"Green" is the new black

Discovering Marcelo Rosenbaum

by Gaia Miacola
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Marcelo Rosenbaum, nonostante i suoi occhi gentili, una barbetta pressoché incolta e le mani grandi, è considerato in Brasile la più grande star del design, paragonabile ai nomi di Starck 0 Rashid.

ll suo successo é legato al suo show televisivo e alle migliaia di clienti per cui ha disegnato case e cose più o meno lussuose. Fuori dal Brasile. é praticamente sconosciuto.

ln occasione del Salone Internazionale del Mobile ha presentato in Italia AGT (A Gente Trasforma = Noi Trasformiamo), la seconda edizione di un progetto sviluppato a Piauì, una zona rurale nel nordest del Brasile.

Insieme a cittadini locali, designers e studenti ha infatti sviluppato due linee di prodotti che ha poi svelato durante la fiera. Per la collezione Toca le donne di Piauì hanno creato, seguendo le tecniche locali di maglieria e cucito, una serie di contenitori e tappeti di carnauba, una fibra derivante dalle palme delle zone desertiche del Brasile.

Rosenbaum e impegnato nel "social design" su vari fronti, puntando al miglioramento delle vite di popolazioni non agiatissime. One Laptop per Child é, ad esempio, il progetto in larga scala che mira a dotare ogni bambino povero di un computer portatile.

La sua é una nuova generazione di designers; quella di coloro che focalizzano la loro attenzione nel creare qualcosa di utile e durevole, piuttosto che l'ennesima lampada o maniglia figa.

Il loro obiettivo e rendere il mondo migliore e contribuire a frenare la crisi economica e il divario tra ricchi e poveri, tra sani e malati, tra giovani e anziani.

L'approvigionamento di acqua, l'accumulo di energia solare, la diffusione della conoscenza, la lotta alla denutrizione, la diminuzione dei crimini, l‘aumento della vegetazione la conservazione delle tradizioni sono i temi preferiti della generazione "Green".

Sì, perché i designers convenzionali sono ormai una razza pericolosa e inesorabilmente in via di estinzione.

(Pubblicato anche sul mio blog: http://www.gaiamiacola.it/blog/?p=1852)

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