Chiesa Parrocchiale Gesù Cristo Redentore

una chiesa per il terzo millennio Alcamo / Italy / 2008

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COMPLESSO PARROCCHIALE “GESU’ CRISTO REDENTORE” Progettisti : Arch. Vincenzo Calvaruso Ing. Cottone Rosario Enzo Premessa Mettere il proprio talento al servizio della verità Divina, aprire il nostro spirito al soffio dello Spirito Divino per aiutare la chiesa a tradurre il suo Messaggio Divino nel linguaggio della forma e delle figure, a rendere sensibile il mondo invisibile, è il ruolo primario di chi affronta il tema della progettazione di un complesso parrocchiale. E’ questo lo spirito con cui si è affrontato il tema della progettazione del complesso parrocchiale “Gesù Cristo Redentore”, in un costante dialogo con i responsabili della chiesa e con la comunità parrocchiale, che consentendo di approfondire l’analisi delle problematiche liturgiche, sociali, culturali ecc. legate allo svolgimento di tale tema, ha costituito occasione di crescita nella fede; soprattutto in questo tempo in cui le forme e le funzioni dello spazio liturgico chiedono di essere ripensate in base alla riforma voluta dal Concilio Vaticano II e al cammino di fede delle comunità che celebrano il Mistero di Cristo. Significato liturgico della chiesa 1. Come “casa del popolo celebrante”, il luogo nel quale si riunisce la comunità cristiana per ascoltare la parola di Dio, per innalzare a lui preghiere e per celebrare i santi misteri, immagine speciale della Chiesa, tempio di Dio edificato con pietre vive; sicché l’edificio corrisponde alla comprensione che la Chiesa, popolo di Dio, ha di se stessa nel tempo. Le sue forme concrete, nel variare delle epoche, sono immagine relativa di questa auto comprensione. 2. Come “immagine della Chiesa, popolo di Dio”, che si esprime nell’immagine storico salvifica del “popolo di Dio” e si manifesta in modo speciale nell’assemblea liturgica, soggetto della celebrazione. Questo spazio liturgico interpreta ed esprime simbolicamente l’economia della salvezza dell’uomo, divenendo visibile profezia dell’universo redento. 3. Come “promozione di una nuova comunità ecclesiale locale”, radicamento della Chiesa “di persone” nel territorio, che nell’edificare una nuova chiesa compie una azione pastorale articolata nei suoi attori e nel processo che la giustifica come immagine di una comunità viva ed operante, guidata nel suo cammino storico da profonde leggi teologiche e culturali. 4. Come elemento altamente qualificante del contesto urbano, capace con la sua presenza di orientare e organizzare gli spazi esterni circostanti ed essere segno della istanza divina in mezzo agli uomini. IL CONTESTO Il quartiere “Sant’ Anna” Nell’ultimo ventennio il Centro Urbano di Alcamo ha avuto una notevole espansione urbanistica, nelle aree a sud del centro urbano, a margine delle falde di Monte Bonifato e prevalentemente nelle C./de Sant’Anna - Tre Santi - Carrubbazzi, dovuta in parte al caotico espandersi degli insediamenti abusivi, ed in parte al pianificato massiccio inserimento di edilizia residenziale pubblica, con la realizzazione in momenti diversi di edilizia economica e popolare, di case in cooperativa, del villaggio regionale e delle cosiddette “ case agricole” costruite negli anni sessanta grazie all’intervento della Regione, che complessivamente formano quella parte del centro urbano di Alcamo meglio noto come il “quartiere Sant’Anna”. Questa notevole espansione urbanistica, è consistita nella realizzazione della sola edilizia residenziale in totale assenza delle necessarie attrezzature e servizi di quartiere, dovuto in parte alle vicende legate ai tempi ed alle modalità di realizzazione degli interventi di edilizia residenziale pubblica e soprattutto al massiccio manifestarsi del fenomeno della edificazione abusiva, con tutte le negatività discendenti da uno status di illegalità. Complessivamente il quartiere si estende attualmente per circa 50 ettari con una popolazione di circa 7.000 abitanti con problematiche varie di degrado urbano e sociale, dovute soprattutto alla mancanza di elementi qualificanti di centralità urbana, che la contraddistinguono come area periferica nonostante la sua vicinanza fisica con il centro. Per tali caratteristiche tutto il quartiere è stato inserito, dall’Amm. Comunale, nei programmi di recupero urbano ai sensi dell’Art. 11 della legge 493/93. Questa diversità di situazioni abitative ha fatto sì che nel quartiere risieda una popolazione alquanto eterogenea dal punto di vista sociale ed economico, che per la notevole distanza dai centri ecclesiali esistenti, non può godere della dovuta assistenza religiosa immediata e continua, ed inoltre non vi è, in un quartiere così difficile, alcun altro centro di aggregazione sociale. Questa realtà sociale alquanto complessa e difficile non è sfuggita all’attenzione e alla cura pastorale del Vescovo pro tempore Mons. Emanuele Romano che in data 14 Giugno 1985 a norma del Can. 515, par.2, erigeva la nuova Parrocchia con il titolo “GESU’ CRISTO REDENTORE”. Successivamente in data 12 ottobre 1985 lo stesso Mons. Emanuele Romano affida al Sac. Benedetto Cottone, la cura pastorale delle circa 6.000 anime che già a quella data erano insediate in questo territorio. Attualmente la Parrocchia è ospitata in un locale in affitto di circa 230 mq che a fronte di un considerevole impegno economico, si rivela inadeguato al corretto svolgimento del Ministero che la Parrocchia è chiamata a svolgere comunque. DESCRIZIONE Nel lotto, esteso mq 4.356,75, si sono realizzati i seguenti manufatti: PIANO CHIESA – CANONICA La chiesa parrocchiale di mq 686, realizzata con struttura intelaiata antisismica in c.a. avente il piano di calpestio declinante verso l’area presbiteriale con una pendenza media del 5,10%, conforme alla normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche, consentendo una migliore partecipazione dei fedeli alle funzioni liturgiche, accentuando la centralità focale del presbiterio e dell’altare in particolare. Secondo le articolazioni funzionali è composta da : il Presbiterio, ubicato nell’abside, rialzato di un gradino che lo delimita e lo differenzia rispetto all’aula, è il centro focale dove vengono collocati l’Altare, la Sede del Presidente e i posti per i concelebranti, a cui fa seguito l’Ambone e l’area sacramentale, il tutto sormontato da una cupola lignea con struttura portante in legno lamellare; pavimentato con marmi policromi che consentano la piena esplicazione dei significati liturgici e la differenziazione delle varie funzioni in modo armonico; una navata centrale, delimitata dal colonnato e coperta da una volta lignea con struttura portante in legno lamellare, costituisce l’Aula dove, sui banchi in legno disposti ad archi concentrici disimpegnati da tre corsie di cui una centrale, trovano posto circa 300 persone; due navate laterali, tra il colonnato e le pareti perimetrali dove sono poste le icone della Via Crucis, assolvendo sia alla funzione di percorsi di accesso e deflusso delle persone, che di percorso processionale per le celebrazioni liturgiche; la cappella del SS., ubicata in un’area differenziata dall’aula, ma con un rapporto visivo diretto con essa, con accesso dalla navata laterale e con un suo abside in cui oltre al tabernacolo per la custodia eucaristica verrà posta una mensa per la sua utilizzazione come cappella feriale; la sacrestia, strategicamente posta vicino l’ingresso principale, oltre ad essere un luogo idoneo all’accoglienza di celebranti e ministri, ma anche alla conservazione di libri, vesti e arredo liturgico, con accesso dall’aula assembleare, favorisce in particolare il corretto svolgimento dei percorsi processionali delle celebrazioni liturgiche; la penitenzeria, ubicata vicino l’ingresso principale nel vano in simmetria con la sacrestia, in relazione diretta con l’aula assembleare, consente il necessario riserbo richiesto dalla celebrazione in forma individuale e favorisce la dinamica dialogica tra penitente e ministro; il Sacrato, consente eventuali celebrazioni all’aperto garantendo delle ottime condizioni di partecipazione data la sua posizione in cima alla scalinata, in relazione diretta con gli antistanti spazi pubblici di quartiere, e luogo in cui confluiscono i percorsi pedonali che dall’esterno conducono alla chiesa. La scalinata di accesso al Sacrato ed alla Chiesa, realizzata con struttura intelaiata antisismica in c.a., facente corpo unico con i sottostanti locali tecnici, è costituita da due rampe di 10 gradini ciascuna, con sviluppo planimetrico ad archi concentrici aventi lunghezza di corda variabile da ml 5,70 a ml 10,40 , consente un ordinato deflusso verso i due accessi su strada. In progetto è prevista la realizzazione del campanile, costituito da tre pilastri, rivestiti in rame, a sezione trapezoidale variabile che partendo dai vertici della base triangolare equilatera, con una evoluzione verso l’alto secondo una direttrice iperbolica all’esterno e verticale all’interno, confluiscono in una cupoletta sormontata dalla croce, dove verranno collocate sette campane in bronzo (una per ogni nota) che consentiranno un corretto svolgimento della tradizionale funzione di richiamo, di festa e di comunicazione sonora melodica, secondo la migliore tradizione. La canonica, con superficie coperta di mq 175, destinata allo svolgimento della funzione di abitazione , accoglienza ed ospitalità, PIANO SALONE - MINISTERO PASTORALE I locali per le attività pastorali di complessivi mq 623, di cui: salone comunitario di mq 240, caratterizzato dal pavimento in leggero declivio con una pendenza del 5,36%, che nel rispetto della normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche, consente di posizionare i posti a sedere in modo da favorire al massimo la partecipazione, anche visiva, alle attività comunitarie. 9 aule per complessivi mq 383, Due gruppi di servizi igienici per complessivi mq 44,40, Il porticato che per una larghezza di tre metri, facendo il giro completo della struttura principale, realizza una percorrenza pedonale coperta che raccoglie il deflusso dal salone e dai locali delle attività pastorali, oltre ad essere il supporto del percorso pedonale che dal Sacrato conduce verso la canonica da un lato e verso il parcheggio pubblico dall’altro; Il corpo di collegamento tra la chiesa, la canonica, il campanile ed i locali per le attività pastorali di mq 54, costituito da un corpo scala che con una rampa rivestita in travertino, conduce dal piano Salone-Ministero Pastorale al piano Chiesa – canonica e da cui continuando con una rampa di servizio si sale alla quota del solaio della canonica, da cui si accede al campanile; SPAZI APERTI I muri di contenimento e di recinzione, realizzati in cemento armato e rivestiti in pietra locale; Parcheggio, esteso mq 1.067 nel lato sud - ovest del lotto con accesso carrabile dalla via Kennedy, Campetto di pallavolo nel lato sud - est; Viabilità pedonale interna al lotto che mantenendo mediamente una pendenza tra il 5% ed il 6%, consente un’agevole fruizione di tutta l’area e di tutti i locali, in piena conformità con la normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche; Aree sistemate a verde, dove verranno messe a dimora esclusivamente essenze tipiche dell’area del mediterraneo;
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    Project details
    • Year 2008
    • Work started in 2002
    • Work finished in 2008
    • Main structure Reinforced concrete
    • Client Curia Vescovile di Trapani
    • Contractor CONSORZIO AEDARS Sc. a,r,l.
    • Cost 2.678.616,69
    • Status Completed works
    • Type Churches / Multi-purpose Cultural Centres / Urban Renewal
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