Concorso "Piazza Libertà", Avellino

Concorso per la riprogettazione della Piazza Libertà nel centro di Avellino. Avellino / Italy

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Il progetto cerca di attivare una innovazione mirata, non spontanea, attenta ai caratteri urbani, territoriali e ambientali del contesto, lontano delle mode che propongono atopici LandMarker. La piazza si pone nei confronti del contesto con alterità “determinata”, come un corpo indipendente e astratto, carico di espressività e identità. L’unità compositiva è generata dall’ampio piano luminoso della piazza, immaginato come un grande podio in pietra chiara delimitato dal lastricato di pietra lavica. Il centro della piazza è lievemente concavo, il declivio diventerà location per grandi eventi, spettacoli e concerti. L’articolazione dinamica della grande piazza trova così relazione con la polla d’acqua, il poggio del grande albero di Cedro e l’ampia muro-sedile dell’“Oratorio”, i quali sono stati immaginati come elementi strutturanti dello spazio. Il progetto prevede di ritracciare come astratti elementi ordinatori riletti in chiave contemporanea alcuni edifici preesistenti, che connotavano in passato la qualità di tali spazi. I principali sono: la chiesa del Rosaio, quella di S. Francesco e la porta Napoli, tutti edifici demoliti nei secoli scorsi. Così come previsto dal bando, si è reinterpretato, astrattamente, il carattere della piazza raffigurata nel dipinto di Cesare Uva. Il progetto, in questa fase di ideazione, ai fini della redazione degli elaborati di concorso, ha acquisito come dati di partenza i caratteri principali del parcheggio sotterraneo, che in caso di ipotetico avanzamento della definizione progettuale ci si impegna a redigere nel dettaglio l’intervento, raccordando piazza e parcheggio. La polla d’acqua L’ampia piazza ha un carattere luminoso, conferito dalle lastre di pietra breccia bianca. Tale spazio è connotato dall’apparente profondità dell’ampia vasca affiorante dal suolo, non immaginata come un qualsiasi elemento ornamentale della piazza, ma come parte strutturante dello spazio. Infatti il nero fondale della vasca accentua il senso di profondità, che struttura l’affinità ad una polla d’acqua sorgiva, una delle tante che caratterizzano la ricchezza idrologica del territorio irpino. La vasca d’acqua diventa il luogo delle suggestioni, dei riflessi, diventa metafora delle profondità e dell’abisso. Attraverso un gioco di riflessi “cattura” e “restituisce”, sottoforma di riflesso, tutto quello che le accade attorno, come il mutevole gioco degli astri, delle nuvole e di Narciso. Il poggio del Cedro Il Cedro del Libano con la sua imponente chioma è un elemento di nodale importanza del sistema urbano; il progetto della piazza, caratterizzata da elementi essenziali di peculiarità, come la fonte e l’ampio sedile, pone come elemento strutturante di tutte le relazioni spaziali il cedro, permettendogli di esaltarne il Tòpos. Alla base dell’albero è previsto un “cumulo” di tronchi di castagno disposti con geometria tronco conica, simile ad un poggio, che nell’immaginario dovrebbero evocare le tipiche carbonaie Irpine. La base dell’albero enfatizza il suolo, mentre la fronda vegetale determina insieme all’ampia fonte un insieme di elementi naturali “straordinari” incastonati nella luminosa ed astratta spazialità della piazza. Il muro-sedile dell’Oratorio L’ampio muro-sedile contiene lo sguardo della piazza, insieme alla relazione con via Francesco de Sanctis, che mantiene il proprio ruolo ai fini del traffico veicolare. Il sedile è costruito con una serie di ampie lastre di “pietra di breccia irpina”, che trova ampio utilizzo nel territorio. La parete-sedile è caratterizzata da una fenditura orizzontale che si estende lungo tutti i prospetti, metafora di una faglia, che diventa cassa di risonanza, rendendola, una parete acustica. Infatti al suo interno è prevista una fontana, nascosta alla vista, e percepita soltanto mediante lo sciabordio dell’acqua, che attenua i plausibili rumori provenienti dal traffico veicolare della strada limitrofa. Nel buio della notte, da questa fenditura uscirà una luce, la quale ha il ruolo di accentuare la levitazione dei blocchi. Le alberature Lungo l’asse in prosieguo di via Francesco de Sanctis si prevede la piantumazione di un filare lungo circa cento metri di alberi di Leccio (Quercus ilex). Differentemente dalla progettazione di molte piazze “di moda” non si prevedono essenze lussureggianti. Il progetto al contrario prevede la piantumazione di essenze “indigene” molto resistenti, diffuse nei paesi del Mediterraneo. Si è scelto un albero sempreverde, che resiste bene alla siccità dei mesi estivi, pertanto, ha bisogno di poca irrigazione. Il filare di lecci, pianta tipica dei boschi irpini, posta a ridosso del muro–sedile dell’Oratorio, ombreggia, nei mesi estivi, l’area sottostante e quella a ridosso dello stesso muro; questo viene immaginato come un ampio sedile posto a schermatura della strada limitrofa. La compresenza dell’ampio sedile e della polla d’acqua diventano sosta ristoratrice e luogo di delizia, di lontane memorie di ruscelli e aree boschive. Esposizione Nord-Sud Il soleggiamento è stato considerato uno dei fattori determinanti della qualità urbana della piazza. Si è cercato, pertanto, di comprendere alcune principali caratteristiche geografiche ed astronomiche dell’area per predisporre dei dispositivi atti a determinare maggiore confort nelle opposte stagioni, quella invernale e quella estiva. La parte invernale della piazza è quella con esposizione a sud, e corrisponde con i palazzi “storicizzati”, sulla direttrice di via Nappi, questa è caratterizzata dall’assenza di ombra e dalla collocazione di discrete panchine sulle quali godere del ristoro del sole invernale. Sul versante estivo quello esposto a nord sono invece disposti il muro-sedile dell’Oratorio e le piante di leccio. Questi, nella stagione estiva costituiscono un luogo fresco ed umbratile, ideale per le delizie estive. Prospetto_large © Vincenzo Latina . Pubblicata il 01 Luglio 2013. La sostenibilità dell’intervento Il progetto prevede l’utilizzo di dispositivi e mezzi per una progettazione eco-compatibile. Esso prevede l’utilizzo di materiali facilmente reperibili nel mercato locale, di materiali riciclabili e rinnovabili, nonché l’uso di materiali a basso contenuto energetico, l’impiego di sistemi di riciclo parziale dell’acqua piovana, la salvaguardia dell’ambiente naturale e last but not least l’esecuzione di opere che prevedono l’impiego di risorse umane presenti nel territorio. Si prevede che le vasche d’acqua delle polla e delle fontane possano servire come riserva idrica del parcheggio sottostante. Gli elementi scultorei La piazza prevede l’installazione di nastri e scritte in bronzo ed ottone al fine di evidenziare le tracce di porta Napoli e della vecchia Chiesa del Rosario. Come già accennato, all’interno della Polla d’Acqua e sul paramento del Muro dell’Oratorio sarà caratterizzata da una serie di nicchie entro le quali si prevede l’installazione di intarsi scultorei. Il Mazzoccio, posizionato sul bordo della vasca in asse con l’albero di cedro è previsto in marmo nero e riporta sui lati epigrafi Osci –l’antico linguaggio dei Sanniti-. L’ illuminazione Il progetto di illuminazione si propone da un lato di sottolineare la complessità delle relazioni esistenti tra gli elementi di peculiarità della piazza, dall’altro di offrire una chiave di lettura che ne semplifichi e ne renda accessibile il senso attraverso un percorso esperienziale. Impianti e sottoservizi Gli impianti ed i sottoservizi saranno realizzati con materiali idoneamente scelti per qualità, utili a garantire un’elevata durevolezza nel tempo, onde evitare il ricorso a manomissioni della pavimentazione in pietra. Si adotteranno perciò tubazioni in ghisa per i tratti fognari esterni alla piazza e per i raccordi alla infrastrutture esistenti; le tubazioni di acciaio sono zincate e rivestite esternamente con polietilene estruso. I collettori pluviali sono realizzati in calcestruzzo con verniciatura epossidica
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    Il progetto cerca di attivare una innovazione mirata, non spontanea, attenta ai caratteri urbani, territoriali e ambientali del contesto, lontano delle mode che propongono atopici LandMarker. La piazza si pone nei confronti del contesto con alterità “determinata”, come un corpo indipendente e astratto, carico di espressività e identità. L’unità compositiva è generata dall’ampio piano luminoso della piazza, immaginato come un grande podio in pietra chiara delimitato dal lastricato di pietra...

    Project details
    • Client Comune di Avellino
    • Status Competition works
    • Type Public Squares / Urban Furniture / Urban Renewal / Monuments
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