Uto Balmoral

Designer Milan / Italy

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Uto Balmoral
Uto Balmoral is the first virtual designer, is a
character provokingly created to be
a product himself, a project of the designer.
The idea comes from a personal consideration
sul concetto di “Designer come griffe”.
The consciousness rising of this phenomenon gave birth,
con dichiarata ironia, il personaggio di Uto che delinea
with declared irony, to the new character Uto.
Uto traces his own image starting from the denial
of himself in a game of particular balances
between the will/necessity of appearing and hiding.
The central thread of Uto’s work is the
simple necessity to communicate, to provoke, to generate
something into the public, to force out a smile, to cause thinking,
to spark off a reaction, to start a process
able to go over the aesthetical sense and functionality
and centering in this the principal scope of his work.
First of all his objects are communicating, they are
places where you can find a clear message.
I don’t believe in design. I believe in ideas.


Uto Balmoral è il primo virtual designer, è un
personaggio provocatoriamente creato per
essere lui stesso prodotto, progetto del designer.
L’idea prende spunto da una personale riflessione
sul concetto di “Designer come griffe”.
Dalla presa di coscienza del fenomeno nasce,
con dichiarata ironia, il personaggio di Uto che delinea
la propria immagine partendo dalla negazione di
essa in un gioco di equilibri tra la volontà/necessità
di apparire e quella di nascondersi.
Il filo conduttore dei lavori di Uto è forse
semplicemente il bisogno di comunicare, il bisogno
di suscitare qualcosa nel pubblico, strappare un sorriso,
sollecitare una riflessione, innescare un processo
che vada oltre il senso estetico e oltre alla funzionalità
facendo di ciò l’obiettivo principale del proprio lavoro.
Oggetti comunicanti prima di tutto, in cui si legga
in modo chiaro un messaggio.
Non credo nel design, credo nelle idee.
Uto Balmoral
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Uto Balmoral is the first virtual designer, is a character provokingly created to be a product himself, a project of the designer. The idea comes from a personal consideration sul concetto di “Designer come griffe”. The consciousness rising of this phenomenon gave birth, con dichiarata ironia, il personaggio di Uto che delinea with declared irony, to the new character Uto. Uto traces his own image starting from the denial of himself in a game of particular balances between the will/necessity of appearing and hiding. The central thread of Uto’s work is the simple necessity to communicate, to provoke, to generate something into the public, to force out a smile, to cause thinking, to spark off a reaction, to start a process able to go over the aesthetical sense and functionality and centering in this the principal scope of his work. First of all his objects are communicating, they are places where you can find a clear message. I don’t believe in design. I believe in ideas. Uto Balmoral è il primo virtual designer, è un personaggio provocatoriamente creato per essere lui stesso prodotto, progetto del designer. L’idea prende spunto da una personale riflessione sul concetto di “Designer come griffe”. Dalla presa di coscienza del fenomeno nasce, con dichiarata ironia, il personaggio di Uto che delinea la propria immagine partendo dalla negazione di essa in un gioco di equilibri tra la volontà/necessità di apparire e quella di nascondersi. Il filo conduttore dei lavori di Uto è forse semplicemente il bisogno di comunicare, il bisogno di suscitare qualcosa nel pubblico, strappare un sorriso, sollecitare una riflessione, innescare un processo che vada oltre il senso estetico e oltre alla funzionalità facendo di ciò l’obiettivo principale del proprio lavoro. Oggetti comunicanti prima di tutto, in cui si legga in modo chiaro un messaggio. Non credo nel design, credo nelle idee.