Parco Urbano di Bagnoli Coroglio

Naples / Italy / 2005

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Gruppo di progettazione:
arch. Francesco Cellini (capogruppo)
Insula architettura e ingegneria
arch. Francesco Riccardo Ghio
3ti Progetti Italia
Turner & Townsend Group Ltd

Consulenti botanici:
prof. Sandro Pignatti
prof. Mario Catalano
arch. Annalisa Metta
arch. Luca Catalano
arch. Giulia Ravaglioli
arch. Milena Farina

Collaboratori:
arch. Fabrizio Bonatti
arch. Clara Musacchio
Alexandra von Bassewitz

La misura dello spazio
L'area di Bagnoli oggi è smisurata.
Persa la sua funzione industriale, sparita la gran parte delle macchine e delle infrastrutture che la riempivano, l'area colpisce oggi per il vuoto dello spazio fra i resti degli edifici spaesati. Questi, con le loro proporzioni gigantesche, privati del contesto che li teneva in una serrata relazione funzionale, sono oggi solitari testimoni di un passato in fase di cancellazione.
Obiettivo principale dell'intervento è quello di ristabilire una struttura allo spazio fra le cose, che ne consenta una diversa interpretazione, per conservare la memoria della fabbrica e costruire un nuovo ambiente per attività diverse.

Il progetto a scala territoriale
Le qualità paesaggistiche dell'area impongono che il progetto dell'area di Coroglio si imposti secondo una visione a grande scala.
Le caratteristiche ambientali sono evidenti. L'occhio mette naturalmente in relazione gli elementi singolari del golfo, i capi, le isole, in una dimensione geografica imponente.
La sistemazione dell'area dovrà dunque essere un progetto a scala territoriale, che abbia l'obiettivo di riconfigurare il paesaggio di Coroglio.

Il rapporto del parco con la città
La fabbrica esclude la città dal suo perimetro; le sue leggi sono diverse da quelle di un ambiente urbano, fatto di relazioni, di mediazioni, di lente trasformazioni. La fabbrica assoggetta i terreni alle sue esigenze, piega l'ambiente alle sue dimensioni. Colma le acque del mare per ampliare lo spazio a disposizione e costruisce muri per dividere, escludere, separare.
Il lavoro da fare per restituire il parco alla città consiste quindi nel ricucire lo strappo, o nell'esprimerne la lacerazione.

Il ripristino della costa
Fortemente voluta dalla città di Napoli, la spiaggia di Coroglio è una parte importante del progetto. Bordata dalla linea continua della passeggiata, la spiaggia è tanto lo spazio della balneazione estiva quanto un luogo urbano strutturato e simbolico.

Il recupero dei manufatti industriali
La zona dove si concentrano gli edifici industriali coincide con un quadrante del parco centrale; qui la memoria della fabbrica è nella durezza dei suoli, nella ortogonalità dei percorsi, nel mantenimento dei solchi e delle vasche sul terreno. Gli edifici si specchiano sulle grandi vasche d'acqua che li circondano.
Per un semplice fatto dimensionale, l'acciaieria intrattiene relazioni con l'intero parco centrale, che ne finisce per costituire la pertinenza. L'acciaieria è subito al di fuori dell'area rettangolare del parco centrale, eppure domina, con la sua sagoma, fino alla spiaggia.

La riconfigurazione del paesaggio
Il progetto lavora sulla progressione per fasce orizzontali parallelle alla linea di costa come organizzazione della struttura del territorio, passando dall'acqua, alla linea della spiaggia, verso i cordoni dunali da ripristinare, alle linee di compluvio, in una sequenza di spazi ognuno con le proprie caratteristiche e vocazioni.
L’area centrale oggi occupata dall’industria e dai suoi processi diventa la parte centrale del parco, dove la memoria della fabbrica emerge sul piano astratto della grande piazza regolare, rimarcando l’irruducibile trasformazione attuata sul territorio e proponendone una sua reinterpretazione in chiave di parco urbano.
L'acqua contribuisce alla strutturazione dello spazio, riportando in superficie i canali oggi intubati, rendendo visibili i processi naturali.
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    Gruppo di progettazione: arch. Francesco Cellini (capogruppo) Insula architettura e ingegneria arch. Francesco Riccardo Ghio 3ti Progetti Italia Turner & Townsend Group Ltd Consulenti botanici: prof. Sandro Pignatti prof. Mario Catalano arch. Annalisa Metta arch. Luca Catalano arch. Giulia Ravaglioli arch. Milena Farina Collaboratori: arch. Fabrizio Bonatti arch. Clara Musacchio Alexandra von Bassewitz La misura dello spazio L'area di Bagnoli oggi è smisurata. Persa...

    Project details
    • Year 2005
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Adaptive reuse of industrial sites
    • Websitehttp://www.bagnolifutura.it
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