Urban Light Design Contest - Primo premio ex aequo

Riqualificazione di Piazza Matilde Serao - Napoli

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Il premio “Urban Lighting Design” si svolge in un periodo storico e sociale molto particolare per la città di Napoli. Tutti i mezzi di informazione ritraggono questa città, una delle più antiche d’Europa e intrisa di storia, come un mostro da cui fuggire da lasciare abbandonato nella mani della criminalità, della cattiva gestione pubblica e dell’omertà dei disonesti. Ultimo accadimento, in ordine temporale, l’incendio doloso della Città della Scienza a Bagnoli uno dei punti d’eccellenza del capoluogo partenopeo. Ma i più grandi artisti, poeti, scrittori ci hanno lasciato delle memorie eccezionali: “Per la sua bellezza e per la sua fecondità gli Dei si contendono il possesso della città” – Polibio; Napoli adagiata sul golfo è stupenda, ci si chiede se anche questa bellezza non faccia parte della maledizione della città, non faccia parte del prezzo spaventoso che paga per esistere – Giorgio Bocca; Non potete capire Napoli, non capirete mai Napoli – Curzio Malaparte. Quest’ultima frase di Malaparte è tra quelle più esaustive, ritrae a pieno questo senso di amore e odio che vivono soprattutto le giovani menti respinte dalla mancanza di lavoro e meritocrazia, dal proliferare del caos, nepotismo e criminalità ma allo stesso tempo eternamente innamorati e attirati dal fatto di vivere in una città unica, tagliente e maledettamente bella. Una città così complessa può, anzi, deve essere gestita solo da chi la vive a pieno, capendone e valutandone tutte le sfumature sociali. Il progetto da me proposto, nasce proprio dallo spirito di cambiamento e dalla volontà che un intervento del genere, sito nel cuore di Napoli, possa dare quella sterzata decisiva al prossimo futuro. Esso deve essere solo l’inizio di un movimento di “rinascita” che si compone di microinterventi urbanistici che si incuneano in tutti i vicoli della città. RINASCITA, mai concept fu più immediato. Mai sono stato portato così velocemente alla realizzazione di un progetto che rispecchiasse a pieno l’idea alla sua base. L’analisi dello stato di fatto ha portato in evidenza a delle criticità palpabili, evidenti che secondo una considerazione personale trovano solo l’apice nello stato attuale di abbandono e di degrado della piazza, ma che in realtà questo iceberg poggia le basi su un forte problema di accessibilità al sito, determinato, essenzialmente, dai seguenti punti: 1. Accesso lungo Via Roma, quello più importante dove si canalizzano maggiormente i pedoni , ostacolato dalla presenza di un’edicola. 2. Collegamento della piazza con la Galleria Umberto I negato da una chiusura praticata abusivamente dal 1935. Un’inchiesta della polizia locale ha portato alla luce questa irregolarità praticata dagli stessi condomini solo nel 2012. 3. Accesso sul prospetto principale del Teatro San Carlo non valorizzato. Quindi la problematica principale da affrontare, è stata quella di capire come portare i fruitori all’interno della piazza. L’idea, in coerenza con quanto richiesto, è stata quella di creare un promenade architecturale fatta di percorsi di luce, suggestioni, emozioni tecnologia, che invitano il pedone dall’esterno ad arrivare all’installazione permanente REBIRTH, posta al centro della piazza. Il progetto si è concepito per vuoti e non per pieni, la stessa istallazione permanente rappresenta un percorso obbligato e non un manufatto in cui penetrare. La volontà è quella di creare un elemento simbolo come già successo in altre città, come ad esempio a Chicago. Rebirth, si colloca su uno zoccolo di 30 cm più in alto rispetto alla quota della pavimentazione attuale, riprende la forma ma soprattutto l’idea del bozzolo. All’interno di questo elemento, pensato come una struttura reticolare in acciaio e ricoperta da teli bianchi recuperati, si porta il fruitore ad un’esperienza multisensoriale in cui sentirà odori (del cibo), il rumore del mare (la vasca d’acqua), la musica, vedrà proiettate all’interno immagini che fanno riferimento alla storia gloriosa del capoluogo partenopeo. Il bozzolo deve essere un contenitore di tutti gli elementi positivi di questa città, pronti ad essere apprezzati da chi lo percorre ed essere ricordati e trasmessi a chi l’ha dimenticato. Rebirth, è concepita anche come un’installazione illuminotecnica pronta a definire gli scenari notturni della piazza, attraverso strip led rgb ip65 (per esterni) di tipo interattivo dalla potenza di 14 w allocati stesso sulla struttura di acciaio controventante esterna. Attraverso un sistema ad infrarossi, che identifica l’avvicinarsi delle persone, e attraverso un software specifico è possibile far cambiare colore emesso ai led dando vita a singolari scenari illuminotecnici per Rebirth. L’organicità del progetto è riscontrabile nell’interazione pensata tra i vari elementi che compongono la nuova piazza. La facciata multimediale interattiva, posta come involucro per il prospetto nord-ovest, è uno schermo led rgb caratterizzata da coni di alluminio sui cui verranno proiettate le sagome di chi percorre Rebirth, creando un notevole interesse tra i passanti; verranno proiettate immagini per manifestazioni temporanee e spettacoli all’aperto;è un’infrastruttura concepita come mezzo interattivo, capace di promuovere responsabilità civile, partecipazione civica, trasmissione di informazioni, interazione sociale ed esperienze di svago. La facciata multimediale tiene conto nel progetto degli accessi utilizzati e non, ma si pone soprattutto come un elemento che riesca a risolvere un spazio architettonicamente molto critico della piazza- Il progetto si pone come elemento di cambiamento dell’area e della città, in virtù di questo cambiamento radicale, si è pensato ad una completa ripavimentazione della piazza in lastre di porfido a correre di dimensioni irregolare (come si può apprezzare dal disegno in pianta). Lo stesso disegno della pavimentazione è concepito come un elemento di indirizzamento del pedone verso Rebirth. La stessa pavimentazione è integrata a led rgb incassati. Capito cosa è stato pensato per il centro della piazza, bisogna spiegare come ci si è indirizzati e come è stato trattato il tema degli accessi. Riprendendo lo schema fatto inizialmente, il progetto prevede: 1. L’accesso su Via Roma è stato fortemente esaltato, pensandolo come la “porta della piazza”. L’impossibilità di spostare l’edicola mantenendo la sua funzione commerciale, mi ha fatto pensare ad un elemento multiuso che funga da “porta” verso Via Roma, pannello informativo della storia della piazza sul lato interno, edicola (continuando la sua funzione attuale) e pannello informativo sull’installazione permanente Rebirth, quest’ultimo concepito a pavimento in modo che i pedoni utilizzando la tecnologia touch con i piedi o con le mani, possano interagire con le informazioni riportate. L’elemento multiuso, costituita essenzialmente da pannelli in plexiglass retroilluminati, può essere recuperata e rivestita quella in sito o fatta ex novo. Così come già descritto per Rebirth, anche questo manufatto cambierà colori e intensità di illuminazione con la stessa tecnologia. Inoltre il passaggio dei fruitori verrà ulteriormente evidenziato da raffigurazioni che si genereranno automaticamente sui pannelli di rivestimento, grazie ad un software per l’illuminazione dinamica e interattiva che utilizza un’ interfaccia di controllo in grado di codificare il movimento rilevato dalla videocamera collegata e generare immagini. 2. Il progetto prevede la riapertura del collegamento dalla Galleria Umberto I a P.zza'>P.zza Matilde Serao, in virtù della sentenza succitata. Tale collegamento viene valorizzato ed esaltato tramite l’utilizzo di una pavimentazione interattiva. Il dispositivo si installa a soffitto e attraverso una proiezione dall’alto verso il basso dà vita ad una sorta di tappeto virtuale composto da immagini e filmati interattivi. Il pavimento può essere così animato da infinite grafiche digitali che mutano al passaggio delle persone, attraverso effetti visivi e sonori di grande impatto emozionale. E’ possibile inserire anche ologrammi che permettano la proiezione tridimensionale di personaggi storici. 3. L’accesso che da P.zza'>P.zza Matilde Serao porta a Via San Carlo, è stato trattato in egual modo al precedente punto. Il sistema d’illuminazione dinamica e interattiva, così come descritto al precedente punto uno e stato utilizzato anche per le sedute che fungeranno da vero e proprio corpo illuminante per l’intera piazza e soprattutto per la passeggiata che da Via Roma porta all’installazione permanente. Qui le sedute fungono anche da barriera e soprattutto da limite per l’area esterna dedicata ai locali, esse definiscono anche l’area intorno a Rebirth, fungendo da comodo appoggio a chi voglia collegarsi alla rete wi-fi gratuita della piazza. Questo progetto nell’ottica di proporsi come un intervento deciso e radicale si pone come precursore della tecnologia high-tech, come elemento di richiamo per gli appassionati e gli esperti del settore ma soprattutto come, già succede da tempo in altre città del mondo, come elemento di richiamo di turismo e notorietà senza precludere un utilizzo piacevole e ricreativo dell’utenza locale. Infine le tavole sono pensate come un percorso all’interno della mia elaborazione progettuale. Nella prima tavola troviamo: - l’inquadramento urbano a cinquecento, che permette di apprezzare l’inserimento del progetto nella città; - la descrizione, a destra, di come si è arrivati al concept; - nella parte bassa della tavola viste prospettiche, senza materiali, dei modelli progettuali che ci fanno capire a scala urbana e architettonica i valori del progetto. La seconda tavola è puramente tecnica: - con piante e sezioni a duecento - inserimento di schizzi di studio. Le piante a duecento ne sono due, per far meglio apprezzare lo sviluppo in alzato di Rebirth. Infine la terza tavola costituita essenzialmente: - viste prospettiche integrate da alcune didascalie, riprese a più raggio in questa relazione.
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    Project details
    • Year 2013
    • Main structure Steel
    • Status Competition works
    • Type Public Squares / Urban Furniture
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