Idrovia Ferrarese. Prog. guida per riqualif. di aree urbane e di tratti di interesse paesaggistico

Comuni interessati: Ferrara, Copparo, Formignana, Tresigallo, Migliarino, Migliaro, Ostellato Ferrara / Italy / 2006

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1. PREMESSA
L’idrovia ferrarese riveste un carattere strategico, per l’intero territorio ferrarese, con importanti ricadute di carattere economico: la sua realizzazione è destinata a modificare profondamente l’assetto di un paesaggio già fortemente segnato, attraverso i secoli, dall’intervento antropico e connotato quindi da un elevato grado di artificialità. Per le sue caratteristiche tecniche, tale intervento avrà un indubbio impatto territoriale che non solo va attentamente misurato ma che, soprattutto, deve essere consapevolmente valutato per consentire la redazione di un progetto complesso che affronti i vari aspetti ambientali, infrastrutturali e paesaggistici.
È altrettanto evidente che tale intervento può e deve rappresentare per il territorio provinciale una opportunità importante per disegnare il proprio assetto futuro, per le seguenti ragioni:
-consente di rafforzare i legami con il territorio, e in particolare con la fascia costiera. Il Po di Volano può essere infatti riqualificato e attrezzato, come infrastruttura al servizio dei settori produttivi e commerciali, ma anche come asta navigabile finalizzata al potenziamento del turismo fluviale e delle attività di tempo libero e sport;
-consente di riconfigurare una serie di spazi collocati lungo l’asta fluviale, attraverso operazioni, anche minimali, di riqualificazione urbana. Spesso si tratta di spazi marginali e di “risulta” che tuttavia possono concorrere alla formazione di un sistema articolato di spazi e luoghi pubblici lungo l’intera asta fluviale;
-consente di avviare delle operazioni di riqualificazione del paesaggio rurale ferrarese, cosi vario nelle sue forme ed articolazioni e di arricchimento della componente naturale e vegetazionale del territorio;
-si può dare un significativo impulso alla costruzione di quella rete di percorsi ciclo-pedonali, già da tempo oggetto di parziale e locale realizzazione.
Per tali ragioni, questo “progetto guida” per la riqualificazione paesaggistica dei tratti urbani, lungo l’idrovia ferrarese, assume le connotazioni di un “progetto di paesaggio” e dovrà essere necessariamente, e strettamente, raccordato agli strumenti ed ai programmi urbanistici degli Enti Locali interessati. Ma, per la sua realizzazione sarà fondamentale la convinta condivisione delle comunità locali, trattandosi di un progetto finalizzato al rafforzamento della identità locale e territoriale, attraverso la valorizzazione della componente del patrimonio ferrarese rappresentata dai fiumi e dai canali della bonifica.

2. PROBLEMATICHE DELLA RIQUALIFICAZIONE DEI CORSI D’ACQUA
La gran parte degli insediamenti umani del mondo sono localizzati su bacini d’acqua: fiumi, estuari, navigli, laghi, lagune, coste. Le situazioni sono le più diversificate, ma in ogni caso si è dato vita ad una straordinaria varietà di paesaggi “d’acqua”, che oggi sono al centro di numerosi progetti di tutela e valorizzazione. Ovunque, la presenza dell’acqua ha avuto un ruolo importante nel determinare:
-la fondazione e strutturazione fisica delle città;
-il ruolo economico e strategico di molti territori, così come il consolidamento di attività produttive e infrastrutturali sorte per la presenza dei fiumi;
-la formazione di culture e pratiche urbane e paesaggistiche fortemente connotate dalla presenza dell’acqua.
Per molte città occidentali questo ha significato l’avvio di importanti progetti di riqualificazione urbana, a partire da eventi particolari (es. Barcellona, Genova) o determinati da strategie di lungo periodo (es. Lione, Bilbao, Bordeaux, Nantes, Amsterdam). Ciò ha consentito di rigenerare parti di città intervenendo negli spazi pubblici e favorendone la riappropriazione da parte dei cittadini. Ma in Europa, le problematiche della riqualificazione dei corsi d’acqua si sono concentrate anche su paesaggi più vasti, interrogandosi riguardo alla capacità del fiumi di porsi come fattori di identità culturale di un territorio. Si tratta dell’identificazione storica tra fiume e paesaggio culturale come ad esempio nell’ esperienze francesi della Loira, del Rodano, o dei canali della Borgogna che associano fiumi, canali, patrimonio storico-architettonico e paesaggi del vino. Contesto totalmente differente, ma altrettanto emblematico è quello della Ruhr, in Germania, con la riconversione “culturale” del bacino industriale e minerario. La trasformazione di questo territorio “dismesso”, in un paesaggio culturale, ha avuto nella riqualificazione dei canali uno dei suoi punti di forza, come dimostra l’esperienza del Parco del fiume Emscher. Le problematiche paesaggistiche ed urbane che stanno emergendo dall’esperienza in corso dell’Idrovia Ferrarese presentano diversi di questi aspetti.
Ovviamente si è trattato di interventi complessi da punto di vista progettuale e gestionale che hanno riguardato la riorganizzazione funzionale e morfologica di ampie porzioni di territorio. Esse sono divenute degli ambiti in cui: localizzare importanti attività legate alla cultura; ricucire i tessuti urbani di città sempre più disperse nel territorio; valorizzare la rete storica costituita dagli insediamenti urbani e rurali minori; trasformare antiche infrastrutture o aree produttive dismesse in punti di attrazione turistica e di conoscenza della storia del territorio; potenziare delle aree verdi e naturali rafforzando e in alcuni casi, ricostituendo la complessità di flora e fauna. Una più estesa concezione di spazio pubblico ha rappresentato il comune denominatore di molti di questi interventi.
Si tratta di azioni che vanno valutate all’interno di un fenomeno ormai caratterizzato dalla competizione tra città e territori. Tale concorrenza si realizza materialmente a suon di progetti in grado di rendere le città e territori più appetibili nello scenario globale, puntando all’innalzamento della qualità urbana, attraverso l’intervento nelle aree dismesse o con progetti di gentrificazione dei centri città. Nel caso di questi territori si tratta di accaparrarsi fette sempre più consistenti di turismo, come nel caso della Francia, primo paese turistico al mondo.
Soffermiamoci brevemente sul paese transalpino, la cui esperienza potrebbe essere utile ai fini del nostro ragionamento. Per diversi anni le due polarità forti del turismo francese si sono identificate in Parigi e nella Costa Azzurra. In questi anni, a fianco di questi che comunque rimangono i maggiori serbatoi turistici, si stanno rafforzando province e regioni che hanno avviato politiche di valorizzazione del turismo culturale e rurale legato al paesaggio. Sovente esse si identificano con un fiume o con la presenza di una rete di canali che, ove esiste, quasi sempre affianca il fiume. Certo vi sono alcune “condizioni d’ambiente” che rendono questo possibile, proviamo ad elencarle:
-di norma questi fiumi attraversano paesaggi alternati di campi e boschi, e presentano una formidabile ricchezza di vegetazione;
-in molti di questi fiumi la qualità dell’acqua è tale che la balneazione è consentita (anche se il problema dell’inquinamento agricolo è rilevante);
-il patrimonio storico-architettonico è fortemente valorizzato grazie a politiche pubbliche che prevedono anche il diretto coinvolgimenti di privati (es. i proprietari dei castelli e delle dimore storiche);
-sono molto radicate le forme di ospitalità come le gîtes ruraux o le chambres d’hôtes, a prezzi estremamenti competitivi riscontrabili anche nella hôtellerie tradizionale (es. rete dei Logis de France), molto diffusa anche nei piccoli centri;
-le politiche di valorizzazione dei prodotti della terra sono molto intense, in particolare per quanto riguarda il vino e la gastronomia.
Queste sono alcune delle ragioni per le quali, in estate, regioni come la Loira, la Borgogna, il Perigord o il Contentin pullulano di turisti inglesi, olandesi, belgi, francesi e anche italiani.
Dunque, valorizzare un territorio non può prescindere dalla sua identità storica e paesaggistica e dalla capacità di mettere in campo progetti ed azioni certamente finalizzate alla valorizzazione delle “eccellenze” (boschi, delizie, corti rurali, ecc.), ma anche alla riqualificazione di quelli che possiamo definire i “paesaggi ordinari”, ovvero quelli della quotidianità, trasformati attraverso piccole azioni private e pubbliche, di norma non pensate in funzione di un miglioramento del paesaggio o dello spazio urbano. Due esempi sempre desunti dall’esperienza francese possono chiarire questa affermazione. Molte strade nazionali e dipartimentali, in Francia come in Italia, spesso realizzate seguendo l’andamento sinuoso di un fiume o su di un paleo-alveo, sono state oggetto di rettifiche per fluidificare il traffico; questo ha determinato la formazione di una serie di spazi residuali, a fianco della strada, che formano delle anse o dei gomiti. Tali relitti sono in gran parte stati trasformati in area di sosta e per il pic-nic attraverso delle semplici operazioni di piantumazione e di creazione di prati, che in alcuni casi, creano delle situazioni estremamente gradevoli, specie se a fianco di corsi d’acqua o boschi. L’altro esempio riguarda la riqualificazione degli spazi pubblici “minori” dei piccoli centri (es. marciapiedi e parcheggi). Si tratta di operazioni favorite dallo Stato attraverso programmi che premiano le città, grandi e piccole, che “abbelliscono” la loro città, ad esempio attraverso il fleurissement urbain: un concorso promosso dal ministero del turismo che ha visto nel 2004 la partecipazione di 12000 comuni, di cui il 60% con meno di 1000 abitanti. Si badi un’operazione non solamente estetica perché tra i suoi obiettivi vi è quello dell’arricchimento della complessità vegetale negli ambienti urbani. Mettendo in fila questi elementi (la presenza di corsi d’acqua e/o boschi; piccole aree di sosta, generate da adeguamenti infrastrutturali; città e villaggi, senza particolari emergenze architettoniche, ma dall’aspetto gradevole) percorrere una strada dipartimentale può essere una esperienze paesaggisticamente intensa e piacevole.
Tornando al nostro territorio, si tratta di situazioni, e di potenzialità, riscontrabili in molte strade della nostra provincia, se pensiamo alla strada tra Ferrara e Copparo, lungo il canale Naviglio, o alla antica strada che collegava Codigoro a Volano a fianco del Po di Volano, che un progetto di riqualificazione “ordinaria” del paesaggio potrebbero sensibilmente migliorare nei suoi aspetti fruitivi e paesaggistici.

3. OBIETTIVI E PRINCIPI DEL PROGETTO GUIDA
Il progetto si fonda sulla esigenza di ristabilire le relazioni fra città, paesaggio e acqua, attraverso azioni ed interventi sugli spazi, le aree urbanizzate o le infrastrutture presenti nell’ambito di progetto.
Il progetto si definisce, a partire dagli obiettivi di alcuni strumenti di pianificazione e programmazione territoriale provinciale e locale («Masterplan» dell’Idrovia ferrarese; strumenti urbanistici esistenti e in corso di elaborazione, piano-quadro provinciale delle piste ciclabili, ecc.) ed opera una rilettura del ricco patrimonio paesaggistico composto da: aree e spazi urbani residui, patrimonio edilizio storico, manufatti edilizi rurali di valore testimoniale, infrastrutture, spazi verdi, paesaggi rurali. La lettura si fonda altresì sulla comprensione dei caratteri “ordinari” del paesaggio fluviale da mettere in valore in quanto struttura portante del territorio.
I temi progettuali sono stati affrontati nella prospettiva di creare nuove relazioni urbane e territoriali, o di rafforzare quelle già esistenti, all’interno degli ambiti di progetto sia come risoluzione puntuale dei nodi problematici indicati (es. la riqualificazione degli spazi urbani fluviali, la riorganizzazione dell’accessibilità attorno ai ponti, la risagomatura delle sponde fluviali, la creazione di aree di sosta, e di piccole banchine portuali ad uso turistico, il rafforzamento dei percorsi pedonali ecc.).
L’intenzione del progetto è di rivelare i molteplici aspetti del paesaggio del Volano e prima fra tutti il suo valore patrimoniale. Questo riguarda in particolare i piccoli centri urbani che su di esso sono sorti ed il paesaggio rurale, così vario, nel percorso tra Ferrara e il delta, a testimonianza delle complesse vicende che hanno riguardato il rapporto tra l’uomo e l’acqua nel ferrarese. Inoltre, essendo una delle principali strutture geomorfologche del territorio, il Volano rappresenta un elemento importante per la sua identità storica e culturale.
Rispetto alle riflessioni che hanno caratterizzato i numerosi interventi di riqualificazione di paesaggi fluviali e waterfront urbani, si riprende quanto stabilito nella conferenza URBAN 21, svoltasi a Berlino nel 2000, sotto l’egida delle Nazioni Unite, e riproposto nel 2004 alla Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, il tema della riqualificazione dei paesaggi d’acqua deve essere affrontato a partire dai seguenti principi di sostenibilità urbana:
Garantire la qualità dell’acqua e dell’ambiente. Si tratta di un prerequisito fondamentale rispetto al quale appare necessario avviare azioni concrete di risanamento degli spazi e delle acque che si intendono trasformare in luoghi di fruizione pubblica;
I waterfront sono parte del tessuto urbano esistente. Il recupero di tale aree deve attuarsi partendo dalla consapevolezza che esse sono inserite (o inseribili) in un contesto di relazioni morfologiche e funzionali per il quale possono costituire un potenziamento.
L’identità storica dà carattere al luogo. Tali aree, per la natura dei processi che le hanno conformate, spesso legate ai processi di industrializzazione e infrastrutturazione del territorio (es, le bonifiche con i suoi manufatti) e della città (es. le darsene o manufatti industriali dismessi), rappresentano una componente del patrimonio storico-paesaggistico ed architettonico. Per tale motivo ogni progetto di riqualificazione dovrebbe assumere come dato di partenza la preservazione di tale patrimonio.
Dare priorità al mix delle funzioni. Il riuso di tali spazi può consentire la creazione di ambienti caratterizzati dalla presenza di diverse funzioni di interesse pubblico-culturale, commerciale, del tempo libero così come residenziali.
L’accesso pubblico è un requisito irrinunciabile. Un altro requisito fondamentale per la riqualificazione dei paesaggi fluviali è la loro accessibilità pubblica. I progetti di trasformazione devono evitare di creare dei recinti, anzi a partire dalla ricchezza di attività che si possono localizzare in tali aree, la pubblica fruizione diviene fondamentale per la loro integrazione con la rete degli spazi pubblici urbani.
Le partnerships pubblico-private procedono più rapidamente. La qualità dei processi e progetti di riqualificazione deve fondarsi su azioni integrate pubblico-privato. In particolare le pubbliche autorità devono garantire tempi certi agli operatori richiedendo però requisiti di qualità urbana che non possono esaurirsi nel solo rispetto degli standard urbanistici.
Partecipazione pubblica come elemento di sostenibilità. Il coinvolgimento della comunità locale nel processo di trasformazione e riqualificazione rappresenta un elemento fondativo della sostenibilità urbana.
La riqualificazione dei paesaggi fluviali sono progetti a lungo termine. Il recupero di tale aree dovrebbe inserirsi in una strategia di più largo respiro evidente anche negli strumenti della pianificazione comunale e di area vasta. Dunque non solamente legata a situazioni contingenti o a strategie di breve termine. La varietà degli interventi possibili: urbani, architettonici, di risanamento ambientale, artistici, ecc. vanno graduati nel tempo: possono rendersi possibili grazie a particolari contingenze, come nel nostro caso, ma possono rientrare anche nella normale manutenzione della città. L’aspetto importante è che si evidenzi una strategia di azioni grandi e piccole realizzabili “passo dopo passo”.
Questi progetti traggono beneficio dagli scambi culturali internazionali. La riqualificazione di tali aree implica il lavoro di professionisti di molteplici discipline ed un serrato confronto di idee e punti di vista. Lo scambio delle conoscenze all’interno di un confronto internazionale, rappresenta ormai un patrimonio acquisito da molte città grandi e piccole. L’inserimento in questa rete di conoscenze e confronti rappresenta una importante occasione per la città soprattutto se si sarà in grado di svolgere ruolo propositivo a partire dalla propria specificità.
Ovviamente non tutti questi aspetti sono stati affrontati in questo progetto, ma è importante evidenziare il quadro problematico al quale è opportuno fare riferimento quando ci si misura con le difficoltà della riqualificazione paesaggistica e urbana.

4. PROGRAMMA DI LAVORO
Il lavoro progettuale si è sviluppato in due fasi.
La prima ha riguardato l’analisi dello stato di fatto dei diversi ambiti di progetto e delle relazioni con il corso d’acqua ed il paesaggio circostante. Si sono anche consultati i vari strumenti urbanistici comunali e provinciali e gli altri documenti di programmazione e di progettazione settoriale disponibili. Infine una vasta ricognizione fotografica sul campo è stata effettuata a più riprese.
Si è proceduto alla raccolta dei dati, informazioni, e rilievi riguardanti:
-piani e progetti in corso di attuazione;
-elementi ambientali, vegetazionali, ecc.;
-flussi di traffico e aspetti della mobilità;
-le questioni relative all’adeguamento dei ponti;
-proprietà pubbliche.
La seconda fase ha riguardato gli approfondimenti progettuali e si è proceduto alla definizione di schemi generali, per ciascun ambito territoriale individuato, contenenti le indicazioni relative agli interventi di riqualificazione proposti. Contestualmente si iniziato l’approfondimento dei nodi problematici più rilevanti, terminato dopo la definitiva stesura degli schemi. Questo procedimento ha consentito di verificare le prime ipotesi generali di lavoro attraverso la verifica di soluzioni paesaggistiche particolarmente rilevanti, necessarie per garantire la coerenza progettuale dell’intero ambito.

5. QUESTIONI EMERGENTI E CONTENUTI DEL PROGETTO

L’ambito
Il tratto fluviale interessato dal progetto riguarda il tratto del corso d’acqua composto dal Po di Volano, tra Ferrara e Migliarino, e dal Canale Navigabile, tra Migliarino e il comune di Ostellato. I comuni interessato sono: Ferrara, Copparo, Formignana, Tresigallo, Migliarino, Migliaro, Ostellato.
Lo sviluppo lineare del canale è di circa 42 km, dalla fine del tratto urbano ferrarese, individuato a Baura, e Valle Lepri nel territorio di Ostellato, termine fisico di questo progetto
Questo tratto della futura idrovia ferrarese è contrassegnato da differenti situazioni: verso ovest, dopo essere usciti da Ferrara, il corso d’acqua attraversa i territori delle “terre vecchie”, in particolare nei comuni di Ferrara, Copparo e Tresigallo. Si tratta di un contesto caratterizzato dalla presenza di piccoli borghi, cresciuti lungo gli antichi argini del fiume e di case e corti rurali diffuse nella campagna.
A est di Tresigallo si entra nel territorio delle bonifiche. I caratteri di questo paesaggio sono in realtà molto diversi, nell’orditura dei campi e nel rapporto con il reticolo idrografico. Tra Tresigallo e Migliarino emerge il contrasto tra l’andamento sinuoso e “naturale” del Po di Volano, con le sue strade arginali e golene, e l’orditura geometrica dei campi. Dall’innesto del canale navigabile, a Migliarino, e Ostellato il tracciato del corso d’acqua si integra con le orditure e geometrie impresse al suolo dai lavori di bonifica e con il complesso sistema scolante del territorio. Il corso d’acqua rappresentato dal Po di Volano e dal canale navigabile sintetizza nel suo tracciato questo passaggio dalle sinuosità di un terreno organizzato a partire da alcuni dati “naturali” (l’antico sistema fluviale del Po) ad un altro, nuovo, disegnato a tavolino, dove il reticolo idrografico è uno degli elementi che compongono la struttura del territorio.
Le sezioni e gli affacci al corso d’acqua appaiono dunque fortemente diversificate, con differenti problematiche di tipo urbano, ambientale e paesaggistico.

Il quadro problematico
Alla luce di quando previsto dal Master Plan dell’Idrovia Ferrarese, il quadro problematico che emerge e con il quale questo progetto guida si è misurato, riguarda essenzialmente la riqualificazione dei tratti urbani attraversati dal corso d’acqua, attraverso i seguenti interventi:
1. risagomatura delle sponde del corso d’acqua e loro trasformazione in una serie di spazi pubblici, aree verdi, percorsi ciclo-pedonali nei tratti urbani di Migliarino, Final di Rero, Ostellato e San Giovanni;
2. creazione di piccole darsene e approdi, finalizzati al turismo fluviale, in corrispondenza degli affacci urbani principali e di luoghi di particolare interesse storico e paesaggistico;
3. rinaturalizzazione di aree non edificate lungo il fiume finalizzate al rafforzamento della complessità e varieta vegetazionale del corso d’acqua;
4. individuazione di siti e manufatti rurali e di interesse storico-testimoniale da valorizzare come luoghi per attività di supporto al turismo rurale.
Il progetto ha quindi individuato alcuni ambiti di intervento – macroaree- per le quali è stato elaborato uno schema generale di assetto contenente indicazioni relative agli interventi di riqualificazione urbana e paesaggistica. Più in dettaglio si sono date indicazioni relative ai seguenti aspetti:
-sistemazione delle sponde, e previsione delle strutture diportistiche necessarie alla navigabilità turistica;
-individuazione e sistemazione di aree verdi e da rinaturalizzare,
-individuazione dei percorsi rurali e ciclo-pedonali;
-individuazione degli ambiti urbani, prossimi al corso d’acqua, da riqualificare e delle preesistenze architettoniche da valorizzare.
Successivamente, al loro interno, si sono approfonditi alcuni punti o tratti particolarmente significativi.
Gli ambiti individuati sono:
1. il territorio fluviale dei comuni di Ferrara e Copparo, compreso tra Contrapò Fossalta-Sabbiocello/Villa Mensa-Denore. Le azioni previste riguardano:
-la creazione ed il rafforzamento dei collegamenti ciclo-pedonali lungo il fiume e lungo le due sponde arginali;
-la riqualificazione urbana dei centri di Sabbioncello San Vittore e Fossalta, con particolare attenzione agli spazi aperti lungo il fiume, così come dei centri sul lato ferrarese: Contrapò, Viconovo, Albarea, Villanova e Tenore;
-la costruzione di piccole darsene a Sabbioncello, Fossalta e in altri punti di particolare interesse;
-la valorizzazione del sito di Villa Mensa attraverso il recupero dei manufatti esistenti, la riqualificazione paesaggistica ed il rimboschimento di alcune terreni circostanti alla Villa, la creazione di un approdo sul fiume;
-alcuni interventi di rinaturalizzazione lungo il fiume e nelle zone di paleoalveo (rimboschimenti, introduzione di siepi, creazione di filari alberati).
2. Il tratto fluviale tra la conca di Valpagliaro e Final di Rero, nel territorio di Tresigallo e Ferrara. Le azioni previste riguardano:
-la naturalizzazione dell’isola artificiale, prevista dal progetto Idrovia Ferrarese, risultato degli adeguamenti alla navigazione;
-il collegamento ciclo-pedonale tra la conca di Valpagliaro e l’isola artificiale con la previsione di passerelle e piccoli approdi turistici;
-la sistemazione della darsena di Final di Rero e la riqualificazione degli spazi pubblici del borgo;
-la riqualificazione paesaggistica della conca di Valpagliaro;
-la riqualificazione paesaggistica e rinaturalizzazione dell’area compresa tra l’isola artificiale e l’esistente “strada delle siepi”.
3. Il tratto compreso tra Migliarino e l’innesto nel Po di Volano del canale navigabile. Le azioni previste riguardano:
-il consolidamento e la creazione di nuovi collegamenti ciclo-pedonali, lungo il fiume;
-la riqualificazione del tratto fluviale urbano di Migliarino, compreso tra il centro storico e la darsena esistente;
-la previsione di interventi di rinaturalizzazione in aree in prossimità del fiume;
-la realizzazione di un bacino di evoluzione nel comune di Migliaro, in corrispondenza con l’area dell’ex Zuccherificio, paesaggisticamente integrato con il contesto circostante.
4. Il tratto compreso tra Ostellato, San Giovanni e Valle Lepri. Le azioni previste riguardano:
-il consolidamento e la creazione di nuovi collegamenti ciclo-pedonali, lungo il fiume;
-la previsione di percorsi e passaggi di connessione tra le sponde dei diversi canali esistenti;
-la valorizzazione dell’area archeologica di Valle Lepri;
-la valorizzazione dei tratti urbani e delle connessioni città-fiume a Ostellato e San Giovanni, con previsione di piccole darsene;
-la previsione di interventi di rinaturalizzazione lungo il fiume e nella campagna circostante (rimboschimenti, piantumazione di siepi e alberi, ecc.)


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    1. PREMESSA L’idrovia ferrarese riveste un carattere strategico, per l’intero territorio ferrarese, con importanti ricadute di carattere economico: la sua realizzazione è destinata a modificare profondamente l’assetto di un paesaggio già fortemente segnato, attraverso i secoli, dall’intervento antropico e connotato quindi da un elevato grado di artificialità. Per le sue caratteristiche tecniche, tale intervento avrà un indubbio impatto territoriale che non solo va attentamente misurato ma che,...

    Project details
    • Year 2006
    • Client Provincia di Ferrara
    • Status Unrealised proposals
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Urban Furniture / Bridges and Roads / Port Areas / Parking facilities / Restoration of old town centres / Adaptive reuse of industrial sites / Landscape/territorial planning / Feasibility Studies / Leisure Centres / Urban Renewal
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