Bastione Poligonale del Castello di Treviso

Primo Premio ex-aequo ''Il Bastione poligonale del Castello di Treviso'' Treviso / Italy / 2008

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Incastrato tra vecchi e moderni sistemi viari, questo tratto di mura è forse l’ultimo, ma il più importante luogo dimenticato della città. Qui la mobilità segna profonde incisioni, taglia, separa il recente sistema urbano da
quello storico. La città rivuole questo luogo per se, ne ha bisogno, dall’interno cerca uno sguardo rinnovato, dall’esterno vuole delle infrastrutture più efficienti e accoglienti.

L’area racchiusa dentro i lati del poligono e dal corso del Sile è un spazio che porta tutti i segni della storia più recente, delle incursioni e degli abbandoni della modernità. Il muro non serve più a difendere la popolazione dagli invasori, a gran voce chiede almeno di poter essere di nuovamente il contenitore, il punto di riferimento per la vita dentro e fuori l’antico limite sud di Treviso.

E’ nell’intento di contrastare le separazioni di questo luogo, che l’idea di progetto disegna nuove funzioni, rinnova i luoghi della mobilità e traccia nuove fluidità; immaginando spazi per il lavoro associati alla cultura e all’intrattenimento, cerca di guarire questa ferita. Pensa al futuro della città attraverso la valorizzazione della parte più creativa della popolazione, credendo nella potenzialità economica che l’interesse per l’arte può produrre, anche al di fuori delle mura cittadine.

Dunque, la scelta di affidare all’abbraccio di questo specifico tratto di fortificazione una sede per lo sviluppo della cultura musicale, considerando che ”L’inclinazione naturale per la musica traspare fin dalla prima infanzia, è palese e fondamentale in tutte le culture e probabilmente risale agli albori della nostra specie. …Può essere sviluppata o plasmata dalla cultura in cui viviamo, dalle circostanze della vita o dai particolari talenti e punti deboli che ci caratterizzano come individui; ciò nondimeno, è così profondamente radicata nella nostra natura da imporci di considerarla innata…” (O. Sacks “Musicofilia”), e in questo senso, convinti che emozione, memoria e identità, intrecciandosi ci definiscano.

Le scuole e i luoghi della musica stanno nell’intorno della città di Treviso, raramente dentro di essa; sarà dunque possibile pensare ad uno spazio all’interno di questo spazio dove la musica moderna di qualità offra opportunità di lavoro, anche attraverso il coinvolgimento di altre culture sonore? Sarà dunque possibile stilare un programma, un calendario musicale che scandisca il passare tempo della città del futuro?

L’idea di progetto si propone di individuare un principio che consenta di mettere
insieme, per l’area interna al Bastione e per le quelle contermini, le funzioni della formazione musicale, dello spettacolo e dell’intrattenimento, anche attraverso l’utilizzo dello spazio aperto e delle molte aree verdi, sfruttando a pieno la vicinanza ai principali sistemi di comunicazione e alle zone strategiche, disegnando così un luogo nuovo all’interno del tessuto storico, ma a servizio di un più ampio ambito.

Ridefiniamo i volumi all’interno del Bastione, ritracciamo i percorsi e diamo forma e ordine agli spazi aperti verdi e non, reinventiamo un terminal ferroviario e degli autobus in un unico complesso, creiamo una gerarchia e nuova collocazione al sistema viario, oltre all’individuazione ulteriori luoghi di sosta per i veicoli, credendo fino in fondo che questa porta di accesso alla città debba garantire la necessaria scorrevolezza dei transiti, ma ancor di più diventare un vero luogo dello scambio, della comunicazione e non ultimo quello dell’accoglienza.

La composizione dei nuovi volumi è governata dei tracciati verdi, i percorsi, alla
ricerca di nuove fluidità, si scompongono e ricompongono prendendo a prestito le direzioni di muri del poligono, l’invenzione di questo scambio crede di poter unire in maniera indissolubile l’interno e l’esterno del bastione.
Lo fa di giorno e di notte pensando che un luogo come questo non possa mai dormire.

I percorsi, l’accessibilità e il nuovo terminal

La ridefinizione dei tracciati viari di questa parte di città si rende necessario, lo
facciamo con la separazione dei percorsi lenti da quelli veloci, portando ad una quotapiù bassa quest’ultimo, insieme al trasporto pubblico extraurbano su gomma, nel tentativo di migliorare la scorrevolezza del traffico, eliminando la viabilità sopraelevata possiamo restituire grandi aree verdi e costruite, oggi fortemente penalizzate dalla limitata accessibilità visiva e fisica. Costruiamo un nuovo terminal ferroviario che insieme a quello delle corriere, posto ad un livello inferiore, distribuirà le persone in transito, in arrivo ed in partenza, garantendo loro adeguati spazi di sosta per le auto, mentre i percorsi pedonali ad alta fluidità uniranno tutte queste funzioni. In particolar modo il terminal ponte cerca di unificare le due parti di città da sempre divise dai binari della ferrovia. Il sistema del terminal, dotato di spazi commerciali e direzionali diventa un luogo del lavoro che ha come tema lo scambio e la ricerca di nuove
opportunità, sempre in partenza e in arrivo, in un ritmo quasi incessante, dalle
stazioni dentro le città.

I percorsi pedonali sono però i veri protagonisti di questa riqualificazione, l’idea è quella di riportare alla misura dell’uomo le vie di accesso alla città, l’auto non può e non deve più spaventare, la gente in arrivo e partenza dal terminal deve potersi muovere in piena libertà, accedere agli spazi aperti per cercare itinerari alternativi e scoprire nuove fruibilità.

Ridefinizione dei volumi, delle funzioni e degli spazi all’interno del Bastione

All’interno del Bastione i volumi hanno una prevalente destinazione culturale, con un unico filo conduttore: la musica. Sono spazi dedicati all’insegnamento, alla pratica, alle attività di servizio (sale di registrazione, prove, spazi commerciali, ecc.) ed allo spettacolo. Un’importante area è riservata ad ospitare le attività di formazione, collocata più vicina al fiume, è un luogo pensato come un insieme di contenitori, tutti affacciate al fiume e alla città, perché la musica possa attrarre il maggior numero di fruitori e spettatori. Vicino uno spazio disegnato per ospitare gli spettacoli, sistemato in una posizione protetta, è un solido introverso dove si realizzano i sogni, poco
traspare all’esterno di ciò che avviene dentro, qui bisogna entrare ed essere coinvolti nella rappresentazione della fantasia. Il volume immaginato è quello di un meteorite che conficcato nel terrapieno, mantiene nella parte superficiale un cristallo, altro non è che un lucernario, l’unico oggetto visibile all’esterno del Bastione, un elemento fluttuante che al di sopra del livello della grande muratura segnalerà quando la macchina dello spettacolo è in funzione.
Infine, un volume riservato ad una attività ricettiva alberghiera chiude l’area rispettoagli edifici posti a nord-ovest. I volumi descritti dialogano con lo spazio apertoconfinato dalle antiche mura, il terrapieno pensato da fra Giocondo, gradualmentediventa anch’esso un luogo per lo spettacolo, dove delle lievi increspature verdi sono le sedute per gli spettatori, mentre un muro d’acqua fa da quinta alla cavea che così si genera. Di fronte a tutto questo, un ulteriore spazio aperto connette in dissolvenza il costruito con il fiume e l’altra sponda, alla quale si accede direttamente con un nuovo ponte pedonale. La geometria di questa superficie è la stessa che genera i volumi della formazione, un’unica composizione musicale che ha come note le forme della pavimentazione e degli elementi verdi.

Tutti gli spazi aperti sono permeabili e caratterizzati da percorsi e luoghi di sosta, un altro tassello va ad aggiungersi al percorso di visita della cinta muraria, che tanto caratterizza questo capoluogo di provincia.

Il sistema acqua-verde

Di certo non si può fare a meno di pensare che, il corso del Sile e le sue aree verdi, anche di questa parte di territorio, sono anche delle più grandi risorse e che la sua valorizzazione sia un atto obbligato per la riqualificazione dell’intera area.

L’idea è che una percorso in legno, che in certi punti esce a sbalzo sul fiume, in altri invece rientra, restringendosi o allargandosi in zone di sosta-affaccio sul fiume, in particolare dove si intercettano gli assi trasversali di connessione, dove però è ecessaria la completa liberazione dai vari parcheggi che oggi bloccano l’accessibilità fruizione sia visiva che fisica al fiume. Allo stesso modo è trattato il percorso chesegue il tracciato del canale della Polveriera, sua prosecuzione naturale verso il terminal della stazione ed il parco, qui i materiali hanno un’evoluzione: dal legno passiamo al ghiaino e poi alla pavimentazione più dura, il passaggio è graduale, dal fiume alla città, il percorso segue l’andamento del corso d’acqua, ma si dimostra più rigido con una geometria più marcata differenziandosi volutamente dalla sinuosità
delle vie d’acqua, una geometria che scompone le mura, in un percorso dove le stesse sedute possono essere lette come blocchi che si staccano e vanno ad inventare questo tracciato. La proposta conta anche di una piantumazione di specie arboree tipiche del fiume Sile, che accompagnano la via d’acqua e incontrandosi/scontrandosi con la piantumazione più urbana formerà la griglia di supporto per l’assetto e l’orientamento dei fabbricati all’interno dell’area del Bastione.

Conclusioni
L’idea di progetto pensa di aver risposto alle domande poste nella premessa, con ambizione pensa di poter re-inventare, modificare, ridisegnare questo luogo, farlo diventare nella sua globalità un luogo della collettività, con i mezzi della musica costruire un ritmo che faccia da colonna sonora allo spazio urbano.
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    Project details
    • Year 2008
    • Status Current works
    • Type Urban Renewal
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