Riuso ed ampliamento Pad. XVIII

ex Manicomio Santa Maria della Pietà Rome / Italy / 2013

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Progetto per la tesi di laurea magistrale. Si prevede la ristrutturazione ed il riuso di uno dei padiglioni dell’ex Manicomio di Santa Maria della Pietà, all’interno del quale si collocano uffici della ASL RME. Il Padiglione XVIII, in funzione dal 1923, era un carcere giudiziario. Qui venivano segregati i pazieni più irrequieti ed inaffidabili di tutto il Complesso, i criminali, detenuti fino agli anni ‘70. Successivamente vi furono ricoverati gli alcolisti. Si trattava, dunque, del più blindato ed oscuro di tutti, l’unico delimitato da una “sorveglianza” in muratura, alta 4 metri, che costituiva un limite fisico e psicologico per i pazienti. L’inserimento della nuova funzione di Cervello della Smart City sanitaria (Smart Brain) avviene proprio qui sia per la sua posizione strategica che per il suo ruolo storico, infatti risultando il peggiore dell’intero Complesso, il progetto ne rappresenta la nemesi.
Collegata all’idea di cervello è l’espansione sinaptica dei percorsi che si diramano nel parco e si collegano all’insula. In questo modo si fa ri-vivere il grande parco, importante simbolo di libertà (è infatti qui che gli internati potevano passeggiare). La geometria dello scavo di progetto, inserito all’interno del perimetro della ex sorveglianza, è data dalla fascia di rispetto delle radici dei numerosi pini marittimi prospicienti il Padiglione. Nel progetto viene mantenuto il percorso storico in tufo, la linea sinuosa che incrocia trasversalmente i percorsi sinaptici, ed il teatrino, attrezzato come punto di sosta per il percorso vita degli anziani e dei bambini.
Al corpo esistente si aggiunge una sala multimediale ed interattiva caratterizzata da schermi touch screen e dispositivi multimediali, un luogo dell’informazione che fa immergere in un mondo virtuale. Questa scelta è legata al fatto che nel manicomio non esistevano colori: le divise dei pazienti prevedevano capi bianchi, neri o grigi. Gli ambienti erano caratterizzati da carenza di aria, spazio e luce e lo spazio esterno era per loro soltanto la visuale che avevano dalle sbarre delle finestre. Scopo del progetto è riportare in vita questo “non luogo” dove non esisteva né spazio né tempo, attraverso colori, luce, spazi fluidi ed elementi in grado di esprimere libertà e gioia di vivere. Da spazio statico e sempre uguale a se stesso, quindi, a spazio mutevole.


La copertura della nuova sala e quella del Padiglione diventano un luogo di socializzazione e partecipazione interattiva che rivalutano l’idea della “sorveglianza”, riscattata con visuali multiple dall’alto verso il basso. Attraverso un sistema di salita continua fino alla copertura del Padiglione, accessibile mediante un ascensore e scala belvedere e allestibile per eventi organizzati ai fini economico-divulgativi, è possibile ammirare il “mare verde” delle chiome e percepire l’appartenenza ad un sistema che è ormai diventato smart. L’idea di mutevolezza è applicata fin nel dettaglio tecnico, come ad esempio nel sistema di brise-soleil della vetrata esposta a sud, schermata con persiane in legno che filtrano autonomamente la giusta quantità di luce da far entrare, regolando parallelamente anche l‘illuminazione artificiale interna. E’ dunque la natura ora a decidere, grazie a dei sensori, quando aprire o chiudere questo “muro”, diventato ormai virtuale.

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    Progetto per la tesi di laurea magistrale. Si prevede la ristrutturazione ed il riuso di uno dei padiglioni dell’ex Manicomio di Santa Maria della Pietà, all’interno del quale si collocano uffici della ASL RME. Il Padiglione XVIII, in funzione dal 1923, era un carcere giudiziario. Qui venivano segregati i pazieni più irrequieti ed inaffidabili di tutto il Complesso, i criminali, detenuti fino agli anni ‘70....

    Project details
    • Year 2013
    • Work started in 2013
    • Work finished in 2013
    • Status Research/Thesis
    • Type Recovery/Restoration of Historic Buildings
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