Riqualificazione isola archeologica del mosaico romano in piazza San Vitale | Daniele Tirotta

San Salvo / Italy / 2013

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Premessa L’occasione del concorso di idee permette all’amministrazione comunale di San Salvo di valorizzare e promuovere il suo centro storico attraverso la fruizione di una serie di ritrovamenti archeologici ed in particolar modo ponendo il proprio interesse sull’isola archeologica del mosaico romano sita in piazza San Vitale. Tali ritrovamenti si inseriscono in un’area archeologica più ampia detta “Parco del quadrilatero”. La campagna di scavi iniziata nel 2002 ha portato alla luce una quantità notevole di reperti e nel 2005 (durante i lavori di riqualificazione di piazza San Vitale) sono riaffiorati parti considerevoli di resti murari romani e medievali in parte fruibili all’interno del museo civico ipogeo “Porta della terra” ed in parte rimasti a cielo aperto (isola archeologica del Mosaico e isola archeologica del Chiostro). Descrizione del sito L’intervento progettuale è richiesto sui resti ubicati nel settore sud del saggio “C”, appunto isola archeologica del mosaico romanico. L’isola è composta dai resti di mura romani e medievali che una ricostruzione storica, basata sul rilievo dello stato di fatto, ha permesso di definire un edificio composto da cinque ambienti. Una stanza (ambiente 1, di dimensioni 5×9m e 51mq di superficie), una zona di distribuzione (ambienti 2 e 3) ed un tempietto (ambienti 4 e 5). Concludono la struttura i resti di due are. Particolare interesse storico ed archeologico hanno le pavimentazioni, soprattutto quella musiva dell’ambiente 1. L’attuale struttura a tutela e protezione degli scavi è stata realizzata sopraelevando il perimetro murario delle preesistenze romane. Il sito insiste su una piazza quadrilatera; l’accesso principale da corso Umberto I è definito da una porta dalla quale ci si immette nello spazio urbano di piazza San Vitale. La pavimentazione scandita da un regolare ritmo ortogonale di ricorsi in pietra chiara con riempimenti in pietra più scura, mentre in alzato, sui lati est ed ovest si elevano le quinte del museo “Porta della terra” e della chiesa di San Giuseppe, sul lato sud abbiamo un edilizia residenziale storicizzata e a nord l’isola archeologica in questione. Un altro edificio prospiciente la piazza, il Museo Benedettino è l’isola archeologica del chiostro completano gli elementi culturali dello spazio pubblico. Genesi ed elementi di progetto In rispetto del vincolo archeologico e paesaggistico al quale è sottoposto il bene da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e, per tanto, tutelato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Abbruzzo, il nostro intervento progettuale è mosso da una serie di intenti: 1 pieno rispetto fisico del sito e degli elementi in questione; 2 contemporaneità ed immediatezza di fruizione sia da parte dell’utente che degli operatori archeologici; 3 integrazione con gli elementi architettonici, storici ed archeologici del contesto. In sostituzione della struttura esistente verrà realizzato un nuovo volume, che per dimensioni ricalcherà circa quello preesistente. A differenza del precedente si attesterà all’esterno del perimetro murario romano, lasciando la possibilità di continuare a visionarlo e studiarlo. Nessun elemento strutturale intaccherà o contaminerà le murature storiche e le pavimentazioni. Si tratta di un oggetto che compositivamente disegna la sua planimetria generata dall’incrocio di due assi longitudinali e trasversali ortogonali tra loro, in linea con i tracciati che disegnano la pavimentazione di piazza San Vitale. Il nuovo volume architettonico è rivestito da una doppia pelle: una teca in vetro interna, a protezione dell’ambiente 1 e 2, ed un involucro esterno alla teca, realizzato in acciaio corten. Il volume è diviso da una feritoia (esterna al rivestimento in acciaio) che denuncia la divisione interna tra ambiente 1 e 2, in memoria della ricostruzione storica volumetrica. Il rivestimento copre l’intera teca vetrata ma non fino al suo aggancio a terra; rimarrà un basamento perimetrale libero ed una serie di bucature circolari sulla pelle esterna che permettono la permeabilità visiva tra l’interno e l’esterno. Il possibile fruitore, incuriosito dall’architettura, avvicinandosi ad essa può intravedere il sito, i resti murari e il pavimento musivo, scrutando attraverso il basamento vetrato o traguardando attraverso i cerchi ritagliati sulla pelle esterna. L’utente attratto è invitato ad entrare da uno dei due ingressi posizionati nell’angolo sud-est dell’edificio, segnalati da due pensiline ritagliate sulla struttura d’involucro. La percorribilità interna è garantita da un sistema di doppie passerelle traslucide ortogonali tra loro, che permetteranno la totale visibilità del mosaico sottostante. Le passerelle scandiscono gli assi longitudinali e trasversali della costruzione. Questo doppio camminamento non avrà strutture di fondazione poggianti sui resti storici ma sarà sospeso ad una altezza di 1,2m dai reperti e sorretta da una serie di cavi d’acciaio ancorati alla travatura di copertura anch’essa in acciaio. Il sistema di passerelle termina con degli sbalzi esterni che si affacciano su gli scavi a cielo aperto. Si avrà così, contemporaneamente, la possibilità di tenere aperta la struttura durante le successive campagne di studio e repertazione. Gli operatori lavoreranno sul sito mentre i fruitori sopra di essi potranno assistere alle lezioni storico didattiche. Il doppio sistema costruttivo (teca trasparente interna e rivestimento in acciaio corten) permetterà al fruitore: A – all’esterno di traguardare ciò che è c’è all’interno e di avere la sensazione dimensionale e compositiva del sito; B – all’interno si può sia osservare i resti archeologici che capire il funzionamento tecnologico dell’edificio. Nell’intercapedine formata dalla teca vetrata e la struttura di rivestimento verranno allocati tutti i cavidotti per gli impianti che risalendo l’intercapedine stessa si allocheranno sul pacchetto di copertura e serviranno l’edificio senza intaccare le superfici archeologiche. Una serie di punti luce a filo, sospesi dalle travi di copertura primarie e secondarie, assieme all’illuminazione solare filtrata dal basamento traslucido, dai fori sul corte e dalla feritoia, garantiranno una corretta luminanza ed un particolare gioco di luce ed ombre che caratterizzano lo spazio interno. Il fabbisogno energetico sarà garantito da un sistema di fotovoltaico integrato a tappeto rasente il piano di copertura. L’integrazione con lo spazio urbano e gli elementi museali e archeologici allocati in piazza San Vitale, sarà garantita dalla realizzazione di una piccola integrazione al disegno della pavimentazione esistente: nei ricorsi bianchi ortogonali della pavimentazione verranno allocati a filo con essi dei dischetti di acciaio corten che dalla porta di via Umberto I guideranno i turisti ai siti d’interesse culturale presenti all’interno del “Parco del quadrilatero” (Museo “Porta della terra”, isola archeologica del Mosaico romano, chiesa di San Giuseppe, isola archeologica del Chiostro e Museo Benedettino) – riferimento Tavola 2. Nel rispetto delle cromie del contesto, in fine, ricade la scelta dell’acciaio corten per il rivestimento esterno, il quale assume una gradazione di colore rossastro in sintonia con i manti di copertura in coppi presenti nella maggior parte degli edifici circostanti e alcuni ricorsi di pavimentazione in mattoni rossi orditi a lisca di pesce presenti a margine di alcune parti della piazza.
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    Project details
    • Year 2013
    • Status Competition works
    • Type Archaeological Areas
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