Nuova aula liturgica

International Prize for Sacred Architecture 2012 - 3rd place Gavassa (Reggio Emilia) / Italy / 2011

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Il progetto della nuova aula liturgica di San Floriano di Gavassa è stato sviluppato contestualmente al restauro e ‘rifunzionalizzazione’ della chiesa esistente adiacente, a seguito di un percorso condiviso con la Commissione di Arte Sacra e l’Ufficio Diocesano Beni Culturali e Architettonici di Reggio Emilia rappresentato da Monsignor Ghirelli con Don Angelo Guidetti parroco pro-tempore. Non si tratta di un ampliamento inteso come azione dimensionale sull’impianto originario come potrebbe essere l’allargamento della navata o l’estensione del presbiterio con conseguente adeguamento liturgico. L’intervento si pone piuttosto come nuovo approccio nel ripensare chiese pre-conciliari, molto diffuse nelle aree di campagna che difficilmente si prestano ad essere adeguate. Così si propone l’edificazione di una parte completamente nuova destinata ad Aula Liturgica, cioè il fulcro delle celebrazioni dove “l’assemblea o sacra convocazione diventa matrice irrinunciabile di ogni ulteriore definizione spaziale, momento generatore e unificante dello spazio in vista dell’azione cultuale”. Proprio in quanto di nuova concezione viene progettata in grado di rispondere alle ragioni di una rinnovata liturgia, come gemmazione della chiesa esistente, in adiacenza ad essa, da cui non può disgiungersi per la compenetrazione/complementarietà dei luoghi liturgici e la dinamicità dei percorsi. E infatti nella chiesa originaria permangono il Fonte Battesimale, il luogo della Cappella Feriale, la Penitenzieria, la Custodia Eucaristica, in continuità con l’aula nuova, in una visione globale. Il percorso di accesso avviene dalla chiesa originaria, dove la navata, svuotata dai banchi, si fa ‘vuoto’ fisico diventando una sorta di nartece, un atrio coperto, luogo di prima accoglienza, di iniziazione, di sosta che introduce al nuovo edificio. L’arcata centrale preesistente viene completamente aperta per intercettare il nuovo spazio, in particolare l’asse visivo, simbolico e liturgico che traguarda l’altare e lo spazio-avvenimento compreso dall’assemblea. Già dall’atrio in penombra si legge la spazialità trasversale e sobria del nuovo edificio permeato e attraversato da luce naturale con effetti variabili che diventano componenti essenziali della materia architettonica. Il nuovo impianto reinterpreta spazialmente il gesto dell’abbracciare la chiesa madre attraverso l’andamento curvilineo della lunga e tesa parete inondata di luce radente che piove dai tre lucernari: questo fondale curvo diviene il presbiterio, enfatizzato anche dalla presenza discreta di una lunga panca con alto schienale in marmo chiaro che aggiunge vibrazioni di luce ad uno spazio improntato alla chiarezza spaziale. L’aula nuova trae forza ulteriore dalla curva accentuata del guscio architettonico, in corrispondenza della facciata, anticipando nella sua plasticità la spazialità interna di grembo/conchiglia. La sezione dell’aula nuova prevede un movimento ascensionale verso la zona presbiteriale: un’inclinazione dettata da un lato dalla necessità di aprire lo spazio e lo ‘sguardo’ verso l’altare ad evocare una dimensione escatologica, dall’altro dall’esigenza di ‘velare’ con una sorta di quinta-diaframma lo ‘svuotamento’ dell’arcata di ingresso, evitando un effetto di sventramento e squilibrio della figuratività ottocentesca della chiesa esistente. Il taglio di luce zenitale in corrispondenza dell’attacco tra l’edifico nuovo e la parte vecchia segna un confine tra l’essere nell’aula e no, e simbolicamente anche tra spazio interno e cielo.
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    Project details
    • Year 2011
    • Work finished in 2011
    • Status Completed works
    • Type Churches
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