Edificio per uffici e commercio Daimler-Benz

Berlin / Germany / 1999

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Ad un primo sguardo l’edificio sembra suggerire una fondamentale componente tettonica, volta a sottolineare il carattere massivo di tutta la costruzione e un forte radicamento nel terreno. Ma ad uno sguardo più attento l’edificio risulta appoggiato su una sottile crosta di cemento che ospita al suo interno uno spazio di sosta e aggregazione tra i più “ambiti” della piazza.
Non si può non guardare questo grattacielo all’interno delle costruzioni da cui è stretto: l’edificio di Helmut Jahn da una parte, e quello di Renzo Piano dall’altra; e il rapporto che Kollhoff crea non è armonico, ma al contrario, conflittualmente dialettico.
L’edificio sembra rompere un equilibrio, attirare e affascinare e non tanto per l’austerità della sua facciata in mattoni o per la compattezza dei volumi tesi verso l’alto, ma piuttosto perché esplicitamente rifiuta la tecnologia di Rogers e Jahn, la leggerezza di Piano e disdegna l’idea di poter ridurre una strada urbana a mall commerciale.
Questo intervento va analizzato all’interno del dibattito e della ricerca che l’architetto stava portando avanti in quegli anni: lo studio della tettonica. Essa, all’interno delle riflessioni di Kollhoff, ha come tema principale la rappresentazione della lotta tra il peso dell’architrave e il sostegno della colonna; la preminenza assegnata alla tettonica, così intesa, pone in secondo piano il problema dell’invenzione spaziale, dell’invenzione del vuoto nel quale il soggetto compie l’esperienza dello spazio di relazione. Quando la tettonica da strumento accessorio diventa lo specifico stesso dell’architettura, il suo fulcro non è più lo spazio pubblico, ma l’interno domestico.
All’interno di questa ottica l’edificio su Potsdamer Pklatz risulta avere la divisione tettonica di un corpo: un basamento, un corpo centrale che esprime il movimento dal basso verso l’alto e un coronamento.
Il basamento si sviluppa su due livelli con due portici sulla Alte e sulla Neue Potsdamer Strasse; è rivestito di granito verde.
Il corpo centrale è costituito da una torre e due ali più basse e si sviluppa su diverse altezze a partire dalle diverse linee di gronda: da 22 a 35m. Ad ogni gradonatura corrisponde un differente trattamento della facciata che si verticalizza progressivamente verso l’alto.
Nel basamento l’area di ingresso è occupata da un grande volume che ospita ascensori e vani di servizio. Una volta all’interno del grattacielo, un percorso circolare costringe a camminare attorno agli ascensori fino ad accedere ad una scala che conduce al cortile coperto che si trova al livello superiore.
STRUTTURA
L’edificio si sviluppa su una lunghezza di 90m per una altezza di poco più di 100m; è costituito da uno scheletro in cemento armato dove alcune parti della facciata, per motivi di irrigidimento statico presentano delle superfici continue con bucature in corrispondenza delle finestre. Su tutta la struttura, sono poi stati aggiunti pannelli prefabbricati in cemento, sulla cui superficie esterna sono affogati dei mezzi mattoni. Questo conferisce all’intera facciata una superficie tutt’alto che uniforme proprio per la varietà dei colori: più sfumature di rosso, ottenute attraverso l’utilizzo di clinker.
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    Project details
    • Year 1999
    • Work finished in 1999
    • Status Completed works
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