Riqualificazione Lungomare Rimini

Proposta di project financing con Coopsette Rimini / Italy / 2008

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Da una prima analisi del sito, è evidente come il tratto di Lungomare oggetto del concorso, sia letto oggi solo come un sistema viario di passaggio, più che un luogo dove sostare e passeggiare.

È altrettanto evidente il ruolo di cesura che il lungomare ha assunto suo malgrado. Separazione tra la città,che vive di una sua vita propria, e gli stabilmenti balneari e il mare, anch’essi in un certo senso che vivono di un tutto loro splendido isolamento. Prova ne è l’attività diurna, legata alla spiaggia, e la passeggiata notturna, che avviene non sul lungomare, come ci si aspetterebbe, ma su viale Vespucci, strada commerciale più legata alla città che al mare.

Altro fattore che emerge dalla lettura del sito è l’uso stagionale dell’area, molto vissuta d’estate, deserta d’inverno.

Risulta inoltre chiaro come si sia degradato il contesto e il tipo di turismo, che, dai tempi gloriosi del Grand Hotel, oggi è molto più massificato e ha perso di qualità nelle strutture di accoglienza, nelle attività ludiche e di intrattenimento che storicamente hanno reso celebre questo tratto di costa.

È comprensibile e condivisibile quindi la volontà del comune di Rimini di pedonalizzare il tratto di lungomare oggetto del concorso e di realizzare un parco pubblico e i parcheggi indispensabili alla fruizione non congestionata dell’area.

È un ottimo punto di partenza ma non può essere sufficiente se non si usa quest’occasione per dotare la città di servizi di qualità che possano risolvere le criticità prima elencate. È in questo senso e a partire da queste prime riflessioni che è stato sviluppato il nostro progetto.

In primo luogo si è cercato di risolvere i problemi legati alla viabilità e ai parcheggi. Abbiamo anzi sfruttato la necessità di interrare le autorimesse per alzare il livello della passeggiata attuale e consentire così di superare visivamente la barriera degli stabilimenti balneari, riconquistare la vista del mare e dell’orizzonte.

Il primo gesto quindi è stato quello di rimodellare il terreno. Ed è a questo punto che l’idea progettuale è sembrata evidente. La proposta di un sistema naturale ondulato ci ha subito portati a quello che poi è un paesaggio caratteristico anche della costa adriatica: la duna e la pineta . L’idea di progetto nasce quindi da un elemento geologico riconoscibile. L’architettura diventa sistema dunario, con una morfologia chiara, ben definita, identificabile. Un’architettura “morbida” e viva, suscettibile di erosioni, cambiamenti, modifiche.

Abbiamo quindi sviluppato il progetto del parco assecondando le caratteristiche di questo particolare ecosistema, sviluppando il passaggio graduale dalla spiaggia alla città, attraverso i diversi sistemi dunari (duna bianca, dunagrigia, duna boschiva). Molto naturalmente, questa scelta ci ha consentito di annullare il limite tra la spiaggia e il lungomare, e tra il lungomare e la città.
Il parco, e quindi il lungomare, diventa elemento d’unione, transizione naturale.

La vegetazione segue questo passaggio, questa metamorfosi, passando dalla sabbia alle piante basse e quasi spontanee, da queste alle graminacee e poi ai cespugli fino alla pineta, diventando progressivamente più alta e densa mentre i pini si innestano e si espandono anche all’interno della città più costruita.

Allo stesso modo abbiamo cercato di mediare il passaggio, la transizione dalla città verso il mare, attraverso una frantumazione progressiva del costruito. Gli spazi commerciali richiesti dal bando sono stati collocati in una teoria di piccoli edifici che per volume e dimensione mediano tra i volumi importanti e concentrati degli alberghi da un lato, e quelli bassi e diffusi degli stabilimenti balneari dall’altro. Questi volumi commerciali (ristoranti, bar e piccoli negozi) diventano degli edifici icona, astratti, nei quali l’architettura è minima, a metà strada tra le cabine degli stabilimenti e i villini della città giardino. Termine di paragone e legame, incontro tra le due realtà che qui possono convivere.
Il Lungomare, la passeggiata vera e propria, appare come una pista bianca tra le dune, che ne asseconda l’orografia e percorre tutta l’area fino a sconfinare, perdendosi, sul molo a nord. A questo percorso principale si sovrappongono una serie di percorsi trasversali che seguono la struttura molto forte dell’organizazione della spiaggia. Quasi come dei pontili, con le loro pavimentazioni in legno, sono il prolungamento naturale dei percorsi di accesso agli stabilimenti che, attraversando tutto il parco, li ricollegano a viale Vespucci.

A questo punto però è sembrato necessario integrare quelle che erano le richieste del bando con alcune scelte programmatiche, di forte impatto forse, ma secondo noi indispensabili per assicurare e ritrovare quella “urbanità” che qui sembra sia stata dimenticata.

In questo senso proponiamo la costruzione di un edificio multifunzionale, ma naturalmente votato ad attività di pubblico spettacolo, che abbiamo chiamato Kursaal, con riferimento al vecchio edificio già demolito, del quale il nuovo ne eredita la posizione privilegiata di punto focale, non solo dall’asse di Viale Principe Amedeo, ma di tutto l’intervento di riqualificazione del Lungomare Tintori. Il volume di quest’edificio si manifesta come una duna più alta e bombata delle altre, sorta di cupola che perde progressivamente l’aspetto vegetale di parco e si trasforma, colorandosi di rosso, in oggetto misterioso, brillante alla luce del sole di giorno, luminoso e festivo di notte.

L’altro intervento consistente è la costruzione di un Resort nell’area triangolare a nord del lungomare, tra il porto e il Grand Hotel. Visivamente anche quest’intervento si legge come estensione del parco. Tre grandi dune s’innalzano dolcemente per ospitare un insediamento ecosostenibile, integrato nel sistema vegetale del parco: coperture vegetali, grandi terrazzi piantumati, cortili lussureggianti e colorati dalle bouganvillae. Questo “paradiso” vegetale, accoglie, oltre ai parcheggi pubblici seminterrati, degli spazi commerciali al piano terra che si affacciano su una passeggiata sinuosa, estensione naturale del lungomare tra i morbidi rilievi delle dune.


PROJECT ARCHITECT
Alessandro Carbone / Marta Suarez _ Concept Design e Preliminiary Design

ARCHITECTES
Concept Design e Preliminary Design: Tommaso Arcangioli, Gianluca Bilotta, Andrea Boscolo, Mirco Bert, Piero Ventura
Landscape: Remy Tuquin, Vatsana Takham

IMAGES DE SYNTHESE
Etienne Feher, Mizuho Kishi, Marie Maillard

CONSEILLER AUPRES DE JEAN NOUVEL
Hubert Tonka
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