Concorso Cultura allo Zen

Palermo Palermo / Italy / 2013

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Il quartiere Zen di Palermo, sorge intorno agli anni ’70 su iniziativa dell’IACP di Palermo con un progetto dell’arch. Vittorio Gregotti. Ancora oggi il quartiere è afflitto da problemi di varia natura che ne hanno condizionato lo sviluppo e l’integrazione con il resto della città. A nulla sono servite le iniziative che negli anni le amministrazioni hanno realizzato nel tentativo di rivitalizzare l’area, ne sono esempio il Velodromo o il recente Centro Commerciale. L’idea progettuale parte dalla volontà di dare vita ad un nuovo polo che non sia solo un Museo d’Arte ma che diventi un centro catalizzatore di eventi per l’intero quartiere e che, con la sua presenza, rivitalizzi e cambi la storia dello Zen restituendo un’ identità agli spazi anonimi e lo riconnetta con il resto della città. Ascoltando gli abitanti del quartiere si riesce a cogliere il loro disappunto nei confronti di un’opera architettonica ritenuta da loro troppo incombente, lamentando la presenza del troppo “cemento” e la mancanza di spazi di aggregazione. Da qui è scaturita l’idea di realizzare un’ architettura quasi a volume zero; la volontà progettuale è quella di non sovraccaricare ulteriormente un’area già satura ma di dare una pausa alla fitta presenza di volumi architettonici imponenti, come lo sono le residenze. Per questo il progetto è per la maggior parte interrato, solo un volume e una pensilina fuoriescono dal sistema ipogeo. Nuove attrezzature trovano spazio all’interno dell’impianto, disposto su due livelli; il primo accoglie l’ingresso al museo e le sale espositive permanenti che si configurano come dei cubi rivestiti in legno e rialzati dalla quota del piano di calpestio creando un podio per l’esposizione delle opere d’arte, mentre al piano sottostante a cui si accede attraverso una scala scultorea e un blocco ascensori, si trovano le sale temporanee, gli uffici amministrativi, il punto di ristoro, i locali tecnici e il deposito; tutti questi ambienti sono pensati come dei cubi sospesi staccati tra loro e posizionati in modo da creare un percorso espositivo naturale che accompagni il visitatore durante il percorso. Le piazze sono il vero fulcro del progetto, e nascono dalla precisa volontà di fornire al quartiere un luogo di incontro, e di socializzazione anche per i visitatori del museo che dopo la visita, incoraggiati da uno spazio accogliente, vi si possono trattenere. La superficie della piazza a quota strada è rivestita con una pavimentazione in pietra locale alternata da fasce di vegetazione da cui scaturiscono: un sistema di sedute e di lucernari, un grande specchio d’acqua inclinato, ed una pensilina, tutti elementi che determinano la configurazione di un' area di refrigerio nei periodi più caldi. Due grandi monumentali scalinate e un sistema di rampe permettono la discesa alla piazza ipogea di accesso all’auditorium, alle sale prove e i laboratori creativi pensati per essere fruiti sia da artisti che dagli abitanti del quartiere. Considerando gli spazi pubblici come attrattori sociali e luoghi di libera accessibilità, il progetto si indirizza chiaramente verso una progettazione di spazi educativi sostenibili che permettano di cambiare le abitudini quotidiane degli abitanti promuovendo buone pratiche capaci di migliorare la qualità di vita. Lo spazio pubblico consente, contemporaneamente, esposizione – spazio di rappresentazione – ecopresenza – spazio di socialità. (Amendola 1997).
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    Il quartiere Zen di Palermo, sorge intorno agli anni ’70 su iniziativa dell’IACP di Palermo con un progetto dell’arch. Vittorio Gregotti. Ancora oggi il quartiere è afflitto da problemi di varia natura che ne hanno condizionato lo sviluppo e l’integrazione con il resto della città. A nulla sono servite le iniziative che negli anni le amministrazioni hanno realizzato nel tentativo di rivitalizzare l’area, ne sono esempio il Velodromo o il recente Centro Commerciale. L’idea progettuale parte...

    Project details
    • Year 2013
    • Status Competition works
    • Type Museums
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