Riqualificazione di Villa Palazzola e del Parco a Stresa 1° premio ex-aequo

1° PREMIO ex-aequo Stresa / Italy / 2006

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IL TEMA
Un’esistenza che muta. Un campo di relazioni e forme, in passato circoscritte alla sfera privata si apre ora ad una condizione pubblica.

PRINCIPI GENERALI DI PROGETTO
Il riuso di un organismo architettonico, cioè la sua conservazione vitale, pone come problema fondamentale di progetto l’individuazione e la definizione della natura e del grado delle trasformazioni che questo processo inevitabilmente comporta.

Conservazione e trasformazione, i due poli su cui il progetto opera, secondo un’ idea del fare architettura, che mantiene e propone come valori la sensibilità e la misura. Sensibilità come capacità di tradurre in forma artistica la conoscenza del tema e il pensiero progettuale, capacità di istituire un nuovo ordine dove i segni della storia e i segni della contemporaneità trovino nella loro compresenza la maggiore ampiezza di significato e il più alto grado di qualità estetica e funzionale. Misura come componente razionale ed etica indispensabile a far vivere la forma artistica nella specificità dell’architettura, considerando le istanze materiali, economiche e sociali, al fine di garantire la sostenibilità della costruzione, la sua gestione e manutenzione nel tempo.

Ciò che il progetto intende conservare e salvaguardare e che traspare come implicita richiesta nel tema di concorso è la peculiarità di un sistema paesaggistico storico, la cui immagine è costituita dalla tipicità dei caratteri dell’architettura e del giardino che la costituiscono e dalla tipicità delle loro relazioni. La valenza trasformativa agisce attraverso i segni della contemporaneità su alcuni tipi storici che il progetto ripropone, reintepreta e risignifica alla luce di nuovi ruoli e funzionalità.

Nella nostra filosofia di intervento il segno progettuale cerca di stabilire e manifestare una rigorosa connessione tra contenuto e forma, libero dall’urgenza di un linguaggio protagonista o esibito come in tanto acritico formalismo presente nell’eclettismo storico di maniera e in diverse tendenze dell’ architettura contemporanea.

PRINCIPI, FORME E FUNZIONI
Dal punto di vista formale e in risposta alle istanze di rappresentatività e simbolicità che il bando pone tra i valori fondamentali della nuova realtà, il progetto individua e riprende come carattere peculiare della villa esistente, la compostezza classica che informa il volume, la spazialità interna e l’apparato decorativo, distinguendo così il carattere di quest’edificio rispetto al diffuso linguaggio eclettico che connota molte delle realizzazioni ottocentesche del tipo architettonico villa in questo ambito culturale e territoriale. Il carattere della villa diventa elemento morfogenetico del progetto nel venire ripreso ed esteso agli elementi e alla composizione del giardino formale antistante la villa.

IL GIARDINO
L’ impianto complessivo ripropone uno dei caratteri storici presenti nei giardini di villa di questo territorio: la compresenza del giardino naturalistico e del giardino formale.
Il giardino naturalistico permane nell’area ovest, sud ed est, secondo il tradizionale abbraccio arboreo laterale e posteriore alla villa atto a garantire la sua riservatezza ed a costiutirsi come fondale per l’architettura. Il progetto botanico, che nel dettaglio appartiene ad un ulteriore grado di approfondimento di lavoro, si fonderà comunque sugli elementari principi di salvaguardia delle esistenze arboree notevoli, sullo sviluppo e valorizzazione dell’impianto esistente attraverso un intervento di pulitura del sottobosco e di una nuova piantumazione integrativa che consolidi il disegno delle masse vegetali presenti. All’interno di queste aree, nuove macchie a fioritura stagionale accompagneranno e qualificheranno cromaticamente il percorso di collegamento tra l’accesso sud, gli spazi esterni alla villa e la hall d’entrata alla Fondazione.

Il giardino formale, di nuovo impianto, si costituisce invece come segno nuovo e distintivo del progetto degli spazi aperti e dell’intero progetto di concorso, presenza strutturante l’area nord tradizionalmente aperta visivamente sul lago e sul paesaggio che qui offre le notevoli presenze storiche delle isole borromee.

Il progetto si muove così sul duplice registro della conservazione e della trasformazione, dove la prima si rivolge ai caratteri generali del sistema villa-giardino, nella salvaguardia del valore primario del paesaggio e della sua immagine a grande scala, mentre la seconda opera alla scala del giardino e dell’architettura reinterpretandone forme e tipi storici.

Il giardino e l’organismo architettonico, non manterranno tutti i connotati sin qui giunti e comunque diversi dagli originari, in quanto modificati dall’intervento di fine ‘800 della famiglia Belloni, diversità data dal suo essere segno e immagine di una esistenza nuova, quella offertasi come possibile nella contemporaneità, l’unica possibile alternativa ad un abbandono e ad una sua inevitabile perdita.

ELEMENTI DI TERRA
L’orografia del suolo del giardino, registra accanto alle morbide ondulazioni che accompagnano le sistemazioni naturalistiche dell’area ovest, il formalizzarsi geometrico e regolare dei lievi pendii erbosi inclinati, bordati dai viali e dalle sedute del giardino formale, eco contemporanea della morfologia di terrazzamento del suolo, che troviamo declinata storicamente nella aulica sistemazione dei giardini dell’ “Isola Bella”, qui presenti e intravisti in lontananza, ma anche lieve allusione di richiamo alle sistemazioni del lavoro agricolo e degli impianti florovivaistici che nell’ottocento con la loro attività diedero un contributo determinante alla costituzione dei giardini e del paesaggio di questo territorio.

ELEMENTI D’ACQUA
Attracco
Segno nell’acqua della nuova presenza della Fondazione. Corpo ligneo, semplice, sorretto da pali a forma di stelo, con la sommità luminosa, posizionato sull’asse della villa e integrato in modo organico al sistema esistente di scale attraverso la rimozione della parte centrale della balaustra e l’incastro tra i pilastrini esistenti. L’obiettivo è ottenere una presenza riconoscibile ma poco invasiva.

Vasca
Il tipo storico, presenza costante e caratteristica dei giardini formali, è qui riproposto nella sua posizione storica assiale alla villa, ma ruotata, dimensionalmente dilatata per il suo ruolo pubblico e reinterpretata nel suo rapporto fisico con l’architettura per l’ inconsueta tipologia di incastro nel basamento, che ribalta e porta ad estremo formale lo storico principio dell’unitarietà di disegno tra architettura e giardino all’italiana. Una affermazione perentoria ma pronunciata armonicamente attraverso la forma dell’ellissi, onda dinamica che dall’esterno invade e modella l’architettura del basamento e dall’interno della sala delle esposizioni temporanee, offre attraverso la vetrata un ritrovato sguardo sul paesaggio del lago, come opera presente e riconoscibile tra le diverse forme culturali e d’arte ospitate dalla Fondazione.

Seduta fronte vasca
Segno architettonico che amplifica l’onda ellittica dell’acqua, la solidifica nella pietra sottolineando il bordo erboso dell’ultimo terrazzamento. Luogo di sosta, studio e riposo, rivolto alla vasca, alla villa e all’affaccio della sala espositiva, alle diverse forme di espressione estetica presenti nella nuova realtà della Fondazione.

ELEMENTI DI ARCHITETTURA
La Villa
L’edificio principale e i corpi annessi della loggia coperta e della ex-cappella saranno oggetto di risanamento conservativo secondo apporti specialistici e un ulteriore grado di sviluppo del progetto. Il corpo di fabbrica della villa verrà minimamente modificato nella sua spazialità interna per garantire una corretta funzionalità e una adeguata rappresentatività al programma proposto dal bando.

Il basamento
Tipico elemento di continuità tra giardino e architettura, luogo tradizionalmente abitato esternamente ed internamente, che qui accoglie la nuova funzione espositiva temporanea mentre all’esterno dilata il terrazzo di copertura adeguando le sue dimensioni al ruolo pubblico che deve svolgere, articolandosi poi in diversi livelli che conducono al piano della vasca d’acqua. La balaustra di coronamento propone nei lati antistanti la villa forme tradizionali dove il disegno dei pannelli in ferro lavorato riprende per analogia il disegno del fregio di facciata, distinguendosi così dal parapetto di carattere semplice con lo zoccolo in muratura e lastra di vetro incastrata superiormente, elemento neutro che borda il terrazzo sul lato ovest lungo il percorso delle rampe inclinate dirette alla entrata della Fondazione.

Copertura entrata Fondazione
Unico volume aggiunto fuori terra, corpo stereometrico analogo al corpo della villa, che per dimensione e materiali presenta una elevata valenza rappresentativa. La sua superficie vitrea e neutra, ne fa una serra di luce che illumina naturalmente lo spazio ipogeo della hall e ne diffonde la luce artificiale verso l’esterno nelle manifestazioni serali. Sporge 4,40 mt. dalla quota 0,00 del basamento e copre il suolo della hall situato a quota –3,50.

Sedute giardino formale
Segno forte, che contiene a raso il prato soprastante e accompagna i viali trasversali di collegamento tra il percorso principale e l’attuale casa del giardiniere e la serra, la futura foresteria, generando a livello paesaggistico l’immagine dei terrazzi digradanti verso il lago.

Illuminazione
Gli steli luminosi che segnano l’asse villa e l’attracco,i faretti segnapasso lungo i percorsi principali e le aree pavimentate di sosta, il corpo vetrato della hall e i proiettori dal basso verso l’alto in corrispondenza delle zone di vegetazione più fitta, sono gli elementi principali del sistema di illuminazione, illustrati in un’immagine delle tavole di progetto.

Auditorium
Il duplice impiego per conferenze e concerti implica che i differenti tempi di riverbero richiesti, bassi per la parola e più lunghi per l’esecuzione musicale possano essere variati attraverso superfici mobili e di materiale dalle caratteristiche acustiche differenti sulle due facce. Soffitto e parete di fondo presentano una particolare geometria atta alla diffusione del suono. Per l’impianto di amplificazione della voce la radiazione è di tipo puntiforme con diffusori a pioggia a soffitto.

ACCESSI E PERCORSI
Accessi pedonali
L’entrata nord, a lago, costituisce l’accesso principale e più rappresentativo, il nodo di partenza del sistema dei nuovi percorsi del giardino, organicamente connesso al nuovo pontile di attracco. La nuova entrata pedonale a sud, segna sulla strada statale del Sempione, verso l’abitato, la presenza della nuova istituzione e si costituisce come accesso più diretto e funzionale. Il completamento del progetto prevede la realizzazione di una entrata pedonale diretta e autonoma dalla via Foscolo a servizio del corpo foresteria e uffici.

Accessi carrabili e parcheggi
L’entrata carrabile esistente e situata sulla strada statale del Sempione viene mantenuta a servizio del nuovo parcheggio interrato situato a quota –1.65 e costituito da 10 posti auto destinati al personale di ufficio (2), al presidente (1), al personale degli spazi espositivi e/o ai promotori culturali (6),a persona disabile (1). La sua area è di mq.315 inferiore alla quantità richiesta di 481 mq. pari ad 1/10 della volumetria della villa di mc.4810
Il completamento dell’intero progetto prevede un altro parcheggio interrato, con accesso dalla via Borromeo e posto sotto l’area del primo“terrazzamento”del giardino formale . L’area che ospita n° 35 posti auto su di una superficie di mq.800 ed è posta a quota –9,95 porta il valore ad un livello notevolmente superiore allo standard richiesto in quanto il volume complessivo comprensivo degli edifici foresteria è di mc. 6310 fuori terra e la dotazione totale parcheggi è di mq. 1115 pari ad 1/5,7 superiore ad 1/10 richiesto dall’art.1.7 delle N.T.A.

Percorsi pedonali
La nuova geometria del luogo e il disegno degli spazi aperti sono strutturati su due assi: l’asse della villa e il nuovo asse nord-sud. L’asse storico di relazione tra il fronte della villa e il lago permane, rarefatto, scandito e misurato visivamente nel suo sviluppo, dalla punteggiatura dei corpi illuminanti a stelo. Con la sua non percorribilità il progetto intende sottolineare e significare la mutata esistenza nel rapporto tra edificio e lago, il passaggio da una condizione privata ad una funzione pubblica, segnata questa, dal nuovo asse nord-sud che dallo stesso punto di partenza a lago, si divarica per cogliere all’altro estremo l’accesso dalla strada statale dopo essersi articolato in un sistema di percorsi organici di connessione tra la villa e i nuovi corpi funzionali. Ai due percorsi longitudinali si interseca il sistema dei percorsi trasversali, di percorso panoramico e di sosta offerta dalle sedute in pietra, secondo una rinnovata fruizione del rapporto tra paesaggio, giardino e architettura e una riconquistata relazione tra il giardino della villa e gli edifici su via Foscolo che il progetto propone come foresterie e abitazione custode.

PROGRAMMA FUNZIONALE E PROGETTO
Il progetto risolve il programma funzionale delineato dal bando di concorso attraverso la riorganizzazione degli spazi interni della villa, l’articolazione di nuovi spazi esterni e la formazione delle nuove addizioni ipogee atte ad ospitare quelle funzioni che per volumi e particolarità di fruizione non risultano ospitabili dalla spazialità esistente nella villa. L’ubicazione delle varie attività previste dalla Fondazione mira a conferire flessibilità e autonomia d’uso dei vari livelli costituenti l’organismo come condizione necessaria al raggiungimento di una più sostenibile gestione organizzativa ed economica delle varie attività.

Piano interrato (quota -3.50)

Livello ipogeo, che integra gli spazi di nuova addizione con gli esistenti della villa. E’ il cuore delle attività culturali della fondazione, caratterizzato architettonicamente dalla presenza della hall con la copertura vetrata, dall’auditorium con la sua sezione fluida e dallo spazio espositivo per mostre temporanee, aperto visivamente verso il giardino e il paesaggio. L’intero livello è funzionalmente autonomo rispetto agli altri ed è servito dall’esterno dal nuovo percorso rampa che dal giardino conduce alla hall.

Hall e bookshop Mq. 204
Spazi accessori e di servizio Mq.154
Auditorium Mq. 237 / 100 persone
Spazio espositivo mostre temporanee Mq.395

Totale Mq.990

Piano Terra ( Quota 0.00 )
Questo livello, posto in immediata relazione con gli spazi aperti e attrezzati del basamento e del giardino, è principalmente destinato alle attività collettive seminariali, di studio e di lettura, favorendo così la loro estensione all’ esterno. Il settore est ospita le aule per la didattica, la sala consultazione e multimediale, la biblioteca e archivio, il settore ovest gli uffici che trovano un’appendice nel piano mezzanino, la saletta di rappresentanza e gli elementi di collegamento verticale. L’intero livello è funzionalmente autonomo rispetto agli altri ed è servito direttamente dall’entrata sud del giardino posta sulla strada statale del Sempione e dall’entrata sud dell’edificio. Gli uffici possiedono anche un’entrata autonoma sita sul lato ovest dell’edificio, così come lo spazio biblioteca-archivio e consultazione – multimedialità, può costituirsi come entità utilizzabile autonomamente attraverso una entrata dall’esterno.

Uffici e rappresentanza Mq. 97
Aule didattiche Mq. 124
Archivio e consultazione Mq. 70
Spazi accessori e di servizio Mq. 90

Piano primo
Sale espositive permanenti n° 6 / 25 opere Mq. 190
Spazi di servizio Mq. 30
Spazi di relazione Mq. 30

Piano secondo
Sale espositive permanenti n° 6 / 25 opere Mq. 190
Spazi di servizio Mq. 30
Spazi di relazione Mq. 30

Il progetto prevede una compiuta articolazione del programma funzionale, da realizzarsi in una successiva fase, attraverso la riacquisizione e il conseguente riutilizzo della casa del giardiniere e dell’ edificio serra insistenti sul mappale 263, edifici da destinare a foresteria per docenti e studenti partecipanti alle attività della fondazione e per il turismo studentesco. Anche gli uffici e altri servizi come una piccola abitazione per il custode, verrebbero qui ubicati al fine di liberare completamente il piano terra della villa per le attività didattiche e seminariali. Questa fase è già prefigurata e caratterizza il progetto di concorso nella definizione del giardino formale di nuovo impianto situato nel settore est che attraverso i percorsi trasversali mette in collegamento l’organismo della villa con gli edifici citati.

Il progetto di concorso prevede un intervento di risanamento conservativo per la villa, la loggia coperta e il corpo di fabbrica dell’ ex cappella, secondo i termini previsti dall’art 1.4. lett. d. Per il corpo accessorio antistante il volume dell’ex cappella si propone la regolarizzazione e diminuzione del volume, oltre che l’eliminazione delle superfetazioni decorativo pittoriche.
I nuovi corpi fuori terra, della copertura in vetro della hall e del basamento antistante la villa non risultano conformi alle norme di PRG e per la loro realizzazione risulta necessario richiedere, con riferimento alla L.R. n° 56 del 5.12.77, l’attuazione della procedura di variante strutturale secondo le definizioni date dall’art.17 e i modi definiti dall’art.15 della suddetta legge.
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    IL TEMA Un’esistenza che muta. Un campo di relazioni e forme, in passato circoscritte alla sfera privata si apre ora ad una condizione pubblica. PRINCIPI GENERALI DI PROGETTO Il riuso di un organismo architettonico, cioè la sua conservazione vitale, pone come problema fondamentale di progetto l’individuazione e la definizione della natura e del grado delle trasformazioni che questo processo inevitabilmente comporta. Conservazione e trasformazione, i due poli su cui il progetto...

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