Hobart Waterfront

International Competition Hobart / Australia / 2006

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Obiettivi di progetto
1-Rendere indipendenti i flussi ad alto scorrimento
2-Individuare delle gerarchie di sistema e rafforzare identità
3-Strutturare un Programma complesso che sia capace di attrarre allo stesso tempo a livello locale e a livello internazionale
4-Flessibilità del programma in modo da far vivere il sistema per tutto l’arco della giornata e dell’anno e necessità di un intervento per fasi successive

Strategie di progetto
1-Stratificazione della città
2-Elemento di riferimento visivo e simbolico
3-Parco della cultura
4-Organizzazione per piastre tematiche connesse da passerelle e individuazione di attività che attirino classi sociali e fasce di età diverse per l’intera giornata

STRATIFICAZIONE DELLA CITTA’
Il progetto muove dall’idea che la città può in parte risolvere il problema delle interferenze tra i flussi stratificandosi. La scelta è radicale e propone di separare le interferenze veicolari parallele alla linea di costa con quelle dei flussi pedonali che tendono a penetrare dal cuore della città in senso perpendicolare ad essa. I pedoni vengono invitati a salire in quota, aiutati da scale mobili, ascensori e ogni altra agevolazione possibile grazie alla tecnologia. Ciò è possibile solamente perché viene dato vita ad un vero e proprio “Parco della Cultura” sovrapposto alla città esistente, il quale connette varie attrazioni, dal ludico-sportivo al culturale e al ricreativo. Attraverso piastre, che rileggono in termini dimensionali la trama della città consolidata, collegate da passerelle, ci si immerge in una passeggiata a 5 metri d’altezza che partendo dal teatro conduce al mare e da dove è sempre possibile godere di una vista panoramica. E’ proprio in corrispondenza della marina e poi del mare che il programma assume spessore internazionale dando vita alla “Città della Vela”. Hobart famosa nel mondo per l’arrivo della celebre regata trasforma così l’evento in una risorsa costante per la città, puntando ad un ruolo di eccellenza. La Città della Vela sarà un motore economico che potrà innescare un’intera economia locale che guardi come risorsa al resto del mondo.

GERARCHIE DI SISTEMA ED IDENTITA’
Un progetto complesso ed ambizioso necessita quindi di individuare gerarchie di sistema e soprattutto di rafforzare l’identità del luogo, senza astrarsi da esso. Per questo abbiamo pensato innanzi tutto ad un elemento verticale che si porrà come alternativa al sistema piastre, un “faro” sulla punta della nuova darsena, in continuità del pontile che prosegue uno dei viali più importanti della città; questa torre che sarà visibile e da essa si potrà vedere ogni punto della città, sarà simbolo dell’incontro delle due culture locali: quella aborigena e quella coloniale occidentale. Questo ha dato vita al tema architettonico dell’intero progetto. L’uso dei materiali parte proprio dalla ricerca delle origini di queste culture, oltre che guardare alle risorse del territorio; la scelta del legno e dei pali verticali quale elemento preponderante dell’intero progetto interpreta allo stesso tempo i pontili-palafitta costruiti dagli occidentali e gli strumenti di caccia degli aborigeni, e cerca di inserire l’architettura in modo armonioso e sostenibile nell’ambiente australiano.

PROGRAMMA
Il “Parco della Cultura” origina dal teatro più antico del continente. Il progetto prevede il recupero della struttura che vi si affianca e che insieme ad esso origina “happy corner”. La piazza così assumerà finalmente il ruolo di salotto e foyer all’aperto tra la città e il teatro, estendendo quello previsto all’interno dell’ex garage. All’interno di esso, oltre che un’espansione del back stage del teatro, con camerini e spazi di servizio più ampi e confortevoli, verrà inoltre ricavato un “Centro per le creatività emergenti” dotato di laboratori per artisti, sale prove per la musica e una scuola di danza. La caffetteria in corrispondenza del foyer del teatro, insieme alla biglietteria, guardaroba e servizi, si porrà come luogo di possibile incontro tra questo mix di realtà culturali, che vogliono abbracciare le fasce di età più varie in modo da permettere alla struttura un esercizio dinamico e continuo per l’intera giornata.
Il teatro viene connesso con il foyer da un nuovo volume anteposto alle scale di sicurezza del prospetto laterale, all’interno del quale saranno allocate le distribuzioni alle gallerie del teatro. Questo permette inoltre di ingentilire il prospetto verso la piazza, rendendolo schermo di comunicazione degli eventi della struttura.
Dal foyer con una prima passerella sarà possibile raggiungere in quota la “City hall” che verrà svuotata per ricavare una sorta di giardino d’inverno. Sarà sostituita la copertura con una vetrata in modo da rendere l’edificio la “Piazza coperta della Città”, lasciando libero lo spazio a quota strada per ricavarne una sala polifunzionale dove poter organizzare cene per migliaia di persone, balli collettivi, feste o esposizioni temporanee. Lungo il perimetro laterale al piano terra è prevista la localizzazione di spazi commerciali e di servizio. Questo secondo blocco In alto sarà collocato, come un enorme lampadario, un volume dalla forma libera che “volerà” nella sala; esso conterrà un auditorium/centro congressi durante le ore diurne e cinema nella serata. Ciò consentirà l’utilizzo pieno e flessibile della struttura e ospiterà il sistema di illuminazione della grande piazza polifunzionale sottostante. La passeggiata in quota lambisce l’auditorium con due passerelle laterali per poi riuscire in continuità a raggiungere la piastra. Qui sarà ricavato l’ampliamento del Tasmania Museum e quindi il nuovo ingresso. Ciò permetterà di mantenere al piano strada il parcheggio già in essere e allo stesso tempo restituirà in copertura a quello spazio la sua naturale vocazione di piazza. Qui troveranno spazio delle attività sportive da praticare all’aperto, quali skate, roller e percorsi per la corsa e piste ciclabili.
L’ampliamento del museo sarà possibile grazie alla corte del corpo di fabbrica affiancato alla piazza. Questi sarà occasione per posizionare una grande copertura vetrata montata su una struttura in acciaio che raggiungerà la quota della nuova passeggiata dove saranno presenti il foyer di ingresso, la caffetteria e i servizi al pubblico (biglietteria, guardaroba, toilette). Si verrà a creare una sorta di galleria; ciò consentirà un notevole risparmio economico in quanto la delimitazione del nuovo volume sarà decisamente circoscritta. I prospetti del vecchio corpo di fabbrica si affacceranno direttamente con le finestre verso questo interno-esterno. La doppia quota permetterà altresì di ricavare un foyer, che tramite passerelle, potrà dare accesso separatamente alle sale del museo delle collezioni permanenti con la nuova sala delle esposizioni temporanee. Vista l’organizzazione spaziale e la posizione defilata, la zona foyer-caffetteria potrà e dovrà quindi avere un’attività anche serale allorché il museo fosse chiuso; infatti vista la natura del parco sportivo antistante sarà necessario prevedere un punto di ristoro e servizio.
Da questa piastra la passeggiata condurrà attraverso la Città della Vela. Il primo corpo viene attraversato in continuità con la quota precedente ad un piano intermedio a cui è sovrapposto un volume dedicato alla residenza degli studenti, degli insegnanti dell’Università della vela, della scuola di design e per gli equipaggi.
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    Project details
    • Year 2006
    • Work finished in 2006
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Waterfront / Urban Furniture / multi-purpose civic centres / Apartments / Office Buildings / Tower blocks/Skyscrapers / Business Centers / Colleges & Universities / Theatres / Museums / Concert Halls / Sports Centres / Fitness Centres / Bars/Cafés / Student Halls of residence / Urban Renewal
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