Rigenerazione del Parco delle Sughere

Donoratico / Italy / 2014

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Sin dagli anni Quaranta il Parco delle Sughere è stato il luogo che la comunità di Castagneto Carducci, in termini simbolici e materiali, ha eletto come rappresentativo di un'identità collettiva. Mercato del bestiame prima, area di sosta roulotte negli anni Ottanta, dal 2000 acquista la dimensione di parco urbano con una gestione diretta da parte di associazioni di promozione sociale. In questa veste il parco ha funzionato come condensatore di socialità e spazio per la custodia dell'identità. Oggi ospita gli eventi più significativi di partecipazione collettiva. Tuttavia negli anni le attrezzature e le sistemazioni del parco sono diventate inadeguate, sia dimensionalmente che funzionalmente, rispetto alle esigenze attuali.


Territorio
Il progetto nasce dall'interpretazione della natura del territorio come costituito da elementi formali prevalentemente lineari: la linea continua della costa Tirrenica, la pineta costiera che procede idealmente senza interruzioni dalla Versilia all'Argentario, l'antica via Aurelia affiancata dalle infrastrutture viarie contemporanee. Il paesaggio della Bassa Val di Cecina, osservato viaggiando in treno o in automobile, può essere letto come paesaggio orizzontale o lineare. Le infrastrutture viarie costituiscono la principale risorsa strategica, ma anche la maggiore causa di criticità, in termini di separazione fisica e impatto ambientale. Il sito di intervento si trova al principio di una lunga fascia che corre in direzione Nord-Sud ed è collocata tra le infrastrutture viarie e il centro urbano di Donoratico, generato a sua volta dalla direttrice lineare della vecchia via Aurelia. Questa porzione lineare di tessuto urbano, ricca di potenzialità inespresse, è il luogo in cui si può incidere maggiormente per un processo di riqualificazione dell'intero ambito urbano.


Progetto
Analisi dei flussi di percorrenza, di usi delle aree e delle densità di attività, rivelano come attualmente sia utilizzata soltanto una parte del parco. Gli elementi toponimici e centrali del luogo, gli alberi di sughero, sono fenomeni incidentali nella fruizione del parco. Per questa ragione le parti costruite si organizzano come elementi architettonici collocati lungo tre margini dell'area di progetto: da un lato separano lo spazio interno del parco rispetto alle sorgenti di inquinamento e rumore, dall'altro contribuiscono ad una ridefinizione della spazialità interna del parco e ad una restituzione di centralità alle presenze arboree di maggior valore. Il progetto si occupa inoltre dell'area di parcheggio collocata sul lato meridionale, che diventa un'ideale prosecuzione del parco. Ciò è evidente nel trattamento continuo delle superfici orizzontali e nell'eliminazione di barriere o recinzioni opache attualmente presenti, in modo da realizzare continuità visiva e fisica. In termini formali il progetto può essere letto come ricerca sulla capacità da parte di direttici lineari di generare densità e attività nello spazio bidimensionale.


Costruzione
La concezione modulare dei volumi permette una costruzione per parti che si può sviluppare nel tempo, in linea con la disponibilità di risorse della comunità. Il legno come materiale d'elezione permette un contributo diretto alla costruzione da parte della comunità - imprese locali e volontari - come già avvenuto in passato. L'intervento pone molta attenzione alla compatibilità ambientale; è reversibile ma non provvisorio, utilizza i materiali stessi del parco con un preciso linguaggio formale.


Prospettive
La rigenerazione del Parco delle Sughere si pone l'obiettivo concreto di dare nuove attrezzature e nuovo significato a un luogo simbolo della comunità per iniziare un processo virtuoso di riqualificazione di un ampio brano di territorio. Il progetto è inoltre occasione di sperimentazione di un modello di partecipazione pubblica nuovo per la comunità. 


 


 

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    Sin dagli anni Quaranta il Parco delle Sughere è stato il luogo che la comunità di Castagneto Carducci, in termini simbolici e materiali, ha eletto come rappresentativo di un'identità collettiva. Mercato del bestiame prima, area di sosta roulotte negli anni Ottanta, dal 2000 acquista la dimensione di parco urbano con una gestione diretta da parte di associazioni di promozione sociale. In questa veste il parco ha funzionato come condensatore di socialità e spazio per...

    Project details
    • Year 2014
    • Main structure Wood
    • Client Associazione ARCI
    • Cost 2000000
    • Status Unrealised proposals
    • Type Parks, Public Gardens / Leisure Centres / Urban Renewal / Private clubs/recreation centres
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