AMBULATORI MEDICI

2° Premio Civezzano / Italy / 2014

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“…un sito che viene interpretato dal nuovo progetto come un importante tassello di completamento del tessuto storico, caratterizzato da asimmetrie, disallineamenti e inclinate che seguono l’orografia e le pieghe di una città minerale fatta di variazioni e frammentazioni continue, tracciati e sovrapposizioni inaspettati.Si tratta di costruire sequenze visive attraverso le variazioni formali prodotte dall’opera, di stabilire punti di vista e allineamenti in grado di proiettare il progetto al di fuori del perimetro assegnato, sviluppando un’idea di paesaggio integrata, all’interno della quale ogni singola architettura svolge il ruolo di elemento capace di riprodurre il riverbero silenzioso di questo habitat alpino dotato di un’urbanità unica.”


 


_L’architettura ed il riverbero del paesaggio


Il contesto di Civezzano ha una struttura planimetrica all’interno della quale parti urbanizzate ed elementi naturali si sovrappongono in un equilibrio fragile, una successione spaziale di vuoti e pieni molto articolata, estremamente ricca di variazioni costituite da fasi di alternanze tra spazialità compresse e chiuse tra gli edifici con improvvisi scorci sulle vallate circostanti. Si tratta di un’ambivalenza molto importante che suggerisce la compresenza di una doppia scala di lettura di ogni architettura: il rapporto urbano dell’opera, che deve risolvere gli allineamenti con il fronte stradale e i rapporti volumetrici tra gli edifici circostanti, e contemporaneamente la maestosa scala del paesaggio montano, che compare spesso incorniciato tra le facciate degli edifici, o oltre la cortina costruita. Qui il paesaggio appare come una grande quinta mutevole attraverso le stagioni, in grado di trasformarsi in completamento ed estensione dell’immagine architettonica. L’area di progetto è pienamente immersa nella struttura appena descritta, un lotto stretto ai lati tra: un interessante e articolato edificio antico in pietra ad est e un più recente edificio residenziale a ovest, ma completamente aperto a sud sulla suggestiva Valsugana. Un sito che viene interpretato dal nuovo progetto come un importante tassello di completamento del tessuto storico, caratterizzato da asimmetrie, disallineamenti, e inclinate che seguono l’orografia e le pieghe di una città minerale fatta di variazioni e frammentazioni continue, tracciati e sovrapposizioni inaspettati. Il nuovo progetto reinterpreta il tema della variazione contenuto all’interno del nucleo storico, attraverso la deformazione di una pianta regolare, dando origine ad una forma molto compatta, un corpo solido, attentamente scolpito al fine di produrre un’architettura attenta all’interazione percettiva tra l’osservatore e il paesaggio sullo sfondo. Si tratta di costruire sequenze visive attraverso le variazioni formali prodotte dall’opera, di stabilire punti di vista e allineamenti in grado di proiettare il progetto al di fuori del perimetro assegnato, sviluppando un’idea di paesaggio integrata all’interno della quale ogni singola architettura svolge il ruolo di elemento capace di riprodurre il riverbero silenzioso di questo habitat alpino dotato di un urbanità unica.


_La duplice spazialità esterna e il carattere materico dell’opera


Aspetto centrale è apparso in fase progettuale il posizionamento planimetrico dell’edificio del nuovo centro servizi sanitari. Il sito infatti ha due affacci principali: nord e sud con caratteristiche molto diverse. Il primo più pubblico, stabilisce un rapporto con il fronte stradale di via Telvana, dove è stato individuato un allineamento parallelo in continuità con la cortina di case presenti, il secondo dal carattere più aperto, di spazio sociale, è organizzato come luogo d’incontro e contemplazione grazie al disegno di una piccola piazza belvedere affacciata sulla Valsugana. Questa duplice spazialità esterna permette anche di sviluppare il programma assecondando le diverse vocazioni funzionali: la farmacia a stretto contatto con i flussi di connessione urbana, gode infatti di un’ottima visibilità e di una costante autonomia rispetto agli spazi ambulatoriali posizionati al piano primo, accessibili attraverso l’ingresso a sud, dalla nuova piazzetta. Il progetto insiste su un’idea di architettura altamente site specific, attenta al processo integrazione urbana e paesaggistica, in una continua ricerca attraverso il disegno di un equilibrio compositivo dove la giustapposizione delle parti si traduce in una ibridazione del nuovo con le preesistenze, e nella reinterpretazione dei temi che le architetture di Civezzano custodiscono silenziosamente. In questa direzione procedono anche le scelte materiche: le facciate di intonaco chiaro possiedono una granulometria grezza abbinata ai piedritti lapidei che incorniciano le aperture e danno profondità alle murature. Aspetti rintracciabili nel disegno delle facciate locali, dotate spesso di variazioni dimensionali e di disallineamenti attentamente ridefiniti nell’opera proposta.


_Strategia del programma


La strategia rispetto al programma funzionale mira a distribuire coerentemente rispetto ai diversi livelli di accessibilità e di connessione le destinazioni d’uso, ragionando sulle necessità di movimento e di autonomia delle parti. Il progetto pone l’edificio dedicato al nuovo centro sanitario in posizione mediana rispetto al lotto, questo per introdurre due diverse accessibilità: una dedicata ai pedoni posta a est, confinata tra il nuovo edificio e un vecchio muro in pietra, ed una carrabile ad ovest con una rampa che connessa al livello interrato dei parcheggi. Questa importante scelta di sfruttare il profilo orografico inclinato del suolo per posizionare, alla quota interrata, i parcheggi richiesti (34 stalli), permette di liberare il sito dai flussi veicolari in superficie e di organizzare al livello superiore una piccola, ma importante piazzetta belvedere, uno spazio vitale di relazione, che da qualità agli affacci dell’edificio stesso. Qui sarà possibile sostare, e godere del paesaggio all’interno di un piccolo spazio pubblico, disegnato dalla presenza di pochi semplici elementi: alcune panche in legno, due vasche in pietra che ospitano elementi vegetali ed un fontana. Si tratta di lavorare con i caratteri riconoscibili di una urbanità montana attenta sempre alla sensibilità materica e all’equilibrio dei segni, anche i più apparentemente marginali. Il progetto è incentrato intorno ad una duplice spazialità: aperta e parallelamente introversa in alcuni ambiti che richiedono riservatezza. E’ apparso dunque naturale posizionare al piano terra le funzioni del programma che necessitano di un elevato grado di accessibilità come la farmacia e la sala polifunzionale, elementi che occupano i due fronti opposti dell’edificio; distribuendo invece al piano superiore i diversi ambulatori e uffici, garantendo così un certo grado di discrezione e autonomia a tutela dei pazienti.


 

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    “…un sito che viene interpretato dal nuovo progetto come un importante tassello di completamento del tessuto storico, caratterizzato da asimmetrie, disallineamenti e inclinate che seguono l’orografia e le pieghe di una città minerale fatta di variazioni e frammentazioni continue, tracciati e sovrapposizioni inaspettati.Si tratta di costruire sequenze visive attraverso le variazioni formali prodotte dall’opera, di stabilire punti di vista e allineamenti in grado...

    Project details
    • Year 2014
    • Work started in 2014
    • Work finished in 2014
    • Status Competition works
    • Type Hospitals, private clinics
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