Padiglione Olanda - Vedere è sapere. La prospettiva nell'architettura olandese

Venice / Italy / 2006

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Sin dal diciassettesimo secolo gli architetti olandesi hanno rappresentato le città da una posizione che consentiva loro di godere di una prospettiva generale, con lo sguardo puntato verso il futuro. La città olandese viene vista come un ambiente omnicomprensivo destinato ad essere abitato, lungi dall'idea di una raccolta di oggetti privi di correlazione. In occasione della 10° Biennale internazionale dell'architettura di Venezia, ispirata al tema "Metacity", i Paesi Bassi presentano nel Padiglione Rietveld una ricerca dedicata alla prospettiva nella città, con particolare riferimento ad Amsterdam. Il contributo olandese, intitolato "Vedere è sapere - La prospettiva nell'architettura olandese", è a cura dell'Istituto olandese per l'architettura (NAi). La mostra potrà essere visitata a Venezia da domenica 10 settembre a domenica 19 novembre 2006.

Disegni meravigliosi
La mostra "Vedere è sapere" è composta da una serie di opere tratte dalla collezione di architettura storica e contemporanea dell'Istituto olandese per l'architettura, completata da alcuni prestiti messi a disposizione da architetti contemporanei. Una selezione dei più straordinari disegni di due secoli di storia dell'architettura olandese mette in luce come l'architettura possa rappresentare la città come un luogo da vivere, capire e forse addirittura dominare. I disegni in prospettiva rappresentano uno strumento per disporre di una visione globale della metropoli, mostrando al contempo la bellezza e la potenza del progetto.

Viste della città
La prospettiva ha garantito la grandezza dell'arte e dell'architettura olandesi. Il fascino dell'arte olandese del diciassettesimo secolo è il risultato di una chiara ed esplicita organizzazione degli oggetti quotidiani in una composizione dalla solida costruzione territoriale. La rete di canali di Amsterdam rappresenta forse il migliore esempio in questo senso: grazie ai disegni in prospettiva e alla camera oscura gli artisti sono stati in grado di rappresentare sia gli interni che le viste della città con il massimo realismo. La pittura del diciassettesimo secolo ci ha regalato il controllo sulla realtà edificata.

Alla fine del diciannovesimo secolo l'architettura olandese si è sviluppata sino a diventare una disciplina indipendente. Con il disegno in prospettiva gli architetti sono stati in grado di cogliere in una sola in immagine le metropoli in rapida crescita. H.P. Berlage ha raffinato questa tecnica, che gli ha consentito di ritrarre un intero quartiere - il Piano Sud di Amsterdam - in un'ottica del tutto coerente. Negli anni successivi gli architetti olandesi sono diventati maggiormente ambiziosi e astratti nel proprio metodo, progettando e rappresentando intere nuove città e addirittura nuova terra: edifici e spazi intermedi in una composizione che abbraccia la planarità del paesaggio olandese. Gli anni settanta sono stati il periodo della reazione, con architetti come Aldo van Eyck che hanno diffuso il verbo della misura umana, con una particolare attenzione al quotidiano nei progetti. Foto e collage diventano parte integrante della prospettiva, con cui l'architetto offre una rappresentazione frammentata ma decisamente personale della città.

In tempi più recenti il computer ha fuso le diverse tecniche della prospettiva in un'animazione senza soluzione di continuità. Architetti come Rem Koolhaas presentano progetti digitali che consentono di variare all'infinito il territorio, mentre studi come MVRDV utilizzano lo spazio virtuale per dare forma ai concetti. I disegni non offrono più uno sguardo sul futuro, ma rendono l'imprevedibilità della città.
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    Project details
    • Year 2006
    • Status Temporary works
    • Type Exhibitions /Installations
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