Mario Ragosta

Draughtsman Ottaviano, NA / Italy

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Io? Mario Ragosta

Così, mentre il Partito Comunista Italiano superava la Democrazia Cristiana nelle elezioni europee cosiddette del "sorpasso” , il 30 marzo 1984 usciva trionfante dall'utero di sua madre, bluastro, fra il tifo dei suoi cari e la sua bizzarra entrata in scena.
Nato e cresciuto in un paese che porta il nome dell'Augusto, ai piedi del grande Vesuvio, fra colate di cemento spuntate come funghi nei posti più remoti non poté che alimentare la sua passione per l’edilizia e dedicare il suo tempo a disegnare e progettare opere irrealizzabili e incomprensibili per gli annosi uffici tecnici comunali del vesuviano, vittime di normative antiquate.
Appassionato di musica, politica e arte, negli anni si alimenta la sua vena umoristica su fogli di carta, raccontando sopra le righe, com'è che il mondo gira davvero, smascherando, come l'orwelliano 1984, la falsità dei politici che tirano i fili del teatrino italiano.
Anno 2008, il disegno diventa passione, nasce la collaborazione, dapprima come fondatore poi come vicepresidente, giornalista e vignettista de Il Confronto, poi con le testate locali Insomma.it e Ottavianesi.it. Nel 2009, "Il Foglio" di Giuliano Ferrara, gli regala un’ inaspettata e inedita pubblicazione sul quotidiano cartaceo della sua vignetta “Primarie del PD” (in edicola il 4 novembre 2099).
Successivamente sul sito internet de "Il Foglio" (concorso Nazionale la Caverna,giudice: Vincino), ottiene altre 4 pubblicazioni delle sue vignette .
Anno 2011, nasce in lui la passione per tutto ciò che è DESIGN e iniziano i primi progetti sperimentali di Lampade, Orologi, Tavoli, Sedie e tanto altro ancora. Accostando materiali nuovi e diversi fra loro.
Oggi lavora, disegna e progetta nel suo studio/pensatoio dove sulle povere pareti bianche vi sono, i suoi quadri accanto ai miti: Forattini, Ugo Pratt, Manara e Andrea Pazienza.
Così, fra progetti, cantieri e contabilità, lascia scivolare la mano sul foglio per raccontare a chi legge e osserva, con immagini impertinenti, progetti impazziti e Design innovativo la metà trasgressiva della illustrissima Italia.

Ave
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Io? Mario Ragosta Così, mentre il Partito Comunista Italiano superava la Democrazia Cristiana nelle elezioni europee cosiddette del "sorpasso” , il 30 marzo 1984 usciva trionfante dall'utero di sua madre, bluastro, fra il tifo dei suoi cari e la sua bizzarra entrata in scena. Nato e cresciuto in un paese che porta il nome dell'Augusto, ai piedi del grande Vesuvio, fra colate di cemento spuntate come funghi nei posti più remoti non poté che alimentare la sua passione per l’edilizia e dedicare il suo tempo a disegnare e progettare opere irrealizzabili e incomprensibili per gli annosi uffici tecnici comunali del vesuviano, vittime di normative antiquate. Appassionato di musica, politica e arte, negli anni si alimenta la sua vena umoristica su fogli di carta, raccontando sopra le righe, com'è che il mondo gira davvero, smascherando, come l'orwelliano 1984, la falsità dei politici che tirano i fili del teatrino italiano. Anno 2008, il disegno diventa passione, nasce la collaborazione, dapprima come fondatore poi come vicepresidente, giornalista e vignettista de Il Confronto, poi con le testate locali Insomma.it e Ottavianesi.it. Nel 2009, "Il Foglio" di Giuliano Ferrara, gli regala un’ inaspettata e inedita pubblicazione sul quotidiano cartaceo della sua vignetta “Primarie del PD” (in edicola il 4 novembre 2099). Successivamente sul sito internet de "Il Foglio" (concorso Nazionale la Caverna,giudice: Vincino), ottiene altre 4 pubblicazioni delle sue vignette . Anno 2011, nasce in lui la passione per tutto ciò che è DESIGN e iniziano i primi progetti sperimentali di Lampade, Orologi, Tavoli, Sedie e tanto altro ancora. Accostando materiali nuovi e diversi fra loro. Oggi lavora, disegna e progetta nel suo studio/pensatoio dove sulle povere pareti bianche vi sono, i suoi quadri accanto ai miti: Forattini, Ugo Pratt, Manara e Andrea Pazienza. Così, fra progetti, cantieri e contabilità, lascia scivolare la mano sul foglio per raccontare a chi legge e osserva, con immagini impertinenti, progetti impazziti e Design innovativo la metà trasgressiva della illustrissima Italia. Ave