Isabella Cocci

Architect Altidona / Italy

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Isabella Cocci 9
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Laureata alla Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, con tesi svolta in Paraguay sulla “Progettazione ambientale volta alla riqualificazione di una favelas in Paraguay attraverso la progettazione di “viviendas” popolari in autocostruzione e dei relativi spazi pubblici”, da sempre cerca di essere strumento dell’architettura nella sua eccezione più ampia:NATURA, FUNZIONE, ARTE, BISOGNO, ESTETICA, SPERIMENTAZIONE e SOCIALE.Prima di intraprendere la sperimentazione e l’utilizzo di tecniche e materiali edili naturali, ha lavorato in collaborazione con uno studio della Valle dell’Aso, specializzandosi sul Restauro Sostenibile di Casali rurali Marchigiani, esperienza che ha maturato in Lei una maggiore conoscenza e consapevolezza del territorio.Lavora all’interno dello staff dell’Istituzione Culturale dell’Ecomuseo della Valle dell’Aso ha stretto contatto con gli enti Comunali , le Proloco e le Associazioni della Valle, dove si occupa della divulgazione Culturale e Ambientale del territorio, con l’obiettivo di promuovere e creare sinergie tra i diversi soggetti che lo abitano, la cultura, l’ambiente, l’architettura e la sostenibilità Ambientale. Le sue sperimentazioni seguono con naturale evoluzione lo studio e le potenzialità del materiale, del luogo, dell’oggetto e dello spazio.Dalla camera d’aria alle ecotiptop, Dal giornale al riuso della carta come isolante edilizio, dalla terra alle case di terra, dalla paglia alle case di legno e paglia, “Nulla si crea nulla si distrugge, tutto si trasforma”La seconda vita della materia intesa come oggetto, come architettura come “luogo”. Sostiene da sempre l’idea che tutto ciò che è definito da una materia può subire una reazione, una trasformazione, un restauro o una conversione e fuggire dunque dall’essere oggi rudere, discarica, consumismo e speculazione.Predilige il lavoro sociale di gruppo, accompagnando le persone verso l’edificazione del proprio “luogo”, coordinando le fasi di autocostruzione e sperimentando insieme, in maniera empirica, nuove tecnologie costruttive da diffondere attraverso l’organizzazione di cantieri condivisi che permettono a chi lo desidera di dare forma ai propri “sogni e bisogni”.
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Laureata alla Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno, con tesi svolta in Paraguay sulla “Progettazione ambientale volta alla riqualificazione di una favelas in Paraguay attraverso la progettazione di “viviendas” popolari in autocostruzione e dei relativi spazi pubblici”, da sempre cerca di essere strumento dell’architettura nella sua eccezione più ampia:NATURA, FUNZIONE, ARTE, BISOGNO, ESTETICA, SPERIMENTAZIONE e SOCIALE.Prima di intraprendere la sperimentazione e l’utilizzo di tecniche e materiali edili naturali, ha lavorato in collaborazione con uno studio della Valle dell’Aso, specializzandosi sul Restauro Sostenibile di Casali rurali Marchigiani, esperienza che ha maturato in Lei una maggiore conoscenza e consapevolezza del territorio.Lavora all’interno dello staff dell’Istituzione Culturale dell’Ecomuseo della Valle dell’Aso ha stretto contatto con gli enti Comunali , le Proloco e le Associazioni della Valle, dove si occupa della divulgazione Culturale e Ambientale del territorio, con l’obiettivo di promuovere e creare sinergie tra i diversi soggetti che lo abitano, la cultura, l’ambiente, l’architettura e la sostenibilità Ambientale. Le sue sperimentazioni seguono con naturale evoluzione lo studio e le potenzialità del materiale, del luogo, dell’oggetto e dello spazio.Dalla camera d’aria alle ecotiptop, Dal giornale al riuso della carta come isolante edilizio, dalla terra alle case di terra, dalla paglia alle case di legno e paglia, “Nulla si crea nulla si distrugge, tutto si trasforma”La seconda vita della materia intesa come oggetto, come architettura come “luogo”. Sostiene da sempre l’idea che tutto ciò che è definito da una materia può subire una reazione, una trasformazione, un restauro o una conversione e fuggire dunque dall’essere oggi rudere, discarica, consumismo e speculazione.Predilige il lavoro sociale di gruppo, accompagnando le persone verso l’edificazione del proprio “luogo”, coordinando le fasi di autocostruzione e sperimentando insieme, in maniera empirica, nuove tecnologie costruttive da diffondere attraverso l’organizzazione di cantieri condivisi che permettono a chi lo desidera di dare forma ai propri “sogni e bisogni”.