American Center

Paris / France / 1992

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Il desiderio di variabilità, nei volumi e nella consistenza delle superfici, è appartenuto a Frank O. Gehry (il progetto è del 1992), nella burocraticamente travagliata realizzazione del suo American Center a Bercy (Parigi).
Qui il senso di gravità generato dalla massa monocromatica è contemporaneamente negato dalla vivacità di questa imponente opera, generando una sospensione fra percezioni contrastanti. Si riconoscono due ritmi formali: una parte più geometrizzata ed una più irregolare.
La pietra, ampiamente usata nell’involucro – ora flessuoso ora spigoloso – del complesso, è la stessa di molti edifici della Parigi storica, ma questo è l’unico punto di contatto riconoscibile e riconosciuto con la città. In realtà,la pietra qui assume una pura funzione di rivestimento, alternandosi a materiali come lo zinco ed il rame, presenti però in minor percentuale, e con tutto ciò sottolineando l’alternanza dei ritmi formali e, soprattutto, la negazione della gravità e della pesantezza dell’edificio.
L’uso di un unico materiale è una delle caratteristiche principali dell’opera. Le lastre calcaree che la ricoprono sono sfalsate l’un l’altra di 10 cm, quasi a voler imprimere all’intera costruzione un ritmo sovrapposto, come se fossero innati due movimenti: uno dovuto al carattere scultoreo dell’edificio ed uno dovuto al sottile accorgimento nell’utilizzo del materiale, rendendo comunque difficile distinguere un limite, un momento di passaggio da uno all’altro. La pietra è tagliata, però, in questo ritmo, prima ancora che dalle macchine, dai computer dello studio di progettazione, adattandosi alla sottostruttura e seguendo pedissequamente gli sbalzi dialettici di Gehry, come se gli elementi costruttivi fossero un alfabeto, non solo da comporre facilmente, ma anche da ampliare, secondo l’occorrenza, infinite volte, secondo le leggi della flessibilità e, anzi, apparendo visivamente una morbida fasciatura che “scorre” senza ostacoli – tanto meno di compatibilità costruttiva – quasi liquidamente su di una sottostante superficie virtuale (che è, in realtà, una struttura discreta, puntuale).
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    Project details
    • Year 1992
    • Work finished in 1992
    • Status Completed works
    • Type Conference Centres
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