europan8_aulla | Marco Di Crescenzo

square stretching Aulla / Italy / 2005

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Una logica sequenziale, mai organica, sottintende all’organizzazione urbana di Aulla, configurando una situazione connettiva debole e un tessuto urbano frammentato. Da ovest verso est è ritmata planimetricamente da una sequenza di fasce parallele, l’autostrada, il suo fiume e la linea ferroviaria in dismissione. La zona residenziale, il centro storico e la zona commerciale-produttiva sono realtà isolate e poco comunicanti. Ci interessano gli spazi di mezzo, gli interstizi ruvidi delle smagliature urbane, a cui si impiglia la vita sociale casuale della collettività.
Il progetto lavora sulla morfologia del territorio e del tessuto della città, cercando la continuità e la comunicazione tra queste isole urbane. Cercando il potenziamento puntuale dei muscoli urbani esistenti e l’armonizzazione urbana e sociale del loro lavoro.
La linea ferroviaria in dismissione, convertita in pista ciclabile, diventa cucitura antica tra un nuovo spazio pubblico pensato per ospitare attività ricreative e l’esistente zona commerciale.
La zona residenziale attuale viene recuperata e reinterpretata formalemente e tipologicamente. Si lavora sulle pelli e si modifica la tipologia svuotando moduli dei corpi edilizi esistenti e riprogettando il suolo, il disegno delle quote, il verde.
La collina scende attorno alle stecche delle residenze ERP avvolgendo il piano terra che viene adibito ad attività collettive. Il primo piano attuale diventa così piano terra delle nuove residenze, circondato da un mantello verde continuo che protegge l’intimità del privato dalla vita pubblica sottostante.
La progettazione del verde e della morfologia del terreno consente di creare impercettibili confini tra lo spazio collettivo dell’incontro, della comunicazione e quello privato intimo del sogno individuale.
In un diffuso sistema urbano, che tende a dimenticare il sogno collettivo, perché la collettività non si incontra più, forse si scontra, non ha più miti, forse media, la volontà è quella di ritrovare spazi che accolgano e invitino all’incontro.
Il programma progettuale fa perno sul rapporto tra il corpo e lo spazio. Perché esiste “un rapporto immediato fra il corpo e il suo spazio, fra il dispiegamento nello spazio e l’occupazione dello spazio. Prima ancora di produrre (degli effetti della materia, degli utensili, degli oggetti) e di riprodursi (con la generazione di un altro corpo), ogni corpo vivente è uno spazio e ha uno spazio: vi si produce e lo produce. E’ importante questo rapporto: il corpo, con le sue energie disponibili, il corpo vivente, crea o produce il proprio spazio.”(Henri Lefebvre).
Il progetto è il disegno di una piazza, di una strada, di un percorso, del verde, inserito nella realtà irregolare e stratificata della città.
Lungo la nuova pista ciclabile si articola una piazza lunga che si stringe e si dilata fino alla rotondità di una terrazza che scende in tre livelli raggiungendo la quota della città commerciale. E diventa corpo. Fibra muscolare nel tessuto urbano.
Su questa piazza-percorso si attestano tutte le attività pubbliche.
Un livello sopra le residenze conservano la piccola dimensione, il ritmo del privato quotidiano.
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    Project details
    • Year 2005
    • Status Completed works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Urban Furniture / Landscape/territorial planning / Multi-family residence / Urban Renewal
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