Allestimento mostra personale di pittura ORIZZONTI

Ex collegio dei Gesuiti, Noto

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“In pittura, valendomi di tutte le mie capacità e di nuove tecniche, ho cercato di mantenere la rapidità del pensiero, ma l’esecuzione è sempre in ritardo sulla mente, come lo è sulla percezione. Da secoli gli artisti cinesi e giapponesi hanno raggiunto questa capacità di immediatezza. Si racconta di un artista cinese al quale l’imperatore aveva chiesto di dipingere un drago su un paravento. Passarono degli anni, finché un bel giorno l’imperatore si recò nello studio del pittore per appurare la ragione del ritardo. Il luogo era pieno di disegni e schizzi di draghi, uno più magnifico e particolareggiato dell’altro. L’artista disse che stava facendo degli studi, ma presto sarebbe stato pronto a venire a palazzo per l’opera definitiva. Arrivò con un pennello, variando la pressione sulla superficie da dipingere, partì da un’estremità e come un turbine arrivò in pochi secondi all’altra estremità del paravento: era una sintesi di tutti i suoi studi. Questa concezione è l’opposto di tutte le idee occidentali sulla pittura, specialmente di quelle dei primitivi, con le loro creazioni laboriose e particolareggiate. Forse i pittori odierni tentano un recupero della concezione orientale.”... (MAN RAY, Autoritratto, 1963) Considero la pratica della pittura come parte integrante di un’unico percorso di ricerca sulla composizione, insieme all’esercizio del progetto architettonico. La pittura è, secondo me, l’ambito privilegiato di riflessione sugli aspetti fenomenici del colore, nell’interazione con spazio e luce. L’opera pittorica, in tal senso, contribuisce a costituire un’idea di spazio architettonico e di scenario, con specifici caratteri e significati, attraverso disposizioni, dimensioni, misure precise e calibrati rapporti. Attraverso la pittura si stimola la percezione, estendendo nel campo delle sensazioni l’esperienza spaziale degli individui. L’obiettivo di tale sinergia e sintesi è la realizzazione di una condizione estetica totale di armonia. Il paesaggio, poi, è il tema prevalente di tutti i miei quadri. Mi interessa cogliere l’essenza della geografia dei luoghi che conosco, attraverso un processo di astrazione bidimensionale, in cui la profondità prospettica è restituita attraverso la scala dimensionale degli oggetti che rappresento e attraverso le proprietà del colore. L’orizzonte, in questo processo di astrazione, è il riferimento assoluto attraverso cui è possibile cogliere le variazioni dei paesaggi, le fisionomie dei territori, il contrasto eterno tra elevazione e gravità. L’orizzonte è anche un asse visuale fondamentale sulla base del quale si struttura un proporzionamento, una misura tra l’opera e l’ambiente per cui essa è stata congegnata. FABRIZIO FOTI
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    Project details
    • Year 2013
    • Work started in 2013
    • Work finished in 2013
    • Status Completed works
    • Type Multi-purpose Cultural Centres / Museums / Interior Design / Art Galleries / Exhibitions /Installations
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