Recupero urbano degli spazi aperti tra il Monastero di San Francesco e il Mercato comunale

Progetto preliminare di recupero urbano Giovinazzo / Italy / 2012

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Il progetto degli spazi aperti tra il monastero di San Francesco e il mercato comunale ha l' obiettivo di ricucire, e allo stesso tempo di restituire alla città, un brano di tessuto urbano. Attualmente l' area non è altro che il residuo dei diversi interventi protratti dall' uomo nel tempo e risulta essere il “retro” sia del monastero che del mercato. Il progetto mira a creare uno spazio che induca a modalità di uso diverse e non programmate, parte quindi dalla volontà di realizzare un luogo complesso, unitario nell’identità e molteplice nell’uso. La prima operazione è quella di aprire alla città questo luogo incastonato tra due realtà così diverse e importanti. Una nuova cortina muraria avvolge il mercato comunale fungendo in primo luogo da nuova quinta scenica che riconfigura e riunifica la sua spazialità frammentata. Ma la cortina muraria non è semplicemente un nuovo rivestimento da far “indossare”, ma è un elemento ben più complesso che condensa in se tutta quella serie di funzioni fondamentali per rendere “abitabile” uno spazio pubblico: il muro in sintesi si configura sia come quinta scenica sia come “infrastruttura urbana”. Pertanto lo si deve immaginare come un “muro abitabile”. Si piega e si spezza, si dilata e si restringe, si modella in base alle esigenze. Il “muro abitabile” si presenta quindi come un un unico elemento che accoglie una varietà di funzioni e che permette di far vivere in maniera diversa lo spazio circostante verso cui guarda; interagisce con il fruitore. La nuova cortina è contemporaneamente seduta pubblica e illuminazione urbana, accoglie in se l' arredo urbano necessario e la rampa per disabili che permette l' accesso al mercato coperto. Il “muro abitabile” risvolta su via Cappuccini, accogliendo in se dieci posti per biciclette (dando così la possibilità di giungere al mercato con mezzi alternativi, incentivando un mobilità urbana sostenibile). Questo piccolo volume diventa un vero e proprio landmark, che connota il nuovo ingresso al sistema urbano monastero-mercato coperto. L' unità spaziale e materica viene raggiunta anche mediante un “progetto di suolo”: una nuova pavimentazione riconfigura gli spazi aperti e percettivamente si integra con il contesto. Un solco l' attraversa, generando una nuova direttrice spaziale su cui si innesta un nuovo sistema di sedute. Il solco è anche compluvio, ricollegandosi alla tradizione dei sistemi idraulici arabi, e pertanto rimodella le pendenze del suolo. La nuova pavimentazione presenta delle leggere inclinazioni percepibili dai fruitori, che servono ad incanalare l' acqua piovana verso il solco-compluvio e poter riutilizzare l' acqua raccolta. Su questa nuova linea d' acqua sotterranea si accostano tre essenze arboree e un sistema di sedute che guardano verso il muro del Calvario su cui si addossano. La disposizione delle sedute è stata pensata per creare delle situazioni di prossimità tra i fruitori e dare la possibilità di vivere questo spazio in base alle proprie esigenze: qualora si voglia stare insieme e scambiare “due parole” oppure se si vuole stare raccolti con se stessi. Una fontana e un piccolo specchio d' acqua concludono il solco. Le soluzioni progettuali introdotte rispondono a precise esigenze climatiche. L’intero progetto si definisce come un dispositivo complesso che si modella e si costruisce in base alle articolari caratteristiche climatiche del territorio pugliese. Il clima caldo e considerazioni e considerando che l’area di progetto si caratterizza come uno spazio aperto poco schermato, il progetto adotta differenti soluzioni di carattere morfologico, paesaggistico e materico. Il taglio naturale che accoglie le essenze arboree, la vasca d’acqua e le piantine si inserisce in quella zona che maggiormente risulta essere soleggiata nel periodo estivo, definendo uno spazio di ombra protetto dall’irraggiamento estivo. La conformazione della piazza come grande impluvio per la raccolta e conservazione delle acque piovane e la scelta di essenze che per loro natura necessitano di poca acqua definiscono un progetto sostenibile. Il muro, che ora circoscrive l’ aranceto, viene ripensato e aperto con dei tagli verticali e aperto mediante una porta a battente. I tagli strombati sono calibrati per creare una giusta atmosfera di curiosità per chi è fuori l’ aranceto e conservare l’ intimità che questo luogo così circoscritto suggerisce. Ma, al contempo, preservare questa intimità permette la sopravvivenza stessa dell’ aranceto così fragile ai venti: infatti il muro lo protegge dalla intemperie. L’ intervento all’ interno dell’ aranceto è minimale preservandone la sua natura: una seduta, che copre la rete dei servizi a cielo aperto, e un camminamento che porta all’ interno del monastero. Il progetto consente al Comune di gestire, con poco dispendio di energie, un nuovo spazio pubblico disposto ad assecondare le diverse e molteplici esigenze che una città contemporanea richiede. Cambia l' ottica del progetto dello spazio pubblico: non è il progetto che impone funzioni e usi vincolando lo spazio, ma al contrario è il progetto che cerca di accogliere le richieste del fruitore e consentire un uso diversificato degli spazi.
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    Il progetto degli spazi aperti tra il monastero di San Francesco e il mercato comunale ha l' obiettivo di ricucire, e allo stesso tempo di restituire alla città, un brano di tessuto urbano. Attualmente l' area non è altro che il residuo dei diversi interventi protratti dall' uomo nel tempo e risulta essere il “retro” sia del monastero che del mercato. Il progetto mira a creare uno spazio che induca a modalità di uso diverse e non programmate, parte quindi dalla volontà di realizzare un luogo...

    Project details
    • Year 2012
    • Client Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi
    • Status Current works
    • Type Public Squares / Urban Furniture
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