CafèB

New York / United States / 2011

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Stemming from the experience of the Bice restaurant,* the new location aims mainly at the contemporary world of Italian design. “A key ingredient of this project,” confirms Federico Delrosso, “is the invocation of the Italian city known worldwide for its ability to launch ideas and trends. I'm talking about Milan, where design has found great interpreters and also about the ritual of the aperitif, which was born here but has many admirers abroad. In CafèB I wanted to recreate this atmosphere of Milan social life, designing open spaces, not highly structured, like the famous "terraces" that have hosted the most famous aperitifs and international events in Milan and other Italian cities. For the CafèB we then created spaces and furnishings that left the gaze free, just to give the idea of openness and extreme fluidity."   "I wanted to recreate a realistic Italian atmosphere, without any concessions to facile folklore and especially distant from outdated stereotypes. Since Italian cuisine, taste and design are the cornerstones of the new Italian style, I decided to work on the harmony between the container (the spaces) and the content (Italian cuisine). Strongly neutralizing the spaces, with shades of dark browns and warm beiges as opposed to light-colored but cold surfaces, I created the color palette that, in my opinion, offers the best setting for Italian cuisine, so rich in color."   "The CafèB has a diffuse structure, because it opens its entrance with a portico of Mediterranean memory, overlooking 28th street. Here the patrons are protected by the light screens made of flexible canes in white resin. The development of the main restaurant is on the ground floor but the CafèB has an alter ego on the roof of the building, the Hotel Indigo at Chelsea, which we named SkyB. It is a more informal and unstructured space, and has been designed as a small Italian piazza which, from the 18th floor overlooks the Big Apple. Here we have freed the view for the patrons by lowering the horizon of the furnishings to offer stunning panoramas of the New York skyline. In the case of skyB, I would say it is a non-project in the sense that I was inspired by the urban landscape at altitude, which overwhelms you as soon as you emerge from the elevator ... The New York skyline is real, not just an image. A landscape that becomes architecture, though architecture of a spontaneous, unplanned kind. So I wanted to reproduce the same effect ... avoiding reworkings or expressions of style and seeking to highlight the visual impact, inserting low furnishings with the same effects of colouring and materials as the landscape around ...Almost imagining being there ... having a drink … on the rooftops amid the water tanks. Among the furniture I placed my aluminium seating of the Contamina collection, which I’ve always considered a sort of minimal architecture, with rigid yet light forms like the architecture of the NY skyline. I alternated these with wider and softer seats to accentuate the diversity of volumes and solutions (as in any spontaneous territory). Finally, the glass panes with the shading at the bottom helped to reduce the boundary between SkyB and the landscape. Thanks to this trick, at some times of day the view of New York becomes evanescent, almost dreamlike. The Contamina collection of chairs (designed in 2009 for the Italian brand Extra) proved ideal for this project because it has sculptural and imposing volumes, an aesthetic presence that is not invasive. In SkyB we also created softer corners with new chaise-longues designed specifically for this location, but which will again go into production with Extra. We worked closely with this brand because we wanted not just the dishes by the Italian chef but every detail of the project to speak Italian. And so from the lamps by Davide Groppi to the contractor who carried out the work, everything is made in Italy. Even the collection of black and white photos running along the walls of the two interiors. It’s the element that I chose to warm the imaginations of the patrons. The photos tell the stories and memories of a beautiful and elegant Italy, but also show unexpected visions. At the entrance, for example, there is a blow-up that has deceived many: the view from the top of a big city. At first glance it looks like New York and instead it’s Milan.” [IT] Nata dall'esperienza dei ristoranti Bice* la nuova location punta il suo sguardo soprattutto sulla contemporaneità del Made in Italy. "Un ingrediente chiave di questo progetto" conferma Federico Delrosso "è il richiamo alla città italiana nota in tutto il mondo per la sua capacità di lanciare idee e tendenze. Parlo di Milano, del design che qui ha trovato grandi interpreti e penso anche al rito dell'aperitivo nato qui, ma con molti estimatori anche all'estero. Nel CafèB ho voluto ricreare appunto questa atmosfera della socialità milanese, progettando spazi aperti e poco strutturati, come le famose "terrazze" che hanno ospitato i più noti aperitivi ed eventi internazionali, a Milano e in altre città italiane. Per il CafèB abbiamo quindi creato spazi e arredi che lasciassero libero lo sguardo, proprio per dare l'idea di un'apertura e di una fluidità estrema." "Volevo ricreare un'atmosfera italiana realistica, senza alcuna concessione al facile folcklore e soprattutto lontana da stereotipi. Visto che la cucina, il gusto e il design italiani sono i cardini del nuovo made in Italy, ho deciso di lavorare sull'armonia tra contenitore (gli spazi) e contenuti (la cucina italiana). Neutralizzando fortemente gli spazi, con tonalità di marroni scuri e beige caldi contrapposti a superfici chiare ma fredde, ho creato la palette cromatica che, secondo me, offre la migliore cornice alla cucina italiana, così ricca di colori." "Il CafèB ha una struttura diffusa, perché apre il suo ingresso con un portico di memoria mediterranea, affacciato sulla 54a strada. Qui gli ospiti sono protetti da leggere quinte realizzate con canne flessibili in resina bianca. Lo sviluppo principale del ristorante è al piano terra ma il CafèB ha un alterego nel roof dello stesso edificio, l'hotel Indigo a Chelsea, che abbiamo battezzato SkyB." "SkyB uno spazio più informale e destrutturato ed è stato concepito come una piccola piazza italiana che, dall'alto del 18° piano, si affaccia sulla grande Mela. Qui abbiamo liberato lo sguardo degli ospiti ribassando l'orizzonte degli arredi per offrire integra la splendida vista sullo skyline newyorkese. SkyB è quasi un "non progetto", nel senso che ho tratto ispirazione dal paesaggio urbano "in quota" che ti travolge appena sbarchi dall'ascensore… Lo skyline di NewYork è un "luogo" vero e proprio e non solo un'immagine. Un paesaggio che diventa architettura, se pur architettura di tipo "spontaneo", non progettata. Ho voluto quindi riprodurre lo stesso effetto, evitando rielaborazioni o espressione di stile, cercando invece di evidenziare l'impatto visivo, proponendo arredi bassi e con gli stessi effetti cromatici e materici del paesaggio intorno. Quasi immaginando di essere lì a bere un drink, sui tetti tra le cisterne…. Tra gli arredi ho inserito le mie sedute in alluminio della collezione Contamina (disegnata nel 2009 per il brand italiano Extra), che ho sempre considerato una sorta di "mini" architetture, con forme rigide ma leggere come le architetture dello skyline di NY. Le ho alternate a sedute più ampie e morbide per accentuare la diversità di volumi e soluzioni (come avviene in ogni territorio "spontaneo"). Infine, le lastre di vetro con la sfumatura in basso mi hanno aiutato a ridurre il confine tra lo SkyB e il paesaggio. Grazie a questo escamotage, in alcune ore del giorno la vista di NY diventa evanescente, quasi onirica. " "La collezione di sedute Contamina (disegnata nel 2009 per il brand italiano Extra) si è rivelata ideale per questo progetto perché ha volumi scultorei e importanti, ma una presenza esteticamente poco invasiva. Nello SkyB abbiamo creato anche angoli più soft con le nuove chaise longue disegnate appositamente per questa location ma che entreranno in produzione sempre per Extra. " "Abbiamo collaborato strettamente con questo brand perché volevamo che oltre alle pietanze dello chef italiano ogni dettaglio del progetto parlasse italiano. E così dalle lampade di Davide Groppi, al contractor che ha realizzato i lavori, tutto è Made in Italy. Anche la collezione di foto in bianco e nero che corre lungo le pareti dei due ambienti. E' l'elemento che ho scelto per "scaldare" l'immaginario degli ospiti. Le foto raccontano storie e memorie di un'Italia bella ed elegante, ma mostrano anche visioni inaspettate. All'ingresso, per esempio, c'è una gigantografia che ha ingannto molti: è la vista dall'alto di una grande città. Al primo impatto sembrerebbe NewYork e invece è proprio Milano."
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    Project details
    • Year 2011
    • Work finished in 2011
    • Status Completed works
    • Type Bars/Cafés
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