una nuova piazzetta, collegata con l’intera area da una serie di passaggi e che può essere sfruttata in modi diversi, a seconda delle necessità. Ad esempio, può diventare uno spazio polivalente: il nuovo manufatto che ospita il punto informazioni (che verrà spiegata in seguito) potrà essere usata per la proiezione di film all’aperto, nel periodo estivo, o per lezioni didattiche, sfruttando la piazzetta come platea. Si potrebbero inoltre ospitare il dehor di un bar o piccole manifestazioni.

Una serie di percorsi sinuosi, di tappeti di pietra sovrapposti ad altri tessuti di terra compatta e di tavolati lignei, si snodano in più livelli, accompagnando il visitatore fra terrazzamenti e gradinate, ricavate con un sistema di “gabbioni” adatti a supportare la spinta del terreno.

Il tappeto di pietra è caratterizzato inoltre da blocchi di verde modellato, che in alcuni punti è scavato per ricavare delle sedute e luoghi di incontro; giocando con le diverse pendenze è possibile stabilire postazioni sempre diverse. L’aspetto ludico e mutevole legato all’arredo urbano si ritrova anche nelle sedute presenti sulla piazza, in quanto diventano degli elementi che si modificano a secondo delle esigenze dei loro fruitori.

Il centro informazioni si colloca poco distante dalla Vedetta. Si tratta di uno spazio molto semplice nella sua geometria, dinamica nelle forme che cercano di giocare attraverso le prospettive che si vengono a creare fra i pochi volumi.

Un nuovo ambiente, adattabile e permeabile, che crea uno spazio pubblico continuo, coadiuvato dalla mobilità delle pareti composte da doghe in legno, che scorrendo su tre dei quattro lati aprono gli ambienti alla vista del paesaggio circostante.

Il volume ricorda un involucro in pietra e contiene al suo interno due strutture semicircolari che ospitano pannelli illustrativi della storia, della geografia e delle scienze naturali del territorio circostante. Queste strutture sono anch’esse pensate come gabbioni di rete contenenti pietre locali; il reticolato forma una struttura rigida che arriva sino al soffitto, mentre le pietre colmano solo a metà la sua altezza in modo da far filtrare la luce e mantenere una costante visione fra i pannelli illustrativi e l’area circostante.

Il centro ospita anche uno spazio, allestito con blocchi di pietra a mò di sedute, in cui è possibile proiettare filmati sia didattici che ludico ricreativi. La parete su cui si proietta è stata volutamente integrata da una porzione di muratura esistente, oramai rudere. Questa porzione di muratura, al livello inferiore, cela i servizi igienici.
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    L’attuale configurazione del luogo impedisce una lettura chiara e memore del sito quale “immagine dello spirito alpinistico dell’epoca” ma soprattutto quale accesso di rappresentanza al Parco del Carso. In un’ottica di recupero e valorizzazione della Vedetta di Opicina si desidera donare ai cittadini, un’area ideata allo scopo di spaziare con la vista dal golfo di Trieste, a tutto il Carso e fino alle Alpi lontane.Il progetto proposto intende mediare tra il passato e le moderne tecnologie dando...

    Project details
    • Year 2008
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Landscape/territorial planning / Monuments
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