Riqualificazione di Piazza San Ciro

Vincitore del concorso internazionale di progettazione ''Riqualificazione di Piazza San Ciro'' Portici / Italy / 2008

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Premessa

- Recupero e valorizzazione degli assi storici mediante l’alleggerimento del traffico veicolare di superficie e formazione di un ampio sagrato, nitidamente delineato, davanti alla chiesa di San Ciro.

- Formazione di una quinta trasparente, ma consistente, sul lato sinistro di via Libertà, quasi a rimarginare la sottrazione dell’ala storica di palazzo Capuano avvenuta negli anni ‘50.

- Realizzazione di un sistema di connessioni pedonali e veicolari tra la superficie della piazza e il piano di viabilità e parcamento sotterraneo molto semplice e il più possibile luminoso ed aperto.

- Determinare una sequenza ed articolazione di spazi urbani dove la complessità, l’intensità e la promiscuità dell’uso non escludano, anzi si incrocino con episodi di suggestione ambientale ed artistica, di grande impatto emozionale (le grandi sculture, le trasparenze del portico sulla vasca d’acqua e la torre telematica, lo zoccolo basamentale del sagrato con gli squarci di luce, ecc.).

- Evitare allestimenti leggeri e superficiali, segni effimeri, evitare un approccio decorativo e di mero abbellimento e perseguire invece, con materiali duraturi, sobri e in linea con la tradizione costruttiva, la formazione, si passi l’ossimoro, di un vuoto solidamente configurato nel contesto urbano, caratterizzato da forme semplici e forti materialità.


Recupero e valorizzazione degli assi storici

L’esigenza si fonda sul riconoscimento delle tracce più significative della città storica, dalla sua formazione medioevale (Via Sessa, via Casaconte, via Università) fino alla sua crescita sette-ottocentesca (la strada borbonica, corso Umberto I°) che segnano i periodi più nobili ed interessanti della stratificazione urbanistica di cui è bene conservare le impronte fondanti, al pari degli episodi architettonici.

A partire dalla carta del Duca di Noja (1775) e quella ottocentesca del Real Officio Topografico (1817) e degli Aspiranti Topografi del periodo postunitario (1870), vediamo come lentamente si determini la formazione dell’attuale invaso (demolizione dell’isolato di fronte alla chiesa prima e il tracciato del corso Umberto I°, poi) che, pur mantenendo inalterati gli altri assi viari, risulta fortemente segnato dall’intervento tardo ottocentesco nei volumi dell’esedra , lato sud ovest della piazza.

Qui la necessità e il gusto della rappresentazione scenografica, tipico della costruzione della città borghese dell’ottocento, trovano nella impaginazione delle facciate dei due edifici d’angolo una realizzazione compiuta e, di fatto, molto caratterizzante e non modificabile.

Il nostro progetto mantiene i segni di tutta l’armatura viaria storica come si è venuta a delineare nel tempo, valorizzando la funzione degli assi più antichi (via Sessa, via Casaconte, via Università) e di quello più pregiato sul piano paesistico-ambientale (corso Umberto I°), alleggerendone il transito veicolare attraverso la formazione di ZTL.

Dalla conservazione e valorizzazione del tracciato storico discende il disegno dell’ampio sagrato davanti alla cattedrale, uno dei punti chiave della articolazione planivolumetrica del nostro progetto.

Qui, infatti, si determina un grande livello basamentale sul piano d’ingresso della chiesa, quasi a costituire una sorta di stilobate sul quale si staglia, nitida, la facciata del tempio. Gli antichi gradoni, ora annegati in un indistinto intrigo di quote e materiali diversi, vengono recuperati e ricollocati in uno dei due punti di risalita (quello sul fronte principale o l’altro laterale, lato palazzo Andreassi).

La forma molto semplice di questo piano basamentale è determinata dalla linea della viabilità a valle che delimita, in modo netto e riteniamo efficace, l’area esclusivamente pedonale da quella veicolare ( seppure a traffico limitato e controllato).

Una serie di intagli nella zoccolatura, leggermente accentuati rispetto alla proposta di prima fase, ne evidenzia lo spessore e l’effetto di radicamento con il suolo , quasi ad indicare un vago piano bastionato che con la sua impronta riconduce ad ordine tutte le differenti quote e situazioni al contorno.
Il disegno della pavimentazione è regolato dagli spartiti strutturali che scandiscono la navata centrale e quelle laterali.


L’alleggerimento del traffico in superficie

Prevediamo che il traffico su via Università (tratto S. Ciro- Reggia) e corso Umberto I° venga riservato ai soli residenti, mezzi pubblici, di servizio ed emergenza, con portali di controllo agli innesti.

Il traffico di attraversamento (eventualmente anche quello pubblico di tipo pesante, autobus) può essere smistato a valle, su via Granturco - via Marittima e, a monte, via Libertà (in sottopasso nella piazza).
In tal modo, il quadrilatero compreso tra via Università, Corso Umberto I°, via Marittima e via Roma (confine di Ercolano) - vale a dire una delle porzioni più pregiate del territorio cittadino (comprende tra l’altro il bosco inferiore e la reggia) - resta più protetto sul piano del comfort ambientale e meglio disponibile per una funzione d’eccellenza legata alla cultura e al tempo libero.

Se il traffico di attraversamento est-ovest viene dirottato su via Granturco, il volume residuo più consistente resta quello diretto a nord (via Libertà- autostrada). Prevediamo, al riguardo, che questo venga smistato in sottopasso, unitamente a quello proveniente in senso opposto da via Casaconte, a quota m. 23.00, dove sono posti anche gli accessi ai parcheggi e il servizio taxi.

In tal modo, la superficie della piazza risulta effettivamente alleggerita e disponibile ad un uso pedonale per un numero significativamente grande di persone.

Parcheggi interrati e sistema degli accessi

Confermiamo i due parcheggi interrati prefigurati nella prima fase
- uno a rotazione, pubblico, coincidente all’incirca con l’impronta della piazza;
- l’altro privato/convenzionato, di tipo pertinenziale, a box, ricadente per gran parte nell’area prevista dal PRG , con connessioni in area pubblica; questa configurazione planimetrica, che probabilmente comporterà una specifica disciplina o procedura negoziata, sembra garantire un buon livello di funzionalità e di integrazione con il più generale flusso della viabilità, in superficie e in sottopasso.

Oltre a questi, abbiamo individuato un’altra area di parcheggio riservato, ubicato alla quota della viabilità di sottopasso, e dedicato alle forze di polizia, amministratori, ecc.

Tutti i parcheggi sono serviti, sia a livello pedonale che veicolare, da un sistema di accessi al 1° livello interrato che:
- non determinano interferenze all’estradosso sulla superficie libera della piazza;
- non richiedono ulteriori varchi carrabili superiori;
- mantengono la distinzione funzionale fra i due parcheggi ;
- sono compatibili con il sistema di risalite dalla piazza e ben inserite negli ambiti pedonali e residenziali al contorno;
- consentono la rapida connessione e disimpegno dell’area taxi e servizi.
Le risalite pedonali a livello piazza (contenenti anche un impianto ascensore per il trasporto disabili), in numero di due, sono ubicate:
- sotto al porticato lato via Libertà, in apposito vano vetrato;
- sotto al sagrato, lato palazzo Andreassi, da vestibolo di ingresso direttamente illuminato dalle feritoie incise sullo zoccolo basamentale che, peraltro, illuminano anche la sottostante area taxi e servizi.


Rapporto morfologico edifici-spazio pubblico

Nell’attuale configurazione planivolumetrica, sia la chiesa di S. Ciro che il palazzo Andreassi e le cortine a margine di via Libertà, stabiliscono un debole rapporto morfologico con gli spazi antistanti, caoticamente delineati.
Il progetto ne definisce, con tratti semplici e nitidi, nuovi limiti e piani, introduce materiali omogenei e orditi regolari per i manti di pavimentazione, in coerenza con le caratteristiche storiche ed architettoniche del costruito e libera di tutte le superfetazioni ed interferenze i piani delle facciate, in un arioso rapporto di lettura delle architetture.

Per queste, naturalmente, si auspica un generale piano di restauro che, nel rispetto della materia storica pervenutaci, definisca una corretta strategia di conservazione in un quadro di controllo formale, critico ed estetico, non appiattito sul mimetismo stilistico o su arbitrarie ed estese riconfigurazioni.
Allo stato, riteniamo, in linea del tutto generale ed esemplificativa che, per esempio, per Palazzo Andreassi vada ricercata, sulla base delle tracce ancora esistenti degli originari sbozzoni aggettanti di tufo (che costituivano la sottostruttura muraria per configurare le mensole decorative dei vani di facciata) una soluzione di impaginazione superficiale che riproponga, seppure per inviluppi semplificati, le cornici e la riquadratura delle bucature e della grossa cornice di gronda; oppure l’allineamento dei vani, compresi quelli del livello di copertura (semmai questi riproposti come semplici bucature, fortemente chiaroscurate da un largo imbotto murario); rigore nel disegno e nei materiali degli infissi esterni; regolarizzazione delle aperture al piano terra e controllo nei serramenti, portale e portone di ingresso;
sistemazione delle gronde e pluviali; intonaco esterno del tipo tradizionale con coloriture adeguate.

Il restauro di Palazzo Capuano richiederebbe studi e ricerche talmente approfondite che non ci sembra il caso neanche di prefigurare possibili azioni esemplificative. Tuttavia, riteniamo che, qualunque sarà il livello espressivo della compagine muraria una volta restaurata, la sarcitura che viene richiesta a margine di via Libertà, quella cortina interrotta che manca allo storico invaso deve essere oggi riproposta in termini di assoluta leggerezza e sobrietà, in allineamento con il vecchio edificio e, particolarmente, con la linea della grossa cornice in pietra scura che segna il livello del piano nobile.

Per questo abbiamo disegnato un nuovo porticato che scandisce, con il ritmo serrato delle colonne alte fino alla pensilina (impostata appunto sul medesimo livello della cornice di pietra), uno spazio aperto, con vista sul giardino pensile retrostante, nel cui invaso pedonale riservato e protetto si trovano una vasca con zampilli e giochi d’acqua a raso pavimento, sculture e sedute in pietra.

Rapporto sculture- architettura

Confermiamo i tre punti, già indicati nella precedente fase, dove installare alcune grandi sculture:
- nel vertice del basamento pedonale, a lato del sagrato;
- in uno dei due fuochi dell’invaso ellittico che introduce al corso Umberto I°;
- nell’area delimitata dal nuovo porticato, lato sin. di via Libertà, a margine di una vasca d’acqua, dove peraltro c’è spazio anche per altre opere da selezionare fra gli scultori vesuviani.
Abbiamo pensato alla realizzazione di alcune opere di Bruno Galbiati, omaggio al noto artista porticese scomparso nel 2001, e ad una originale, libera interpretazione di un gruppo scultoreo classico, le Veneri di Cirene, che racconta il mito della bellezza; interpretazione resa come frammento-citazione di grande dimensione. Del gruppo originario si perde una figura e le due restanti sono rappresentate mutile, quasi una memoria archeologica, una bellezza appunto mutilata, incompleta ma, tuttavia, ancora viva e a tratti prorompente. E’ la metafora del territorio vesuviano la cui bellezza, un tempo fulgida e perfetta, oggi - pur intaccata, oltraggiata, diminuita ed inquinata - ancora resiste e traspare, ancora è capace di affascinare.
Le due figure, da realizzarsi una in pietra e l’altra in bronzo con inserti e lamine di metallo dorato, alte circa 6 mt..compreso il basamento, sono poste su un piano da cui spiccano in posizione contrapposta.
Le sculture oltre il portico si vedono in trasparenza da molti punti della piazza, leggiadra animazione di uno spazio dove la luce, anche quella artificiale sapientemente controllata per lo scenario notturno, e l’acqua giocheranno un ruolo di forte suggestione.

La figura femminile posta sul triangolo emergente dal basamento del sagrato segna l’invito al varco di risalita pedonale dal piano della viabilità e servizi sottostante.


Caratteristiche dimensionali e funzionali

- Area d’intervento mq. 8.800,00
- Superficie pedonale in copertura 5.760,00
- Superficie carrabile in copertura 3.040,00 ( compreso le rampe esterne)
- Viabilità in sottopasso a quota m. 23,00 (media) mq. 1.250,00
- Area taxi, servizi, risalite e parcheggio riservato per 19 p.a. a quota m. 23,00 mq. 1.100,00
- Parcheggio a rotazione ( 2 livelli interrati) n. p a.157
- Parcheggio pertinenziale ( 3 livelli interrati) n. box 51 + servizi e locali tecnici
- Torre tecnologica- sup. d’impronta mq. 25,00 H.= m. 21,00


Team di progettazione

- Prof. Arch. Carlo Aymonino
- Arch. Francesco Bocchino
- Arch. Salvatore Solaro
- Ing. Rocco Antonio Gravinese
- Arch. Antonio Capone
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    Project details
    • Year 2008
    • Client Comune di Portici
    • Status Current works
    • Type Public Squares
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