La Sesta Terra - 4° CLASSIFICATO

Riqualificazione della diga foranea nel golfo della Spezia La Spezia / Italy / 2012

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L’idea di progetto coincide con un desiderio che è quello di donare a tutti i cittadini di La Spezia un pezzo di riva del mare artificiale che funzioni da diporto tutelando la scogliera foranea dal punto di vista di salvaguardia e impatto ambientale non compromettendo la staticità e la stabilità della diga con assenza totale di strutture invasive che contaminino la diga emersa e sommersa. PROTEZIONE E TUTELA AMBIENTALE MASSIMA. UNA PIATTAFORMA CONTEMPLATIVA DELLA DIGA FORANEA DEL MARE E DEL GOLFO DI LA SPEZIA. MOLTEPLICI POSSIBILITA’ FUNZIONALI: AREA DA DIPORTO E TURISTICA L’intervento non prevede strutture invasive sulla diga foranea. La diga per la sua qualità d’impatto naturalizzata e storicizzata non è contaminata con strutture ma è totalmente tutelata (ved. Allegato doc. di progetto. Copia sez. La diga subacquea attraverso al golfo di La Spezia – elaborato Artiglieria e Genio del 1879). Si avvalora la volontà di non realizzare strutture chiuse sulla diga o volumi tecnici che potrebbero essere danneggiati da possibili allagamenti (specificato nel quesito n°11). La possibilità di allagamento della Diga, conferma una vocazione della stessa di elemento ambientale di totale protezione delle acque di La Spezia. L’intervento proposto, tutela al massimo l’aspetto ambientale e rende incontaminata la diga foranea ma contemporaneamente realizza una piattaforma a “basso impatto verticale” con potenzialità funzionali rilevanti di servizio in grado di configurarsi come un’infrastruttura stabile per un’area da diporto e di balneazione. Adesso la diga e le sue aree sono soggette a norme restrittive d’approdo con aree non navigabili nelle vicinanze in alcuni tratti della costa soggetta a controllo di sicurezza (es. area militare nelle vicinanze). Quest’aspetto rafforza la vocazione della diga a funzione difensiva e strategica del porto di La Spezia. L’infrastruttura proposta così si distacca dalla diga lasciando un percorso navigabile solo agli addetti per possibili dragaggi oppure ispezioni di sicurezza e servizio o tappe per soste brevi a numero controllato per mezzo d’imbarcazioni navette incluse le due zone Faro (tale ipotesi se compatibile e comprovato dagli organi competenti). In sintesi il progetto propone una piattaforma contemplativa della Diga Foranea e del Golfo di La Spezia con molteplici possibilità funzionali da diporto e turistico. UN IPOTESI DI PROGETTO CHE NON IPOTIZZA UN INTERVENTO SOPRA LA DIGA, MA PARALLELA PER TUTELARE LA STABILITA’ DELLA STESSA E LA SUA FUNZIONE DIFENSIVA Un aspetto rilevante della Diga è il ruolo difensivo che deve essere supportato anche da una capacità di resistenza, solidità e stabilità, aspetti che potrebbero essere compromessi da interventi eccessivamente invasivi realizzati direttamente sulla scogliera. Per questo si è preferito operare nell’area all’interno del confine stabilito come indicato nelle carte del PRP dall’autorità portuale. La struttura ipotizzata rafforzerebbe così la capacità difensiva anziché indebolirla sotto ogni aspetto sia quello organizzativo, funzionale e di stabilità. PRESUNTA DIFFICOLTA’ DI INSTALLAZIONE DI STRUTTURE SULLA DIGA FORANEA Un’analisi preliminare dei dati e delle condizioni morfologiche della diga, fanno supporre una complessità concreta di realizzare strutture anche non invasive (pedane, o elementi volumetrici leggeri) che potrebbero essere in caso di agitazione e turbolenze marine spazzate via oppure danneggiate. Suggeriamo così di investire in una struttura che abbia una capacità di sicurezza statica strutturale indipendente da conformare così una sponda di “riva marina artificiale” alla diga in totale sicurezza statica e in grado di essere organizzata con tutti i requisiti di sicurezza e agibilità in funzione delle norme vigenti. INFRASTRUTTURA DI BASE NON EFFIMERA RESISTENTE ALLE CONDIZIONI AMBIENTALI La proposta inoltre non individua soluzioni effimere di arredo precarie ma un intervento capace di realizzare una vera e propria infrastruttura da diporto, in grado di mantenere la struttura di base fissa e di resistere a potenziali mareggiate, allagamenti e intemperie in area marina possedendo tutti i requisiti statici e di resistenza che una struttura del genere deve avere per la sua particolare posizione soggetta ai moti ondosi e forze del vento. Per questo si è individuato soluzioni che non predispongono funzioni o volumi fissi che potrebbero essere oggetto di allagamento in periodi invernali. Si prevede così la predisposizione di aree coperte aperte, in grado di non essere danneggiate da allagamenti invernali, e in grado di essere “allestite stagionalmente” con facilità. Saranno così individuate linee guida di base lasciando libertà di assemblaggio in funzioni alle richieste di potenziali servizi, utenti e attività commerciali. Punti fissi temporali saranno così la piattaforma e le minime indispensabili strutture di servizio logistico e di sicurezza che siano capaci come sopra citato di resistenza ad allagamenti. CONCENTRARE IN QUATTRO PUNTI, OGNI FUNZIONE ORGANIZZATIVA, COMMERICALE, DI SERVIZIO E SICUREZZA, EVITANDO EFFETTO DISSEMINATO DI DIFFICILE GESTIONE Un aspetto sviluppato con la proposta di progetto di estrema importanza per la gestione, sicurezza e flessibilità stagionale di allestimento è di predisporre quattro punti coperti aperti protetti dove concentrare le possibili funzioni stagionali, questo permette di individuare un sistema concentrato che si ripete funzionalmente in modo da evitare strutture disseminate poco protette e di dubbia funzionalità in una condizione ambientale particolarissima. PREDISPOSIZIONE DI UNA INFRASTRUTTURA BASE, ATTA AD ACCOGLIERE SERVIZI E STRUTTURE FLESSIBILI E FACILMENTE REVOMIBILI STAGIONALI. IPOTESI DI STRUTTURE BASE: GLI ELEMENTI RESISTENTI AD EVENTUALI MAREGGIATE, TURBOLENZE MARINE ED INNALZAMENTI DI LIVELLO DEL MARE Una particolarità dell’area oggetto d’intervento è di essere una zona vulnerabile e di dubbia stabilità strutturale se appesantiti con strutture invasive nello specifico del rilevato di scogli della Diga. Questa particolarità potrebbe dirigere verso tre direzioni: la realizzazione di strutture soprelevate con volumi ingombranti che superano in modo eccessivo e d’impatto notevole la linea della scogliera compromettendo la qualità paesaggistica e ambientale anche se realizzate sopra la diga stessa; oppure la realizzazione di pedane o strutture effimere soggette per il suo ancoraggio a costi notevoli e sconvenienti dal punto di vista economico perché se ancorata semplicemente su rilevato di scogli in genere sarebbe facilmente distruttibile da eventuali forti mareggiate, oppure come la proposta sostenuta realizzare strutture orizzontali a impatto ambientale contenuto ma in grado di costituire due sistemi il primo “orizzontale – piattaforma” resistente alle turbolenze marine e l’altro facilmente evacuabile stagionalmente. L’infrastruttura proposta così è stata pensata per resistere a eventuali mareggiate allagamenti inevitabili dovuti alla sua particolare posizione. Per questo è stata ideata una piattaforma infrastrutturale di base componibile a moduli di elementari e fissa che se oggetto di turbolenze marine può resistere, nei limiti possibili, a intemperie considerevoli, invece le strutture di servizio trovano la pedana come punto di appoggio essenziale ma devono essere caratterizzate da facilità di smantellamento ed evacuazione temporale stagionale. Sono altresì possibili funzioni di tipo commerciale e di servizio da compiere per mezzo d’imbarcazioni che possono con concessione stagionale ormeggiare lungo la struttura. FUNZIONE DELLA STRUTTURA COME AREA DA DIPORTO L’individuazione delle categorie, tipologie d’imbarcazioni, viabilità in mare delle stesse e della tipologia specifica di approdo sarà oggetto di studi successivi e comunque faranno riferimento alle norme in vigore inerenti alla qualità delle acque, dei fondali, delle turbolenze, studio delle maree, ”agitazioni interne” e sarà indispensabile una redazione di un “Piano di Monitoraggio di manutenzione”. Uno studio accurato individuerà l’esatta e corretta posizione della futura struttura della percorribilità e accessibilità. Riferimento essenziale è in oltre le norme inerenti, la progettazione e la Nautica da Diporto (Standard di settore prodotti dall’Associazione Nazionale di Navigazione, all.1°-3° capoverso e all. 2 punto 1°-3° capoverso del Decreto Interministeriale 14-04-1998 “Approvazione dei requisiti per la redazione di progetto da allegare alle istanze di concessione demaniale marittima per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto”) e per la pesca sportiva con riferimento alle norme inerenti agli allevamenti di mitili e le norme per la navigazione in genere. Possiamo ipotizzare, anche se dovrà essere confermato come sopra descritto da ulteriori studi che le imbarcazioni che potranno utilizzare l’infrastruttura sono individuabili tra categorie natanti e imbarcazioni, dubbia la disposizione di ormeggi adibiti a navi superiori a 24 ml di lunghezza. L’infrastruttura sarà fornita di servizi idonei, nel periodo temporale e\o stagionale in cui la struttura è in funzione, di supporto e di servizio come prescritto dalle norme cercando di rispettare il principio di “sosta veloce delle imbarcazioni” e di possibilità di “evacuazione delle strutture di servizio in periodi stagionali non idonei e soggetti ad allagamenti lesivi”. Le funzioni di servizio saranno ridotte all’essenziale, e atte a soddisfare una struttura di approdo temporaneo e non permanente. Sarà inoltre indispensabile uno studio più approfondito sulla qualità ambientale e impatto paesaggistico in grado di perfezionare l’impianto proposto. Sarà inoltre indispensabile il rispetto delle norme inerenti: l’accessibilità e la visibilità compresi i servizi per la sicurezza in genere, le norme antincendio e strutturali conformi alla situazione ambientale al fine di garantire la durabilità in un ambiente così tipicamente aggressivo. Saranno inoltre rispettate le dimensioni elementari di rispetto inerenti agli specchi minimi di acqua per imbarcazione ai fini di individuare più precisamente rispetto alla proposta preliminare di progetto la “flotta di progetto”. ENERGIE RINOVABILI SFRUTTANDO IL VENTO DEL MARE CON SISTEMA A PALE EOLICHE AD ASSE VERTICALI CON LAMINE IN PLEXIGLAS O MATERIALE TRASPARENTE PER RIDURRE L’IMPATTO AMBIENTALE CON SISTEMA DI RIDUZIONE D’IMPATTO PER VOLATILI – INDIVIDUAZIONE DI MATERIALI SOSTENIBILI Inerente all’approvvigionamento dell’energia si è ipotizzato un impianto a pale eoliche studiate con lamine traslucide e trasparenti ad asse verticale oppure sfruttando l’energia del movimento degli steli a “energia piezoelettrica” tecnologia sperimentale in fase di studio ed elaborazione in varie applicazioni tecniche anche in altri campi specifici ed esperienze in questo periodo embrionali in fase di test e future applicazioni. Non si esclude comunque l’applicazione, in funzione del budget previsto, la predisposizione di moduli eolici ad asse verticale standardizzati attualmente in commercio. Sarà fondamentale la scelta del prodotto con idoneità all’impatto paesaggistico e ambientale. La scelta di micro-turbine eoliche ad asse verticale permette di ottenere strutture più fitte e meno impattanti dell’eolico di forma tradizionale. Lo stelo di supporto può essere utilizzato anche come sistema ombreggiante e nebulizzatore. Si prevede come scelta possibile la realizzazione d’impianto “pompa di calore sfruttando la temperatura dell’acqua marina” per mezzo d’impianti appositi da predisporre all’interno delle pedane.
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    Project details
    • Year 2012
    • Status Competition works
    • Type Port Areas
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