Nuovo Palazzo di Giustizia

Paris / France / 2006

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Complessità di funzioni in un’area complessa, riferimenti architettonici e tipologici che rimandano a un’intuitiva riconoscibilità delle funzioni, presenza urbana del nuovo e rivalutazione delle architetture postindustriali sono i temi principali sviluppati nella proposta progettuale per il nuovo Palazzo di Giustizia di Parigi. Le relazioni urbane che si sono instaurate negli anni, con la presenza di imponenti architetture che segnano marcatamente il tessuto urbano tra le due sponde della Senna, determinano una giacitura (un orientamento) differente tra gli insediamenti pubblici (Biblioteca Nazionale, parco urbano) e quelli privati. Il sito del Tolbiac-halle Freyssinet ha una giacitura parallela alle linee ferroviarie, perfettamente integrato nel tessuto urbano policentrico di questa parte di Parigi, ma dovrà ospitare una funzione di carattere pubblico di peso urbano simile a quello della Biblioteca Nazionale: la differenza qui dovrà trovare una sua nuova convergenza. La mediazione tra l’uso quotidiano e l’alta rappresentatività della Giustizia, viene affidata alla rotazione planimetrica tra nuovi volumi architettonici che si innestano sulla campata centrale della Halle Tobiac Freyssinet: nuovi edifici e nuovi materiali per funzioni specifiche (aule, uffici terziari, magistratura, ecc), non compatibili con una struttura con spazi indifferenziati, si innestano sull’asse centrale della preesistenza, convergendo nella grande aula plenaria, il fulcro di un nuovo equilibrio urbano. La grande sfera di cristallo, memore del Cenotafio di Boulée, posta in asse del grande vuoto urbano determinato dagli edifici della Biblioteca Nazionale ed in equilibrio sugli articolati piani inclinati delle gallerie, è rappresentativa dell’aspirazione alla trasparenza della giustizia, ma è nello stesso tempo un luogo chiuso, perfettamente concluso in se stesso, impenetrabile: è l’occhio dell’uomo che guarda se stesso. Nell’immaginario collettivo la giustizia si identifica con un simbolo: la bilancia. Essa è qui riproposta in una doppia scomposizione, di significato e figurativo: l’equilibrio della sfera ed il meccanismo delle torri con le macrostrutture in acciaio. La volontà di esaltare la connotazione del “nuovo” come appartenenza e continuazione degli spazi pubblici, è rafforzata dal grande giardino pensile, con sottostante parcheggio, incrementando notevolmente la richiesta di spazi verdi contenuta nelle linee guida del bando di concorso. In conseguenza di tale scelta progettuale, gli edifici residenziali, riconnettendosi con il tessuto urbano circostante, sono concentrati ai lati del nuovo parco riducendo l’impatto urbanistico dell’edificato, ma compensando la perdita di superfici abitabili e commerciali adeguando le nuove realizzazioni all’altezza massima consentita dal Regolamento. Funzioni Il progetto prevede di utilizzare in parte l’edificio esistente, recuperando la campata centrale quasi per intero e riducendo le campate laterali per creare una discontinuità di percorsi e funzioni in relazione alle necessarie misure di sicurezza evidenziate nel programma del TGI. Nel nuovo Palazzo di Giustizia di Parigi, le funzioni di tipo pubblico (circa 20.000 mq) sono assolte dal recupero di gran parte del Tolbiac-halle Freyssinet: l’articolazione degli spazi incrementati da solai intermedi sulle campate laterali, assolvono alle esigenze di molteplicità di micro e medi spazi riconnessi alla centrale “sala dei passi perduti” previsti nel programma del concorso. Nel nuovo volume centrale, separato da un filtro di sicurezza, trovano collocazione le grandi aule dei settori civile e penale, su cui si innestano le due torri che ospitano gli uffici terziari e dei magistrati: l’accesso diretto alle grandi aule è mediato da spazi intermedi di accesso che saranno dedicati alle riunioni delle giurie. Sottostante alle aule si prevede di realizzare spazi dedicati all’accesso differenziato al parco auto dei magistrati e dei detenuti: riducendo e selezionando i percorsi orizzontali si incrementa il livello di sicurezza e si ottimizza la gestione del rischio. Pertanto l’utilizzo della tipologia a torre è una scelta di tipo funzionale strettamente connessa alla riduzione del rischio. Le due torri, di circa 180 mq utili per piano, ospitano uffici modulari (30, 45, 60, 90, 120, 135, 150, 180 mq) e sono tra di loro collegate con un percorso aereo che consentirà di ottimizzare nel tempo l’utilizzo delle superfici disponibili, anche nell’ipotesi che un settore (civile o penale) cresca maggiormente rispetto all’altro con conseguenti necessità di nuovi spazi che potranno essere facilmente riconvertiti. Un ulteriore passaggio aereo, sostenuto da una macrostruttura in acciaio, connette le torri dei magistrati con la galleria e l’aula plenaria e consente ai magistrati ed agli impiegati del settore terziario di poter accedere agli spazi per convegni, stage di aggiornamento e formazione ecc. senza dover attraversare l’edificio destinato agli operatori della sicurezza e agli incontri ed interrogatori con i detenuti. L’intero complesso sarà servito da circa 17.000 mq di parcheggi interrati, ricavati al di sotto del giardino pensile e suddiviso in 4 macro aree: pubblico, avvocati, magistrati, sicurezza. L’accesso ai settori per i detenuti sarà riservato ed avrà una ulteriore uscita, da utilizzare in casi di emergenza o in relazione a eccessivo traffico veicolare sull’arteria principale urbana.
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    Project details
    • Year 2006
    • Client Ministero della Giustizia
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Government and institutional buildings / Bridges and Roads / Parking facilities / Law Courts / Urban Renewal
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