Padiglione Giappone - L'Architettura di Terunobu Fujimori e ROJO

Architetture e Città Giapponesi Sconosciute Venice / Italy / 2006

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Il Padiglione Giappone presenta l'opera del commissario Terunobu Fujimori storico dell'architettura e architetto, dallo stile non meramente ascrivibile al modernismo cardine del XX secolo, insieme all'attività della Società di Osservazione della Strada ROJO, che indaga l'inconscio recondito delle città giapponesi. Due le sezioni principali, una dedicata all'architettura di Fujimori e a esempi dal Giappone e dal mondo (modelli, bozzetti, disegni, foto e video) e una alla Società ROJO, fatta di una cupola ricoperta di iuta al cui interno si proietta uno slideshow.

Il Padiglione Giappone presenta l'opera del commissario Terunobu Fujimori storico dell'architettura e architetto, dallo stile non meramente ascrivibile al modernismo cardine del XX secolo, insieme all'attività della Società di Osservazione della Strada ROJO, che indaga l'inconscio recondito delle città giapponesi. Due le sezioni principali, una dedicata all'architettura di Fujimori e a esempi dal Giappone e dal mondo (modelli, bozzetti, disegni, foto e video) e una alla Società ROJO, fatta di una cupola ricoperta di iuta al cui interno si proietta uno slideshow.

L'architettura di Fujimori e ROJO di Terunobu Fujimori
Due singolari fatti artistici destano l'attenzione del Giappone recente: Terunobu Fujimori e ROJO (osservazione della strada). L'architettura giapponese contemporanea, capitanata dagli architetti internazionalmente attivi Fumihiko Maki, Arata Isozaki, Kisho Kurokawa, Tadao Ando, Toyo Ito e Kazuyo Sejima, ha attraversato la via del modernismo (razlonalisrno, funzionalismo, internazionalismo) che risale a Le Corbusier, Mies e Gropius e, come è noto, si fa strada tra le transavanguardie mondiali.

Su tale scena 15 anni fa, all'improvviso, si è affacciata l'insolita espressione architettonica di Terunobu Fujimori. Colpiscono le superfici, per le quali vengono utilizzati materiali naturali, quali terra, pietra, legno, carbone, corteccia o stucco, utilizzati diffusamente e brutalmente. Per esempio, tavole tagliate a mano o bruciate applicate alle pareti, spesse tavole d'ardesia o corteccia coprono il tetto, tronchi levigati sommariamente o bruciati si ergono nelle stanze o ancora ceppi o carbone utilizzati per i soffitti.

Solitamente all'utilizzo di materie prime naturali corrisponde una forma architettonica basata su consuetudini premoderne; le opere di Fujimori rompono con la tradizione, del Giappone naturalmente, ma anche del mondo. Un'architettura in rotta con il passato, ma non modernista. Non si riferisce ad alcun luogo, non ha tempo. Per questo, è internazionale. Internazionale, e vernacolare.

Fujimori è stato storico dell'architettura fino ai 45 anni, quando ha iniziato a occuparsi di progettazione. /I Fujimori storico pensa che l'internazionalità risieda nelle due parti, d'inizio e di fine, della lunga storia dell'architettura umana. Pertanto, l'approdo finale dell'architettura del XX secolo è l'internazionalità. Fujimori tende all'internazionale iniziale, di un tempo in cui non esistevano paesi e popoli.

Un'altra prerogativa dell'architettura di Fujimori è l'integrazione dell'elemento vegetale in architettura, a fronte del profondo legame tra questa e la natura. Di norma, allo scopo di integrare l'elemento vegetale in architettura, si ricorre al g'iardino pensile, che tuttavia è spesso, visivamente ed esteticamente, in conflitto o incongruente con l'edificio. Le Corbusier stesso, inizialmente convinto fautore del giardino pensile, probabilmente se ne discostò quando si accorse della dicotomia estetica generata da tale unione.

Come conciliare allora vegetazione e architettura senza contraddizioni estetiche? In cerca di risposta, si fanno crescere porri sul tetto, si pianta dente di leone alle pareti, siricopre l'intero tetto di un manto erboso, o si colloca simbolicamente un pino sulla sommità della casa; ma non sempre si tratta.dì soluzioni convincenti. Fujimori vuole ripensare dalla base il rapporto tra architettura e natura, attraverso l'utilizzo di materiali organici e piante, all'inseguimento di un tempo in cui l'uomo ha creato per la prima volta il prodotto artificiale detto architettura. Un'avanguardia verso il passato,e non rivolta al futuro. Oggi, nell'era delle scienze e delle tecniche, può apparire un esperimento temerario, con poche probabilità di riuscita, ma una piccola speranza è riposta nel "metodo Ledoux, che ricava la réalité de l'image dalla visione illusoria".

Rojo kansatsu significa osservazione della strada, percorrere vie, osservare elementi che solitamente il passante medio non nota, e collezionarne immagini. Tuttavia, ci sono dei requisiti che gli oggetti devono soddisfare: innanzitutto, vengono esclusi gli elementi 60munemente considerati "belli". E ancora, non sono accettati beni commerciali e prodotti della moda, in quanto "elementi vivi", con quanto ne consegue.

Vengono allora presi in considerazione coperchi di tombini, battenti di porte, buche per lettere dalla forma interessante, case cui modifiche e aggiunte progressive hanno conferito una forma insolita, edifici le cui facciate ricordano volti umani, scalinate che si concludono con un muro, alberi cresciuti inglobando sbarre di reclnzloni, vasi su carrozzine per neonati, scivoli mozzafiato che si esauriscono a metà, orme di gatto

Impresse sul cemento, e altro. Tutti elementi di cui si evidenzia la singolarità, stante nella distanza con lo scopo originario. Nel 1986 viene fondata, ed è tuttora attiva, la Società ROJO, o dell'Osservazione della Strada, intorno a cinque figure centrali, il pittore e scrittore Genpei Akasegawa, lo storico dell'architettura Terunobu Fujimori,l'Iliustratore Shinbo Minami, lo scrittore Joji Hayashl e l'editore Tetsuo Matsuda.
Akasegawa, fulcro del gruppo, era noto negli anni Sessanta per la sua attività artistica In avanguardie quali Neodada e Hi Red Center, da cui si discosta però negli anni Settanta quando, sullo sfondo di uno stallo del movimenti innovativi e di un ripensa mento sull'opera e sull'estetica prodotti Intenzionalmente, si catapulta sulla Società ROJO. Come si evince dal percorso di Akasegawa, l'osservazione della strada è un'attività visuale posteriore all'arte contemporanea.

Terunobu Fujlmori e ROJO: che tipo di relazione c'è tra le due parti? Da un punto di vista cronologico, la Società viene fondata nel 1986, mentre l'opera prima di Fujimori, il Museo Storico Jinchokan Moriya, è completata cinque anni più tardi, nel 1991. La possibilità che l'attività sulla strada abbia finito per gettare ombra sulle opere di Fujimori è innegabile; non saprei tuttavia spiegare di che tipo di ombra si tratti.

Una parte dei lavori di costruzione di casa Akasegawa, terzo lavoro del Fujimori architetto, sono stati affidati ai membri della Società ROJO I quali, dal momento che I professionisti dell'edilizia non si fanno carico di opere quali l'applicazione di ceppi sul soffitto o la collocazione di porri, si sono prestati assieme agli amici convocati all'uopo. In tale occasione nasce spontaneamente il Jomon Kenchikudan (Gruppo di Architettura Jomon). Dicesi Jomon un periodo del Neolitico giapponese (5.000 anni fa), da cui il nome della compagnia, foriero di un lavoro manuale del tutto primordiale. Da allora, Il Gruppo partecipa al progetti di Fujimori, come nel caso dell'allestimento presso Il Padiglione Giappone.

Il binomio Terunobu Fujimori e ROJO, costituitosi venti anni fa, è molto noto e irradia Influenza In Giappone nella sfera dell'architettura, dell'arte e del giornalismo; non è mal stato oggetto di una esposizione

Cos'è ROJO? di Matsuda Tetsuo
ROJO (strada) sta per ROJOKANSATSUGAKU (lett. scienza dell'osservazione della strada): L'oggetto di studio di tale disciplina è qualsiasi cosa possa osservarsi in strada. In particolare, si tratta di scovare, macchina fotografica alla mano, elementi discrepanti, insoliti, non convenzionali. Particolare attenzione è posta alle forme plastiche create inconsciamente dai cittadini o ai segni lasciati dai fenomeni ambientali, su cui riflettere scoprendone una estetica nuova, o creando associazioni inedite. Pertanto, la passeggiata per le vie diviene più piacevole, una sorta di nuovo divertimento urbano. A elencare una parte degli oggetti osservati: edifici, decori architettonici, mura, recinti, scale, grondaie, cancelli, capanni, cassette postali, insegne, manifesti, alberi, fioriere, comignoli, coperchi di tombino, idranti, segnali e indicazioni stradali, pietre quadre, cucce per cani, ombre, macchie e altro. I beni di consumo come abitudini, moda o articoli commerciali sono considerati "elementi vivi" e pertanto da escludere da ogni tipo di indagine .

Storia della Società RDJD
Negli anni Sessanta l'espressione artistica contemporanea volge al limite estremo.
In prima linea, Genpei Akasegawa, artista d'avanguardia dei movimenti Neodada Organizers e Hi Red Center. Negli anni Settanta in un momento di repentina crescita economica del Giappone,. le giovani generazioni disertano biblioteche e musei a favore di passeggiate in città. La maggioranza si riversa in negozi eleganti e campi da tennis. Quelli che disdegnano mode e tendenze girovagano per le vie alla ricerca di vari elementi e si dedicano alloro studio. Nel 1970 Joji Hayashi inizia a viaggiare in Giappone e nel mondo per osservare i coperchi dei tombini. Nel frattempo, scopre i televisori trasformati in gabbie per polli (niwatori terebi, "televisori per galline") e si accorge dell'importanza dell'osservazione su strada.

Nel 1972 Genpei Akasegawa, Shinbo Minami e Tetsuo Matsuda notano delle scalinate ("scale pure") semplicemente da scendere o salire. In tale occasione, intraprendono lo studio degli elementi urbani belli ma inutili, componenti la chogeijutsu, "ultraarte", prodotta dall'inconscio. Nel 1974 attorno alla figura di Terunobu Fujimori si forma il "gruppo Tokyo per la ricerca architettonica", preposto all'indagine itinerante degli edifici in stile occidentale sul territorio giapponese. L'oggetto non si limita alle strutture architettoniche, ma ne considera anche i motivi ornamentali. Nel 1986 la Società ROJO è fondata da Genpei Akasegawa (pittore, scrittore), Terunobu Fujimori (architetto, esperto di storia dell'architettura), Shinbo Minami (illustratore), Tetsuo Matsuda (editore), Joji Hayashi (saggista, esperto di cultura Meiji) e Hinako Sugiura (fumettista, esperta di cultura Edo, scomparsa nel 2005). Nei vent'anni da allora, i membri della Società hanno svolto viaggi di studio in tutto il Giappone, avvalendosi della eventuale collaborazione di Ministero dei Trasporti, enti locali, compagnie ferroviarie o associazioni private. Inoltre, i soggiorni hanno lambito vari paesi asiatici come Cina o Vietnam, o si sono svolti in ambito europeo, in Italia, Francia, Inghilterra e Germania.
Le riflessioni scaturite dalla mole dei dati risultanti da una tale attività sul campo ha ispirato e continua a influire sulla progettazione urbana, il mondo dell'architettura, dell'arte o della letteratura, ovvero sulla cultura giapponese in genere, attraverso libri e riviste, televisione o conferenze.
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    Project details
    • Year 2006
    • Status Temporary works
    • Type Exhibitions /Installations
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