Concorso di Progettazione per un nuovo ponte ciclo-pedonale nella sede del "Ponte Leopoldo II"

Ponte Pedonale _ Progettista Arch. VINCENZO RUSSO Prato / Italy / 2010

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PROGETTISTA: Arch. Vincenzo Russo [ Lusciano (CE) ]


Concorso per ricostruire un ponte che reinterpreti quello che Alessandro Manetti ideò e realizzò nel 1833 sul fiume Ombrone a Poggio a Caiano (PO) su incarico del Granduca di Toscana Leopoldo II. Il progetto del nuovo ponte con le sue sinuosità avvolge le preesistenti strutture, le valorizza e le rende il fulcro della sua presenza. È il nuovo e l’antico che si fondono, si integrano e dipendono l’uno dall’altro in un continuo temporale senza fine. Il ponte non s’impone, certo, per il suo aspetto avveniristico, non fa questa presunzione e non nasce per questo intento, il suo essere e la sua presenza sono discreti esso si pone in evidenza, si caratterizza e si completa per il suo aspetto formate che si genera per rispondere a bisogni di altra specie e di certo non di formalismo. La sua morfologia nasce dal connubio tra esigenze contingenti strutturali (Condizione idraulica) e necessità-esigenza di integrare il nuovo con l’antico delle preesistenze. Esso è una mescolanza tra FORMA e FUNZIONE – la forma inarcuata avvolgente, circonda le preesistenze le rende partecipi alle sue funzioni – la sua forma in un tutt’uno assolve funzioni strutturali di resistenza ad azioni o forze e s’integra col contesto.


SOLUZIONE PROGETTUALE IMPIEGATA ED ESCLUSIONI Un’eventuale soluzione di un ponte sospeso, nella fattispecie, avrebbe riproposto la tecnica del Manetti come una mera riproposizione della pratica del ponte a cavi sospesi. Tuttavia questa soluzione, volendo reimpiegare gli attuali “piloni”, avrebbe richiesto preliminari interventi di consolidamento dei “Piloni” stessi e delle due arcate esistenti, con l’incognita della riuscita in virtù di un improbabile adeguamento anche in termini di sicurezza statica e sismica dell’infrastruttura. Quest’ultima conclusione nasce da alcune considerazioni alimentate dalla mancanza di informazioni,, lacune non del resto colmabili dalla lettura del bando del concorso, in particolare: Per quanto concerne i “Piloni” formati da blocchi di pietra lapidea da taglio, non è dato sapere se tali pietre costituiscono solo il “rivestimento esterno” oppure se esse interessano la loro intera sezione. Una analoga considerazione vale anche per il sistema di fondazione, per il quale non è dato sapere le dimensioni, la profondità e il tipo di materiale che le costituiscono. A queste considerazioni si sommano conclusioni scaturite dall’osservazione comparata delle foto-immagini attuali degli elementi presenti (arcate e piloni) con quelle più datate, ossia: i blocchi di pietra lapidea, con cui sono realizzati “Piloni” e arcate, allo stato attuale si presentano spoliate con il distacco degli strati superficiali causati dall’esposizione agli agenti atmosferici, circostanza questa che non è rinvenibile nelle foto del passato in cui la superficie delle pietre appare integra , ciò denota che il materiare con il tempo si è deteriorato. Questa circostanza (espoliazione superficiale) denota e suggerisce una modesta prestazione meccanica di tali materiali, inoltre l’assenza di giunti di malta per le unioni rende tale sistema scarsamente resistente alle azioni spingenti orizzontali, attivabili in seguito ad,eventuali, eventi tellurici. Tutte queste considerazioni conducono ad: Escludere un nuovo ponte sospeso inteso al riuso, reimpiego delle preesistenze (piloni e arcate) per una loro integrazione. Escludere, anche, l’ipotesi di una soluzione di un ponte strallato, ciò in rispetto del sito, della sua importanza storica, artistica, naturalistica e paesaggistica in quanto un tale ponte si imporrebbe per il suo eccessivo porsi avveniristico, stridente con le preesistenze e l’ambiente circostante.


Per il progetto del nuovo ponte, la soluzione ritenuta più opportuna è l’impiegata della tecnica del ponte ad arco, tecnica che viene rivista ed adattata alla necessità del caso specifico, in quanto la soluzione progettuale impiegata è nello stesso tempo e nello stesso contesto sia ponte ad arco a “via inferiore” sia a “via superiore”.


La soluzione progettuale utilizzata si potrebbe definire “Ponte ad archi spaziali – a “risonanza annullata”. Ove la resistenza strutturale è affidata a quattro arcate, appunto “spaziali”, perché esse si incurvano e si inflettano nello spazio. La loro curvatura avviene sia in un piano orizzontale, parallelo al calpestio del ponte, sia in un piano verticale ortogonale al calpestio del ponte. La sua morfologia è, poi a “risonanza annullata” perché la forma aperta ai due lati di estremità e stringente in chiave gli conferisce elevata rigidezza alle oscillazioni orizzontali prodotte sia da azioni esterne sia da “risonanza”. L’Oscillazione orizzontale o Oscillazione di “risonanza” è un fenomeno fisico noto anche come moto armonico. È noto, infatti, che se i pedoni camminano tutti con lo stesso ritmo, i ponti incominciano a oscillare per “risonanza”: ogni oggetto possiede quella che si dice una frequenza propria di oscillazione, cioè un determinato valore che fa letteralmente “risuonare” tutta la struttura, la quale inizia a vibrare o oscillare in modo sempre più intenso, con il rischio di una vera e propria rottura. La sagoma della struttura progettata nasce, anche e soprattutto, come risposta all’esigenza di sopperire a problematiche anche di tipo idrauliche dovute alle particolari condizioni di sito. Il nuovo ponte è un connubio tra forma e funzione. A completamento della soluzione progettuale si ripristineranno in loco le due “Pigne” mancanti e i due cavi-tiranti ancorati alle “pigne” e passanti sopra ai “piloni”, questi cavi avranno solamente una funzione estetica di reminiscenza per far rivivere, se pur visivamente, la prima versione del ponte a cavi sospesi, la loro funzione non sarà, certamente, di tipo statica o strutturale. Il compito principale della resistenza strutturale sarà demandato alla doppia arcata principale a sesto abbassato, la quale con la propria particolare morfologia nello spazio, sarà in grado di agire per contrastare sia le azioni sollecitanti verticali sia quelle orizzontali. La particolare morfologia, che conieremo “a restringimento in chiave” conferisce rigidezza sia flessionale sia agli spostamenti orizzontali, inoltre la presenza della chiusura ad anello in chiave che funge da elemento di raccordo e di unione delle arate ne conferisce anche una rigidezza torsionale.

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    PROGETTISTA: Arch. Vincenzo Russo [ Lusciano (CE) ] Concorso per ricostruire un ponte che reinterpreti quello che Alessandro Manetti ideò e realizzò nel 1833 sul fiume Ombrone a Poggio a Caiano (PO) su incarico del Granduca di Toscana Leopoldo II. Il progetto del nuovo ponte con le sue sinuosità avvolge le preesistenti strutture, le valorizza e le rende il fulcro della sua presenza. È il nuovo e l’antico che si fondono, si integrano e dipendono l’uno...

    Project details
    • Year 2010
    • Main structure Steel
    • Client Comune di Prato (PO), Italia
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Urban Furniture / Bridges and Roads / Stadiums / Graphic Design / Bridges and Walkways / Cycle Paths / Recovery/Restoration of Historic Buildings / Restoration of Works of Art / Restoration of façades / Structural Consolidation / Building Recovery and Renewal
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