Arredo Urbano Piazza Garibaldi

Riqualificazione e arredo urbano di piazza Garibaldi Gualdo Tadino / Italy / 2010

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L’esperienza progettuale per il progetto dell’arredo urbano di Piazza Garibaldi è stata l’occasione per lo sviluppo di un’idea progettuale in grado di porsi come soluzione alternativa alla classica sistemazione d’arredo urbano. L’approccio progettuale ha assorbito e seguito le indicazioni del documento preliminare di progettazione fornendo una soluzione progettuale univoca per il posto in questione. Il progetto ha permesso di affrontare e sviluppare argomenti come il tema d’architettura e la composizione architettonica che hanno trovato un pieno compimento. La composizione è il fondamento del fare architettura. Si compone l’architettura come si compone la vita; si fa mediante pezzi e parti (elementi d’architettura), essa riguarda il rapporto che intercorre tra le parti e tra le parti ed il tutto (concinnitas). L’oggetto architettonico ha il compito di rappresentare le ragioni e le occasioni dell’architettura stessa. Deve, in altre parole, saper illustrare i perché ed esprimere in maniera compiuta l’uso dell’opera in un determinato momento storico. L’architettura è tale, quando è condivisa in un luogo e in un determinato periodo. La condivisione, a causa dei problemi del nostro tempo, non è raggiungibile, è utopia; ciò che è possibile fare è tendere all’idea di stile, di coscienza condivisa. L’architettura è un manufatto rappresentativo di uno stile che è reso riconoscibile dalla composizione. È fondamentale che l’opera sia intelligibile, compositivamente riconducibile a forme e figure elementari che appartengono al proprio bagaglio culturale e figurativo. L’architettura deve essere componibile ed analizzabile, deve tendere al raggiungimento di quella finitezza di cui parla L.B.Alberti ovvero lo stato in cui l’opera appare finita; il momento in cui la posizione degli elementi e la loro figura appare stabile. Attraverso la composizione è possibile individuare, leggere e comprendere il legame che intercorre tra l’oggetto e il tema. Essa attinge al mondo delle immagini, dal luogo della propria esperienza e sensibilità. Nel caso di Gualdo Tadino l’esperienza progettuale si fonda sull’analisi spaziale di Piazza Garibaldi. La sua spazialità interna, delimitata su tre lati da alti edifici, la forma rastremata della pianta, il suo dislivello interno e l’essere unicamente il luogo dell’uomo ha determinato una soluzione architettonica unica ed univoca per il luogo in questione. Una soluzione d’arredo urbano applicabile “solo in Piazza Garibaldi a Gualdo Tadino” e non altrove. Lo spazio urbano, con il suo notevole dislivello, ha indotto ad alcune considerazioni di tipo critico-progettuali e ha fatto emergere la necessità di pensare ad elementi in grado di alienarsi dal dislivello e fornire alla comunità dei luoghi di sosta riparati, pertanto si è pensato alle “pedane di sosta”. Tali elementi fondano il loro essere oggetto architettonico in alcuni parametri sempre validi: reversibilità, modularità, economicità, ecocompatibilità. La possibilità di ottenere uno spazio in piano concede l’opportunità di vivere un luogo assolutamente nuovo e perfettamente orizzontale. Su di esso la composizione è libera, i diversi elementi d’arredo, quali panca, fioriera, portabici, corpo illuminante, teche espositive, tabelle 10070, tagli di luce a pavimento non pongono limiti alle soluzioni compositive. Il tutto è modulato in una griglia 6060 che diviene misura del progetto. Le tre “pedane” si differenziano per i rapporti planimetrici, (si è ricercato il rapporto armonico e quello aureo) e si pongono come l’elemento mutevole del progetto. Mutevole è la loro organizzazione interna e mutevole è la loro collocazione nel “campo” della piazza. La fontana, a differenza degli altri elementi progettuali, si pone come elemento fisso della composizione. Tale caratteristica di staticità fa sì che le sue caratteristiche come la conformazione, il rapporto con lo spazio della piazza, conducano ad una risposta progettuale che si allontana dalla classica visione di fontana per avvicinarsi ad un elemento nuovo. La fontana anziché essere osservata è vissuta. La fontana è pensata come una piattaforma in grado di ospitare i cittadini, fornire nuovi scorci di Piazza Garibaldi. Sulla piattaforma trovano spazio: la vasca con i giochi d’acqua, i luoghi di riposo, l’elemento della vegetazione, e la parete celebrativa del comune di Gualdo Tadino con logo e scritte. L’elemento che unisce i diversi pezzi della composizione, è il percorso d’acqua. Il percorso attraversa in senso longitudinale la piazza divenendo misura del dislivello e quindi della sua peculiare spazialità interna. Partendo dalla piattaforma con la fontana corre in orizzontale guadagnando altezza lungo il suo sviluppo, partendo da 40 cm fino a 120 cm. La misura di 120 cm è voluta e ricercata, questa misura evita che il percorso diventi una chiusura ottica e non impedisca la visione della piazza nel suo complesso. La sua presenza è unificatrice del progetto fondendo unendo lo spazio dell’elemento fisso con quello degli elementi mobili.
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    Project details
    • Year 2010
    • Work started in 2010
    • Work finished in 2010
    • Client Comune di Gualdo Tadino -PG-
    • Status Competition works
    • Type Public Squares / Urban Furniture / Restoration of old town centres / Urban Renewal
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