Natevo: NATurale EVOluzione della luce nell’appartamento

Intervistato dalla redazione archilovers, Massimiliano Messina racconta come nasce il progetto del nuovo marchio di Flou

by roberta dragone
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Giugno 2013_ Interpretare in maniera diversa la luce all’interno degli appartamenti. È questa l’idea alla base di Natevo, il neo-nato in casa Flou, ufficialmente presentato al pubblico in occasione dei Saloni 2013.

Si tratta di un progetto che propone un nuovo concetto di illuminazione residenziale, facendo dell’elemento arredo una sorgente luminosa.
Ma è anche un progetto che inaugura per il mondo dell’arredo un processo produttivo alternativo rispetto a quello tradizionale: la produzione non è commissionata ad un designer preselezionato, ma sollecitata da un “call for ideas” rivolto alla comunità del design che viene invitata a presentare le proprie proposte attraverso il sito aziendale.
Una giuria selezionerà le proposte ritenute di possibile produzione, che saranno successivamente realizzate in forma di prototipo e pubblicate sul sito. Sarà a questo punto l’indice di gradimento del pubblico a determinare, mediante concrete ordinazioni, l’effettivo ingresso di quel prodotto nel mercato.
Tutto ciò all’insegna della responsabilità sociale in termini di coscienza ecologica.

Intervistato dalla redazione di archilovers, il presidente di Flou Massimiliano Messina racconta come nasce, in cosa consiste il progetto e quali sono gli elementi da cui ha tratto ispirazione per il lancio del nuovo marchio.



“Natevo – spiega Messina – nasce da nat = naturale ma anche evo = evoluzione, ovvero come naturale evoluzione della luce all’interno dell’appartamento. La leggiamo “nativo” perché proponiamo oggetti di arredamento che abbiano la luce innata, che siano cioè nativi di luce”.

Alla domanda “come nasce l’idea del progetto” Messina racconta:
“Grazie alla tecnologia led la luce può essere immaginata dove si vuole. Le aziende hanno già iniziato a nascondere la sorgente luminosa nelle pareti o nei soffitti, e noi abbiamo sviluppato questa tendenza scegliendo l’emozione che arricchisce i monumenti di sera. La luce può creare delle atmosfere che nessun altro materiale può creare, ed abbiamo voluto portare quel tipo di luce all’interno di un appartamento eliminando la lampada”.

Ma l’elemento d’arredo non sembra essere il principio ispiratore più importante. Messina sottolinea con forza il concetto di “ecologia” alla base del progetto, spiegando il tipo di risparmio che questo consente in fase di costruzione di un appartamento nonché post ciclo di vita:
“Pensare una casa con il sistema Natevo vuol dire ridurre il numero di oggetti ed il relativo imballaggio.
Ma vuol dire anche ristrutturare senza la necessità di portare a soffitto o pavimento il filo della corrente, con un notevole risparmio in fase di costruzione.
Ci siamo fatti aiutare dall’università di Genova, dove hanno stimato che questo tipo di nuovo cablaggio della casa consente di risparmiare per un appartamento di 120 mq circa 3400 euro.
Il risparmio è infine da considerare anche sul dopo: se si utilizza un prodotto nativo si allunga la necessità si sostituzione poiché il led ha una vita media di 30 anni. Non solo. Alla fine del ciclo di vita il cavo non resta più all’interno della parete ma viene smaltito con la differenziata”.

L’approccio innovativo di Natevo risiede anche nella modalità produttiva:
“Natevo – prosegue Messina – nasce senza condizionamenti nel passato. Come può essere diverso un prodotto? Anche da come lo si produce. L’anno scorso abbiamo lanciato un prodotto che introduce il led nella testata di un letto: Essentia. Il progetto ci è arrivato via email da due ragazzi che, dopo aver sostenuto un esame all’università, ci hanno inviato il loro progetto: è stato uno dei più grossi successi dello scorso anno, ed è per questo che abbiamo voluto replicare questa esperienza anche su Natevo.

Chiunque abbia una bella idea di un prodotto che illumina può andare sul nostro sito ed inviarci il progetto. Lo valutiamo con una commissione di esperti e, una volta scelto il progetto e realizzato il prototipo, lo pubblichiamo sul nostro sito per capire se viene apprezzato. Se il prodotto supera un limite di 10.000 euro riteniamo che sia voluto dal mercato e quindi lo inseriamo a listino. Qualora il prodotto non dovesse piacere, il prototipo realizzato viene regalato al designer autore del progetto”.

In occasione del Saloni 2013 sono stati lanciati i primi 10 prodotti che, superato il limite di 10.000 euro, sono entrati in produzione. Si tratta delle collezioni di poltrone, sedie, tavoli, tavolini e oggetti d’arredo firmate Carlo Colombo, Pinuccio Borgonovo e dallo studio ThesiaProgetti, autore del letto Essentia presentato lo scorso anno con Flou.


 

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