5° Edizione Premio d’Architettura Ernesto Lusana

UNA PIAZZA DI TUTTI, un progetto per tutti Latina / Italy / 2012

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“La città non è un monumento, è un organismo che si muove, cambia, evolve e non deve essere fatta per, ma dai cittadini.” (G. C. Argan) Un progetto di carattere urbanistico, come questo che vede il rifacimento della piazza principale della città di Latina, secondo noi, deve essere affrontato coinvolgendo nelle scelte progettuali i cittadini stessi, rendendoli artefici del cambiamento di una parte importante della città. Siamo anche convinti che un progetto, per così dire, calato dall’alto, ideato dal miglior progettista possibile, risulti in ogni caso una violenza ai cittadini che non sentiranno familiare” il nuovo intervento. Potrebbe sembrare come l’intrusione di un estraneo che, senza preavviso e autorizzazione, modifica una parte della nostra casa, sotto i nostri occhi. Il metodo che proponiamo non è una novità. Esso si diffonde e trova largo impiego negli ultimi anni come rielaborazione degli esperimenti fatti nei laboratori urbani di Renzo Piano (Otranto e Burano) e Giancarlo De Carlo (Urbino e Lastra a Signa) realizzati tra la fine degli anni ‘70 e la metà degli anni ‘80, con lo scopo di attivare un processo di riflessione collettiva per cui l’intera comunità acquista consapevolezza della propria storia fisica. Questo tipo di approccio al progetto vede la partecipazione attiva degli abitanti sia alla fase progettuale che a quella esecutiva. Il processo diventa un cantiere mentale capace di dare risposte concrete al bisogno – assolutamente moderno – di identità e partecipazione a fronte dei violenti processi di omologazione e isolamento ai quali siamo stati sottoposti dagli ultimi decenni a questa parte. In ultima analisi, ci piace ggiungere che in un momento storico dove i cittadini chiedono più trasparenza ai loro rappresentanti e amministratori, anche il progetto diventa trasparente, esce allo scoperto, nel vero senso del termine, incontra e si confronta con la città e suoi abitanti. PROGETTAZIONE PARTECIPATA La progettazione partecipata non si improvvisa, richiede l’identificazione di una specifica funzione di regia e di specifiche competenze per praticarla; “non basta mettere le persone intorno a un tavolo perché si produca magicamente una buona progettazione partecipata” (A. Balducci, 1991). Passata la fase di moda dell’approccio (che ha caratterizzato la fine degli anni ’90 e i primi anni del millennio), la progettazione partecipata rappresenta un approccio ineludibile perché fondamentale per la costruzione dei progetti sociali, e non tanto per ragioni ideologiche, ma essenzialmente metodologiche. Le normative nazionali di settore (L. 285/97, L. 328/00, ecc.) promuovono la progettazione sociale partecipata: l’idea è di un intenso coinvolgimento di attori competenti, sollecitandone il coinvolgimento consapevole e attivo affinché questo possa arricchire il processo di progettazione. E’ essenziale costruire insieme il progetto e il consenso al progetto, ovvero costruire senso di appartenenza nei partecipanti verso le idee e i percorsi da realizzare, perché le scelte effettuate possano essere efficaci, realizzarsi cioè senza incontrare eccessive resistenze e opposizioni. Infatti solo il coinvolgimento attivo di soggetti portatori di capacità ed esperienze diversificate riuscirà a proporre risposte originali e creative ai bisogni, evitando il rischio di replicare modelli standardizzati (generalmente inefficaci nel trattamento di problemi complessi e delicati, sfuggenti a una definizione di routine), e questo appare un elemento di grande rilevanza nella costruzione di progetti con caratteristiche sperimentali e innovative. La traduzione in pratica di questo metodo prevede una serie di figure-chiave capaci di indirizzare e organizzare l’intero procedimento. Prima fra tutte è il conduttore/regista della progettazione che coordina i vari gruppi specialistici. RUOLO DEL CONDUTTORE/REGISTA DELLA PROGETTAZIONE 1. Identificare correttamente i referenti dei diversi gruppi da coinvolgere in ogni contesto, avendo chiaro il campo e il livello d’azione. Il processo di progettazione partecipata ha infatti il suo fulcro in un gruppo di coordinamento alla progettazione costituito da persone rappresentative dei diversi campi coinvolti nel processo. Individuare i referenti coinvolti significa soprattutto avere presente la posta in gioco per ciascuno di essi, le loro reti di relazione e la loro influenza reciproca. 2. Chiarire e “contrattare” con ciascuno di loro la partecipazione richiesta in termini di ruolo, tempo da dedicare alle riunioni, investimento extra-riunioni. 3. Predisporre uno schema concettuale dell’intero processo (meta-progetto) sufficientemente elastico, ma anche sufficientemente definito nel far comprendere a tutti i passaggi chiave su cui impostare il lavoro di gruppo. 4. Predisporre nel meta-progetto momenti di valutazione del percorso e progettare nel dettaglio l’organizzazione del lavoro per la fase successiva. 5. Verificare che siano preordinati, prima e durante il lavoro, tutti i supporti informativi necessari per consentire ai vari gruppi pari opportunità di partecipazione, cioè di condividere una base comune di conoscenze. Posti tali indirizzi ci sembra opportuno domandarsi come articolare i percorsi di progettazione partecipata: - Identificazione e coinvolgimento degli attori, come sopra indicato, individuando fra di essi quali costituiscono il gruppo traente e attribuendo le diverse funzione e responsabilità. - Definizione del problema: ciascuno dei membri di un gruppo di progettazione parte da una propria idea del problema e delle risposte a esso adeguate; lavorare collettivamente significa far interagire le diverse idee e immagini, scomporre i problemi, slegarli dalle soluzioni precostituite. Nel momento in cui si è collettivamente in grado di definire consensualmente, si è effettuato un importante passo del percorso progettuale. - Definizione delle strategie alternative per trattare il problema: esplorazione delle alternative in campo per trattare i problemi in precedenza definiti; in questa fase del lavoro si valutano comparativamente, anche in modo strutturato, le alternative in termini di costi e di benefici offerti. - Costruzione di accordi su progetti, attraverso opportune negoziazioni fra esigenze e posizioni diverse e analisi di fattibilità tecnica delle alternative sulle quali ci si sta orientando. - Progettazione della fase di realizzazione dei progetti: definizione della fase di realizzazione, individuazione del percorso di attuazione e degli attori che debbono essere mobilitati per renderlo realizzabile; messa a punto di un disegno di autovalutazione del progetto funzionale a identificare chiaramente criteri e indicatori utili a riconoscere i risultati attesi e i processi finalizzati alla realizzazione di tali risultati. Le tappe ovviamente devono essere condotte dal regista della progettazione, che è essenziale sia riconosciuto da tutti i partecipanti in questo ruolo. È utile che il regista mantenga costantemente una doppia attenzione: al mandato progettuale e al gruppo di lavoro, e pertanto utilizzi tale struttura di progetto in modo elastico e complementare con le proprie competenze di conduttore di gruppi, “facilitatore” di processi comunicativi, integratore di competenze. IDEA PROGETTUALE Le tre tavole di progetto presentate contengono le indicazioni di partenza, sono la base su cui fondare il lavoro di gruppo e contengono informazioni suscettibili di valutazione e modifica. La tavola numero uno inquadra planimetricamente l’intervento e sintetizza il metodo della progettazione partecipata. La tavola numero due mette in evidenza alcuni aspetti tecnici in merito ai quesiti posti dal bando di concorso. La tavola numero tre, lasciata in bianco, rappresenta, simbolicamente, il progetto finale.
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    Project details
    • Year 2012
    • Status Competition works
    • Type Public Squares
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