Nuovo complesso parrocchiale e chiesa San Vincenzo Dè Paoli nel Quartiere Semini a Caltagirone (CT)

Caltagirone / Italy / 2009

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Pensare progettualmente ad un luogo di culto significa interrogarsi sul mistero della fede, sui tentativi storici di dare forma a questo mistero ed anche di interrogarsi sul rapporto con la città moderna. Le chiese antiche ci rassicuravano come luoghi di pace per la loro presenza attiva nella città. La loro forma e la forma dei loro sagrati e piazze sono parte integrante della nostra esperienza quotidiana: luoghi ospitali, che accolgono la nostra vita. La città moderna è diversa, fatta molto spesso di oggetti autonomi, indifferenti gli uni agli altri. In questa nuova condizione urbana gli edifici non appaiono più legati assieme da uno spazio significativo, ma si presentano come frammenti sparsi. Cosicché molto spesso la risposta architettonica ai nuovi edifici di culto appare in molti casi inadeguata. Infatti, perso il ruolo di emergenza urbana e architettonica, le chiese vengono spesso assimilate a generici servizi. Il risultato è la ricerca della distinzione a tutti i costi; distinguersi con architetture pretenziose, incapaci di generare quel senso edificante che il luogo di culto meriterebbe, e di recuperare una lingua comune. Nel pensare alla forma della chiesa e ai suoi “materiali” concettuali ci siamo rifatti ad un'idea francescana. Perché la disposizione d'animo verso la semplicità, la verità, l'adeguatezza alla liturgia e alla vita della comunità cristiana dovrebbero fondare ogni ragionamento sulle nuove chiese. Ecco, allora quattro mura e un tetto: è da qui che siamo partiti: la chiesa Francescana, la chiesa essenziale. Tre vuoti rettangolari, l'aula, preceduta da un esonartece (in uso nell'architettura romanica), il battistero e la cappella feriale, dai profili chirurgici, inseriti in un progetto teso, ma non severo. All'aula, che è uno spazio unico, gli si è data un'altezza generosa e una sagace illuminazione, così da conferirgli un'ariosità che maschera le modeste dimensioni dettate dagli standard dimensionali da rispettare. Si è puntato su un prospetto conciso, che riscatti la presenza della costruzione rispetto all'anonimato del paesaggio urbano in cui è inserita la chiesa. Per il campanile si è voluto un campanile, affinché lo si riconoscesse subito, nel suo significato religioso. E' stato posizionato staccato dall'aula, ma il linea col prospetto, concepito cavo perché “risuoni” quando il vento lo attraversa e alto tanto quanto è sufficiente perché diventasse un “fuoco” per la comunità religiosa e nel paesaggio urbano e naturale. E' stata una prova di misura, un esercizio di economia espressiva. Si è puntato sulla moderazione e sulle virtù che il delicato rispetto dell'economia nell'impiego dei mezzi espressivi garantisce ad un lavoro.
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    Pensare progettualmente ad un luogo di culto significa interrogarsi sul mistero della fede, sui tentativi storici di dare forma a questo mistero ed anche di interrogarsi sul rapporto con la città moderna. Le chiese antiche ci rassicuravano come luoghi di pace per la loro presenza attiva nella città. La loro forma e la forma dei loro sagrati e piazze sono parte integrante della nostra esperienza quotidiana: luoghi ospitali, che accolgono la nostra vita. La città moderna è diversa, fatta molto...

    Project details
    • Year 2009
    • Work started in 2008
    • Work finished in 2009
    • Main structure Reinforced concrete
    • Client C.E.I. - Diocesi di Caltagirone
    • Contractor Giardina Salvatore
    • Cost 1.394.000,00
    • Status Completed works
    • Type Churches
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