Concorso di idee per la riqualificazione delle aree antistanti il Municipio di Collebeato

Brescia / Italy / 2008

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INDIRIZZI PROGETTUALI
A una lettura approfondita del sito oggetto del progetto, risulta focale il significato di piazza, la formulazione di un'identità del luogo aperto cui sottende l'articolazione spaziale prodotta dagli edifici esistenti, e in cui si va conseguentemente, non casualmente, a collocare l'edificio di progetto, il quale assume valore di quinta scenografica di transizione fra spazi da correlare mutuamente, ciascuno con una sua accezione. In nessun modo scindibile dal tessuto urbano, che sia fitto o meno, la piazza assume un indiscutibile senso formale. Un vuoto significativo e significante, la cui forma è talmente coesa alla restante realtà urbana, che su un punto tutte le definizioni concordano come punto di partenza: essa è per eccellenza un luogo pubblico, supporto alle attività basilari della città essendo al contempo un vuoto circondato da costruzioni. Ovvero, causa ed effetto, risultato e ragion d’essere; entrambi contemporaneamente? Non è una contraddizione, ma il punto è capire quale sia la causa e quale l’effetto. Questa ambiguità di fondo porta a identificare come piazza qualunque slargo, mentre essa dovrebbe essere lo specchio antropologico di una comunità che poggia le sue fondamenta sulla memoria collettiva, che si traduce in identità equilibrata con l’individualità. Come nel bosco la radura che si apre in mezzo agli alberi invita al raccoglimento e alla sosta, all’interazione, così è la piazza in cui una variegata umanità si può trovare e sentire in comunione tramite il riconoscimento di codici comuni a tutti, quali i monumenti e le permanenze storiche. La lettura è mobile: influenzata dai movimenti delle ombre e delle luci, essa attraverso il cambiamento della luminosità determinerà il carattere di una piazza più sulla base delle relazione tra le componenti e della loro differenza che non sulla base della mera configurazione. I fattori più importanti risultano essere la pavimentazione e le delimitazioni perimetrali con le loro mutue relazioni, che vanno a prevalere sulla semplice natura geometrica dello spazio. Per rendere uno spazio aperto pubblico vivibile alla comunità, composta di persone con esigenze e sensibilità diverse, occorre che le sue misure siano rapportate a una dimensione umana, riconoscibile in quanto alla portata dei sensi e pertanto tranquillizzante, in cui gli utenti siano liberi di esprimersi liberamente conseguentemente a una sensazione di agio indotta dal carattere polifonico di quanto li circonda. I più importanti luoghi pubblici di una città, anche se non di per se stessi bensì in relazione agli usi esistenti lungo di essi, possono essere suddivisi in due grandi famiglie: gli spazi di sosta, in cui viene stimolata l’interrelazione, e gli spazi di movimento, rispondenti alla funzione di vie lungo le quali spostarsi per raggiungere gli spazi di sosta. Tutto l'isolato racchiudente le funzioni pubbliche -uffici comunali, terziario, parcheggio- viene delimitato da una serie di alberature che identifichino a priori la differenza di uso del suolo rispetto al circondario, creando un perimetro definito che metta in comunicazione osmoticamente le diverse funzioni senza isolarle una dall'altra.

PIAZZA
Essendo la pavimentazione un elemento di raccordo importante che può avere ripercussioni percettive straordinarie, potendo arrivare a legare o a discriminare i luoghi, a definire o a dilatare uno spazio aperto, non ci si può esimere dal considerarla non solo per la sua espressione puramente formale; al contrario è vincolante farne emergere le caratteristiche funzionali, legate all'identificazione dei percorsi anche per un ipovedente, nonché all'alloggiamento delle acque meteoriche reflue che vanno a incanalarsi in direzione delle alberature, e infine alloggiando sistemi di illuminazione tenue che restituiscano una percezione spaziale mutuata al calare delle ombre, irraggiando una scacchiera di percorsi vivacizzati. Viene proposto un modulo di 3 m per lato in calcestruzzo tipo Record – linea graniti, il cui colore grigio-rosato fiammato antico crea uno stacco della piastra pubblica rispetto all'isolato di sviluppo residenziale; i cordoli delimitanti i moduli riprendono la sfumatura cotto delle coperture esistenti concorrendo a definire la modalità di percezione dello spazio: laddove nella piazza si inviti alla sosta, i grandi scacchi dimensionati ciascuno come una piccola stanza creano una maglia regolare e simmetrica, che si trasforma in un corridoio di invito senza interruzioni dove l'utente abbia la possibilità di trasferirsi da una piazza all'altra; permane la suddivisione in moduli nella piazza verde antistante l'ingresso agli attuali uffici del Comune, in cui si mantiene la collocazione del monumento ai caduti debitamente circondato da vegetazione, rappresentando in tal modo un invito all'utente che, transitando lungo via San Francesco d'Assisi, percettivamente incontra un percorso che da un luogo di stasi ossimoricamente dinamica, quale l'ingresso al Comune in cui la sosta avviene ma non a scopo contemplativo, porta a un luogo di sosta aggregante quale la nuova piazza. Il lato su via Borghini viene chiuso da un filare di essenze del tipo dell'Albitia Yulibrissim, ovvero ad alto fusto con sviluppo della chioma in estensione, a fogliame leggero imparipennato composto e fioritura persistente, posizionate con interasse di circa 6 m in modo da creare l'effetto di un colonnato sormontato da un portico verde che delimiti senza occludere una porzione di spazio; un triplice filare di Prunus Persyca Sinensis riprende la tradizione coltivativa di pesche di Collebeato nella versione ornamentale da fiore, ospitando nei filari esterni elementi di seduta circolare in cui sono incorporati elementi di illuminazione binati puntuali, la cui luce risulta soffusa essendo appena al di sotto della linea del fogliame. I filari sono distanziati fra loro in modo da non creare un elemento di preponderanza nella piazza, ma di supporto a pari importanza, garantendone la fruibilità anche nei mesi più caldi, che risultano mitigati percettivamente dalla presenza di verde; la levità delle chiome tuttavia non incide sulla prospettiva e sulla percezione dell'interezza della piazza poiché lo sviluppo contenuto in altezza della specie e il fogliame chiaro poco compatto arricchito dalla particolare fioritura non creano barriera rispetto allo sviluppo stereometrico. Della stessa essenza sono i filari che chiudono il lato est della piazza, ricavando spazio di sosta ombreggiato per biciclette e motocicli, e quello posto sul lato sud prospiciente la banca a creare un cono ottico rispetto all'ingresso dalla piazza carraia, cui si accede tramite un'ulteriore piazza intermedia a valenza vestibolare per le sue dimensioni contenute e il suo sviluppo lineare a pavimentazione regolare. Il lato nord della piazza trova autonomia formale rispetto al comparto residenziale tramite un filare di Photinia X Fraseri Red Robin sempreverde a fogliame rossastro. Centrali rispetto ai due filari superiori di pesco ornamentale, trovano spazio tre getti d'acqua a raso in altrettanti moduli alternati, illuminati alla base a creare giochi visivi con qualunque situazione di luminosità. Mezzi di soccorso o di supporto alle attività commerciali hanno accesso garantito da via Borghini. Su via San Francesco, Taramelli e Borghini si mantiene l’illuminazione pubblica esistente, prevedendo a progetto solo quella della piazza a pavimento, dei punti luce incorporati agli elementi di seduta e dei lampioncini che si alternano agli alberi delimitanti internamente il parcheggio.

EDIFICIO
Il rispetto delle distanze (5 m dai confini, 10 m dalle pareti finestrate della banca) porta la definizione di un edificio a L il cui fronte principale delimita il lato est della piazza, e quello minore di sezione ridotta il lato meridionale. Rappresentando una novità nell'ambito, si è voluto differenziarlo nel trattamento delle facciate rispetto all'esistente, con cui si rapporta tramite gli allineamenti, le altezze e la continuità formale che si manifesta non tramite imitazione stilistica, bensì come rivisitazione di uno stilema aggiornato. Il lato ovest, di importanza basilare, si presenta interamente vetrato garantendo la permeabilità del luogo agli sguardi, rispondendo all'esigenza di non collocare gli uffici pubblici in ruolo di cesura rispetto agli utenti; parimenti il lato sud ottiene il medesimo trattamento per creare continuità alla visuale concettuale da via San Francesco. I fronti nord ed est sono in muratura piena intervallati da serramenti, e trattati a bugnato di modo da riproporre la scansione modulare che segue quella della pavimentazione della piazza e della facciata continua; elementi verticali lignei concorrono alla scansione lineare dell'organismo architettonico, dialogando col marcapiano metallico che suddivide i due piani dell'edificio assolvendo altresì alla funzione di supporto per elementi di illuminazione incassati rivolti verso il basso, a creare una cortina luminosa di delimitazione. Moduli semplicemente vetrati a sud e ovest si alternano a moduli verdi, composti da una struttura metallica che alloggia piante ricadenti sempreverdi, necessitanti di minima manutenzione, con la funzione di frangisole semitrasparente nei mesi soleggiati: la presenza di verde verticale garantisce comfort termico interno con naturale controllo della temperatura senza occlusione della luce solare, con conseguente risparmio energetico nell'uso dei climatizzatori. Elementi verdi vengono riproposti in numero diradato anche a nord e est, mentre i moduli ciechi sono trattati a intonaco a tonalità giallo pallido. Rappresentando una “koinè”, l'edificio relaziona la piazza principale col parcheggio tramite una piazza coperta, con copertura vetrata, a doppia altezza su cui affacciano gli uffici, in cui si colloca la scala a tenaglia a giorno che porta agli uffici, sotto la cui rampa centrale trova continuazione il percorso pedonale che si sviluppa protetto da alberature verso via Taramelli. La cortina verde di facciata trova continuità nella doppia altezza, arricchita da altrettante ricadenti all'altezza del primo piano. Mantenendo l'ascensore, viene demolita la scala di accesso alla sala consiliare:al suo posto è una scala vetrata a uso esclusivo degli utenti del comune, il cui sbarco è costituito da una passerella chiusa vetrata che collega l'attuale sede con la nuova, creando percorso protetto esclusivo. La scala prosegue fino alla copertura per la manutenzione, mentre al piano terra la porta di sicurezza non è apribile dall'esterno se non con chiave. Il lato sud dell'edificio a piano terra risulta protetto dai raggi del sole da un filare sopra citato, che ne prolunga idealmente il profilo creando il vestibolo pedonale che, passando sotto alla passerella, garantisce un passaggio diretto dal parcheggio, pensato in particolare per i disabili, i cui posti riservati sono in posizione centrale rispetto a tutti gli accessi. Al piano terra l’edificio risulta caratterizzato da due corpi perpendicolari fra loro separati dalla piazza coperta e dalla scala sotto cui è presente il collegamento pedonale tra la nuova piazza e l’area a parcheggio. Ciascuna delle due parti sopra indicate è pensata suddivisa in due unità commerciali aventi superficie di circa 100m2 ciascuna, dotate di servizi e retro; il piano primo è destinato ad uffici del Comune. È ipotizzata una suddivisione interna dei locali con pareti mobili attrezzate, con esclusione del blocco servizi realizzato in muratura. Sul fronte nord inferiore è previsto un locale archivio. L'ascensore e la scala centrale servono anche il piano interrato, nel disimpegno ove sbarcano è ubicato l’accesso alla nuova centrale termica. Pur non essendo oggetto di stima, la nuova centrale termica è stata progettata in modo preliminare per poter gestire in modo centralizzato un impianto a pannelli radianti a pavimento (potenzialità circa pari a 45 kW) sia al piano terra che al piano primo. Sarà installato un contabilizzatore per ciascuna unità commerciale separato rispetto alla zona uffici del Comune. In copertura potrà essere installato un impianto a pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria (solare termico) aventi superficie stimata di circa 12-15 mq, potranno essere inoltre installati pannelli solari per la produzione di energia elettrica (fotovoltaico) con potenzialità di circa 20kW (ovvero circa 50 kW nel caso in cui si voglia produrre più energia elettrica di quella necessaria al fabbisogno dello stesso edificio) aventi superficie stimata di circa 10-15 mq. L’impianto potrebbe essere alimentato da un generatore geotermico, in tal modo la caldaia a condensazione alimentata a gas metano potrebbe non essere installata e l’impianto risulterebbe totalmente autoalimentato con fonti di energia rinnovabili.

NUOVO ACCESSO CENTRALE TERMICA ESISTENTE
L'accesso alla centrale termica esistente viene proposto sfruttando la bocca di lupo lungo il fronte ovest della banca, di modo da evitare demolizioni ulteriori: chiuso l'attuale accesso, viene realizzata una nuova scala nel vano esistente e sostituita la griglia fissa con una mobile a botola a livello della pavimentazione, senza alterazioni dello spazio.

PARCHEGGIO
Si è deciso di mantenere per quanto possibile la suddivisione del parcheggio esistente e del marciapiede adiacente, dotandolo solo di alberature delimitative; i posti auto sono in erba block per non alterare la superficie permeabile, incrementata dall'identificazione di ampi spazi a verde profondo sul lato settentrionale. Trovano collocazione 57 posti auto scoperti, di cui 2 per disabili, collegati da una rampa al piano interrato dell'edificio a progetto in cui vi sono 21 posti auto, di cui 1 per disabili, e posti per moto. Gli spazi di manovra sono trattati con la medesima pavimentazione di tutto l'isolato, al fine di creare una piastra funzionale omogenea scandita nelle sue differenti funzioni dalle cordolature a raso e dalle alberature.

STRUTTURE
La struttura portante è prevista fuori terra in cemento armato, costituita da solai a lastre prefabbricate tipo predalles o a travetti tralicciati con interposti blocchi di laterizio, per il piano interrato da solai a soletta piena, travi, pilastri e pareti in cemento armato. Il prospetto Sud è caratterizzato da uno sbalzo della lunghezza di circa 2.5 metri resosi necessario al fine di limitare il numero di pilastri al piano terra ed interrato ed aumentare la flessibilità degli spazi. Visto lo stato dell’arte delle moderne tecnologie costruttive tale sbalzo risulta sostenibile dal punto di vista strutturale ricorrendo a metodologie realizzative usuali. La copertura, calpestabile solo per manutenzione, presenta due campate vetrate, la cui struttura di supporto a travi reticolari sostiene la scala centrale sospesa e garantisce l'ampia luce non interrotta da pilastri sulla piazza coperta. Vista la localizzazione dell’opera e la tipologia strutturale, si ipotizza che le fondazioni siano superficiali, sia isolate a plinto che continue a trave rovescia. Secondo l’ordinanza n.3274 del 20 marzo 2003 “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica” il sito in oggetto è classificato come zona 3. Inoltre vista la nota esplicativa del 4 giugno 2003 della predetta ordinanza, essendo l’edificio in oggetto un’opera strategica, in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso, l’edificio sarà progettato per essere in grado di assorbire azioni sismiche, compatibili con un evento sismico quale quello previsto nella suddetta ordinanza per edifici strategici siti in Zona 3; pertanto il telaio in calcestruzzo armato che costituisce la struttura portante dell’edificio in oggetto sarà dimensionato, in accordo alla normativa vigente, secondo criteri antisismici. In fase esecutiva il dimensionamento sarà sviluppato ai sensi della L.1086 del 5.11.1971 e successivi aggiornamenti.
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    Project details
    • Year 2008
    • Status Competition works
    • Type Public Squares / Urban Furniture / Town Halls / multi-purpose civic centres
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